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Recensione DJI Mavic Pro

DJI Mavic Pro

La nuova frontiera della fotografia e del videomaking, da qualche anno ormai, sono i droni.

Solitamente sono quadricotteri a pilotaggio remoto equipaggiati di ogni ben di Dio: fotocamera, stabilizzatore della fotocamera comunemente detto gimbal, gps, sensori anti collisione ed altre cosucce che suscitano forte interesse in chi, come me, è vittima di assalti da parte di scimmie ad alto contenuto tecnologico.

Il costo di questi oggettini era proibitivo fino ad un anno fa e la tecnologia era ancora acerba. Oggi le cose sono cambiate, i costi sono scesi sensibilmente e la tecnologia ha fatto passi da gigante.

DJI (clicca) è la ditta che più si è imposta sul mercato con la serie Phantom giunta ora alla quarta generazione.

I primi Phantom venivano venduti senza una gimbal. La gimbal è un dispositivo elettromeccanico dotato di giroscopi che stabilizza la fotocamera sui tre assi.

Inizialmente esisteva un semplice supporto per sostenere le actioncam della GoPro.

phantom1

Il Phantom 2, uscito meno di un anno dopo, aveva a disposizioni due tipi di gimbal: una per le action cam GoPro e l'altra per le nuove action cam di casa DJI che risultavano essere però di qualità molto inferiori alle GoPro.

phantom2

Anche il Phantom 3 aveva la gimbal sia per GoPro che per le nuovissime cam DJI che iniziavano a dimostrare qualità da vendere, più economiche ma soprattutto ottimamente integrate nel software DJI.

phantom3

Ma è stato col Phantom 4 che DJI ha fatto il botto di vendite affermandosi come leader del settore soprattutto grazie a quelli che ora vengono chiamati "influencer" ma che meglio conosciamo come YouTubers. Gente del calibro di Casey Neistat (clicca) ha sdoganato il Phantom 4 facendolo entrare nella lista dei desideri di tutti i videomakers ed appassionati di tecnologia.

Il Phantom 4 si distingue dai predecessori per la dotazione di una gimbal integrata, sensori di rilevamento ostacoli sulla parte frontale, sensori posti sulla parte inferiore del drone che fotografano il terreno donando ulteriore stabilità e la possibilità di un "return to home " (ritorno a casa) molto più preciso.

phantom4

Al Phantom 4 sono succeduti il Mavic Pro e il Phantom 4 Pro.

Il primo ha le stesse specifiche del Phantom 4 ma è decisamente più piccolo e trasportabile, il secondo è identico al 4 ma ha una nuova fotocamera da 20MP in grado di filmare in 4K @ 60fps ed è dotato di sensori di rilevamento ostacoli in tutti e quattro i lati del drone.

Se con il Phantom 4 DJI si è affermata come leader, con il Mavic ha fatto sfaceli vendendo una quantità di esemplari spaventosa grazie alle dimensioni contenute dovute alle braccia retrattili che lo fanno diventare un piccolo cubetto in fase di trasporto. Di fatto è il primo drone ad alte prestazioni "da viaggio".

mavicmavicproclosed

Qualche mese dopo l'uscita del Mavic Pro, DJI ha introdotto sul mercato il piccolo Spark che però risulta essere un giocattolo molto costoso che può registrare video al massimo in FullHD 1080p @ 30fps, davvero troppo poco.

spark

Penultimo in ordine di uscita il Mavic Platinum Pro: una nuova versione con motori leggermente più efficienti e delle nuove eliche disegnate per essere più silenziose. Essendo pressochè identici le nuove eliche possono essere montate anche sul Mavic Pro rendendolo più silenzioso di qualche dB.

