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Dove si fabbricano i sigari

Atterrati all'aeroporto internazionale di L'Havana incontriamo la corrispondente locale di Avventure Nel Mondo insieme alla guida e all'autista del pullman che ci accompagneranno per tutto il viaggio.

Come prima cosa in terra cubana cambiamo gli euro di cassa comune in CUC (Peso cubano convertibile). Il primo assaggio di comunismo lo abbiamo proprio al cambio: in tutta la Nazione il cambio è identico, le case e gli uffici di cambio non sono privati ma sono statali.

A Cuba circolano due valute: il CUC (Peso cubano convertibile) e il CUP (Peso cubano). Il CUC è stato introdotto per sostituire il dollaro americano come valuta "turistica". Fino al 2004 circolava il dollaro statunitense che ora non viene più accettato e, anzi, viene pesantemente penalizzato al cambio (-10%).

Saliti sul pullman ci avviamo verso L'Havana Vieja (Avana vecchia), il centro storico. L'illuminazione stradale è praticamente assente e quella poca che c'è è molto fievole, sembra di stare in un film ambientato negli anni '50.

Nella capitale staremo solo una notte, ci ritorneremo per una visita più approfondita gli ultimi giorni di viaggio.

Dormiamo nella nostra prima "casa particular"; sono praticamente degli affittacamere. Molte famiglie abitano in queste grandi case coloniali e spesso affittano singole stanze; la versione Cubana di Air B&B. Ogni proprietario di casa particular si affida ad un capofila che organizza le sistemazioni. Ci sono capofila che gestiscono decine di camere presso altrettante famiglie.

Sinceramente mi aspettavo qualcosa di più genuino, mi spiego: i pernottamenti presso le case particolari sono una caratteristica dei viaggi a Cuba, si alloggia da famiglie ed è un modo bellissimo di avere dei contatti con la popolazione locale.

Forse fino a qualche anno fa. In tutto il viaggio solo una volta posso dire di aver vissuto questa situazione, nella piccola cittadina di Morón. Tutte le altre volte mi sembrava di alloggiare in un hotel dalle camere spartane dove spesso i padroni di casa fanno la parte dei receptionist: ti danno le chiavi, ti chiedono a che ora vuoi la colazione e a che ora ve ne andate l'indomani. Non fosse che la colazione te la prepara e te la serve la signora di casa non capiresti di essere in una casa particular. Per le cene poi, i capofila, hanno pure i ristoranti. Sovente ci siamo trovati a cenare con altri gruppi di Avventure e ospiti vari, manco fossimo in una pizzeria di Napoli.

Sinceramente non so se questa cosa capita solo nelle case particular che vengono selezionate dal referente cubano di Avventure, a me non è piaciuto molto; speravo e pensavo meglio.

Ma ora basta divagare e torniamo al viaggio, siamo solo all'inizio e dopo la prima notta trascorsa insonne a causa di un rubinetto che perdeva, saliamo tutti sul pullman e ci dirigiamo verso Viñales.

Uscendo dalla capitale ci dirigiamo verso ovest percorrendo l'unica autopista (autostrada) di Cuba. Dal finestrino si alternano terreni coltivati a canna da zucchero o tabacco a terreni totalmente selvaggi dove la vegetazione cresce rigogliosa: mi ricorda molto quella guatemalteca. Pian piano le piantagioni di canna da zucchero lasciano completamente il posto a quelle di tabacco, è il segnale che ci dice che siamo entrati nella provincia di Pinar del Río, famosa appunto per la coltivazione di piante di tabacco, usate per i famosi sigari cubani. Il piatto orizzonte verde viene interrotto di quando in quando da altissime palme reali che sono uno dei simboli di Cuba. Palme altissime dal fusto dritto e sottile.

La prima sosta è nella piccola e carinissima cittadina che da il nome alla provincia. Visitiamo una fabbrica di sigari che sinceramente pensavo essere molto più grande. Ci spiegano che in queste fabbriche vengono assemblati sigari delle più famose marche: Cohiba (i preferiti di Fidel), Montecristo (quelli del Che), Partagas e i Romeo y Julieta resi famosi perchè li fumava il Sir Winston Churchill.

La visita risulta essere molto interessante e apprezzata da tutti. Gli operai lavorano su banconi da due persone disposti in fila, come a scuola. Ogni operaio assembla i suoi sigari a seconda di quello che gli viene commissionato dal caposala. Prende le foglie di tabacco stagionato da mazzi diversi, ogni foglia ha la sua caratteristica di profumi, aromi e stagionatura; le sistema in una mano e le arrotola in un fascio che poi viene chiuso da una singola foglia dall'aspetto più bello delle altre e infine sigillato da una resina. Il sigaro grezzo viene poi sistemato in presse a forma di cilindro e lasciato a riposare per circa un paio d'ore. Lo step successivo è il controllo del tiraggio: ogni singolo sigaro viene sistemato in un dispositivo che ne controlla il tiraggio, in poche parole viene simulata la tirata del fumatore. Se il sigaro rispetta certi parametri allora è considerato buono e viene chiuso da un lato e tagliato dall'altro: ora è pronto per essere confezionato insieme ad altri sigari in scatole di legno oppure singolarmente in tubi di alluminio foderati da un sottile strato di legno che ne preserva l'umidità e la fragranza. Se il sigaro invece non rispetta certi paramentri allora viene aperto e le foglie vengono rimesse nei mazzi di provenienza.

Dopo la visita ci dirigiamo verso Viñales ma ci fermiamo prima in due posti. La prima tappa è al Mural de la Prehistoria: un murales lungo 120 metri disegnato nel 1961 da Leovigildo González Morillo, un seguace del pittore messicano Diego Rivera. Il mastodontico murales, che rappresenta in modo abbastanza psichedelico la teoria dell'evoluzione, nella sua sezione più alta richiese il lavoro di diciotto persone. È talmente alto che non serve entrare nel piccolo parco per ammirarlo, tra l'altro l'ingresso costa pure 15 CUC e sinceramente, dal mio punto di vista, non ne vale la pena. Il murales è perfettamente visibile dalla strada che porta all'ingresso del parco.

murales

La seconda fermata la facciamo in un punto panoramico da dove si può ammirare quasi tutta la valle. Oltre alla vista della valle beviamo quella che sarà la più buona Piña Colada di tutto il viaggio; un long drink a base di rum bianco, succo d'ananas e latte di cocco.

Prima di prendere posto nelle case particolari gestite dalla coppia Dary e Tuty visitiamo una fattoria dedita alla coltivazione del tabacco. Un giovane contadino ci spiega come lo coltivano, la raccolta e la stagionatura; successivamente crea un sigaro che ci venderà ad 1 CUC. Ovviamente sono pronti degli altri sigari a mazzi di dieci. Decidiamo di comprarli per furmarli la sera a cena, ne accenderemo 2, il resto li lasciamo come mancia ai ragazzi che lavorano al ristorante della casa particolare; semplicemente infumabili.

Nel pomeriggio ci aspetta la prima delle attività più attese: un giretto a cavallo all'interno della valle. L'ultima volta che sono salito su un cavallo probabilmente ero ancora minorenne, le ultime bestie che ho cavalvato prima di questi cavalli sono stati dei dromedari in Marocco e un elefante in Thailandia.

Non ci metto molto a ricordare come conduce il cavallo e prendo il ritmo in meno di venti minuti; azzardo anche un piccolo trotto e poi un trotto, ad andare al galoppo non mi fido, sono passati troppi anni.

Il giro che facciamo si addentra nel cuore della valle di Viñales e la luce del tramonto migliora quella che già era una bellissima attività. Ci fermiamo in una farm ad acquistare la prima di una lunga serie di bottiglie di rum che per i miei gusti è stato il migliore bevuto in tutto il viaggio.

In linea di massima il rum cubano non mi piace molto, preferisco quelli guatemaltechi o della Martinica.

Il nostro giro a cavallo si può riassumere nella mappa che segue:

Print

Il cavallo, si sa, conosce molto bene la via di casa, così bene che riusciamo a perdere uno del gruppo. La piccola carovana è abbastanza sgranata e ad un incrocio il cavallo di Alberto decide di prendere la via di casa e non quella che lo riporta al maneggio. Avventura nell'avventura per Alberto che viene ritrovato dopo circa quaranta minuti.

Mi è piaciuto molto il giro e dal punto di vista puramente paesaggistico, secondo me, la valle di Viñales è il posto che più mi è piaciuto a Cuba. Anche il piccolo paesino è molto carino e si vede che qui la gente sta abbastanza bene. Probabilmente è anche la regione rurale più ricca di Cuba.

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