Infine, proprio in questi giorni è uscito il nuovo Mavic Air, una versione ancora più piccola del Mavic Pro, con una fotocamera più performante, sensore anti collisione anche sul retro del drone, gimbal maggiormente protetta che si colloca all'interno della struttura del drone stesso e nuove fotocamere poste nella parte inferiore del drone che registrano anche i più piccoli movimenti del drone stabilizzandone il volo anche in interni dove il segnale GPS non è presente. Un gioiellino che diventerà, secondo molti, il nuovo Block Buster tecnologico. Rispetto al Mavic Pro ha però un controller che non presenta un display contenente, a mio avviso, informazioni molto importanti, minore autonomia di volo e soprattutto un range molto inferore; probabilmente dovuto al fatto di avere un controller che eroga un segnale meno potente.

mavicair

 

Test sul campo

Usando le offerte del cyber monday di Amazon mi sono accaparrato la versione Fly More Combo che oltre al drone e al controller fornise una comoda borsetta per il trasporto, due batterie aggiuntive (comode visto l'autonomia di volo pari a circa 22 minuti), caricatore multiplo rapido, caricabatterie da auto, 4 coppie di eliche e altri piccoli accessori.

Ecco un link dove poter acquistare il Mavic su Amazon (clicca).

Il sistema è composto da tre moduli: il drone, il controller e lo smartphone/tablet.

Sullo smarphone deve essere installata la App DJI Go alla quale si accede creando un account nei sistemi DJI.

Lo smartphone viene collegato al controller tramite un cavetto usb/lightning (oppure usb/usb nel caso di device android).

controller

Si accendono il drone, il controller e si lancia l'app DJI Go. Una volta che il controller si è connesso al drone l'app verifica la disponibilità di nuovi firmware. Se è presente un nuovo firmware questo viene scaricato sullo smartphone e poi inviato al drone tramite controller. Una volta installato il nuovo firmware vanno riavviati drone e controller e l'app deve essere chiusa e poi rilanciata.

All'avvio successivo il sistema fa un controllo sulla necessità o meno di installare parte del firmware sulle batterie; in questo caso l'operazione deve essere ripetuta per ogni batteria che si possiede.

A questo punto, se tutto è aggiornato e tutte le periferiche sono connesse possiamo entrare nell'app e configurare tutti i paramentri del drone e della fotocamera. Prima del volo è necessario tarare la IMU che è fondamentalmente la centralina del drone che comprende: accelerometri, giroscopi, barometro e termometro. Dopo aver tarato la IMU deve essere tarata la bussola.

Terminate queste procedure siamo in modalità GO FLY: pronti per il volo.

Prima di alzarsi in volo però è necessario sapere alcune cose di vitale importanza; bisogna conoscere la normativa.

Per gli APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto) è in vigore una normativa che ne regolamenta l'uso.

Nel mio caso si tratta di volo hobbystico che è regolamentato come segue:

  • Il volo deve essere effettuato fori dalle No Fly Zone. Queste zone segnalate sulle mappe sempre aggiornate sul sito ENAV (clicca). È necessario creare un account gratuito e poi entrare nell'area dei servizi online.
  • Bisogna essere almeno a 5Km di distanza da un aeroporto.
  • Il volo non deve essere effettuato su centri abitati.
  • Il volo non è permesso su assembramenti di persone.
  • Il volo deve essere sempre a vista con un'altezza massima di 70m dal punto di decollo e con un raggio massimo di 200mt dal pilota.
  • È consigliato essere almeno in due: il pilota ed uno "spotter" che mantiene il contatto visivo col velivolo.

Se il drone venisse usato per scopi non ricreativi ma lavorativi allora è necessario ottenere una patente di volo sostenendo un esame presso i centri ENAV.

Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, vi linko il sito di Walter (clicca) che spiega molto dettagliatamente la situazione attuale e come comportarsi per volare "a norma".

Ora che siamo in un posto dove è permesso volare possiamo alzarci in volo. Meglio farlo in una zona priva di ostacoli naturali e non: alberi, tralicci dell'alta tensione ecc.

Avviamo i motori e settiamo il punto di ritorno a casa: tramite l'uso del GPS il drone è in grado di tornare al punto di partenza con una manovra di sicurezza che possiamo impostare noi. Il "return to home" può essere attivato dal pilota oppure atonomamente in caso di perdita di segnale dal controller oppure quando la batteria sta per esaurire la sua carica. Solitamente si imposta la procedura facendo alzare il drone a 70mt e poi, tramite GPS, questo torna al punto che avevamo impostato alla partenza. In fase di atterraggio il drone usa anche una fotocamera posizionata sulla pancia che permette il riconoscimento del punto di partenza atterrando con una precisione incredibile.

Altre impostazioni che consiglio di controllare prima del volo sono quelle della fotocamera. Dopo aver visto alcuni tutorial su Youtube ho visto che la cosa migliore è usare uno dei due profili colore: D-Log oppure  D-Cinelike. Facendo alcune prove ho visto che, per quello che mi riguarda, impostando i valori di Luminosità, Contrasto e Saturazione tutti a -2 ottengo un risultato fedele alla realtà e facilmente lavorabile in post produzione con un semplice Color Grading. Lasciandoli su "Auto" il risultato era abbastanza penoso.

Stessa cosa vale per il bilanciamento del bianco, la modalità "Auto" restituisce risultati non belli; meglio impostarlo ogni volta a mano prima di ogni ripresa.

Ci sono poi altri parametri da impostare come la qualità di ripresa che consiglio di lasciare in 4K (3840x2160) @ 30fps (quindi NTSC e non PAL), impostare l'antiflicker a 30Hz (25Hz se abbiamo impostato PAL) e se possibile impostare la fotocamera in Manual Mode in modo da poter mantere la velocità dell'otturatore sincronizzaza con quella degli fps, o quantomento un suo multiplo (1/30s, 1/60s, 1/120s). In questo modo si evita il fastidioso fenomeno di stuttering video.

Per avere un maggior effetto "cinema" è consigliabile lasciare i tempi dell'otturatore a 1/30s in modo da produrre un leggerissimo effetto di "blur" per ogni singolo fotogramma.

Se voliamo con una bella giornata con uno shutter speed di 1/30s, anche se teniamo i valori di ISO a 100, è probabile che otterremmo delle immagini sovraesposte. La fotocamera del Mavic ha il diaframma fisso per cui bisogna agire usando dei filtri chiamati ND (Neutral Density) che filtrano la luce solare attenuandola.

Io ho comprato dei filtri ND della Polar Pro (clicca) che trovo molto validi.

polarpro

Dimenticavo di dire che ho assicurato il Drone tramite il sito di Dronezine (clicca) in modo da proteggermi in caso di danni a terzi. Inoltre, ho acquistato la care protection direttamente da DJI per proteggermi da eventuali danni al drone causati da cadute o altro.

Il risultato delle riprese, a mio avviso è ottimo.

Bisogna prenderci un po' la mano, più che altro per il controllo della fotocamera.

Anche le foto non sono male ma ovviamente dipendono dalle caratteristiche della fotocamera che sono ben lontane da quelle di una buona dslr/mirrorless.

 

Considerazioni

Il drone permette delle riprese da punti di vista a cui non siamo abituati e l'effetto WOW è fin troppo semplice da ottenere. Di contro, riprese ragionate in posti del mondo suggestivi (chi ha detto Islanda?) fanno del drone un "must have" per chi come me ama fare riprese (anche se amatoriali) dei luoghi del mondo che visita.

Va ricordato ovviamente che prima di portarsi il drone in viaggio è bene informarsi sulle leggi vigenti a destinazione. Sono andato recentemente a Cuba e lì non era proprio il caso di far volare un drone; essere ingabbiati in quel di L'Havana per non essermi informato prima non sarebbe stata una buona idea.

Penso al viaggio che ho fatto in Namibia e a cosa avrei potuto fare se avessi avuto un drone, come dice Sandro: "Vorrei tornarci solo per fare certe riprese".

Certo la spesa è abbastanza impegnativa ma col passare del tempo escono droni sempre migliori a costi sempre più bassi: basti vedere il nuovo Mavic Air che lo si può portare a casa sborsando 849€ per la versione normale oppure 1.049€ per la versione Fly More Combo (che consiglio).

Credo che nel giro di un paio d'anni usciranno nuovi modelli più performanti a prezzi davvero accessibili.

Ultimo suggerimento per chi volesse portarsi il drone in aereo: controllate sempre nei vari aeroporti (partenza/scalo/destinazione) qual è la capacità massima in mAh (milliAmpere/ora) delle batterie che possono essere imbarcate. Non vorrete farvele sequestrare e quindi rimanere senza una volta arrivati in loco, o no?

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Thursday, 21 June 2018

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