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Il centro di Cuba

Anche il tragitto che ci porta da Trinidad a Camagüey è abbastanza lungo.

La prima sosta la facciamo subito fuori da Trinidad. Nella valle de Los Ingegnos visitiamo la Finca Iznaga: una fattoria del XVIII secolo dedita alla coltivazione di canna da zucchero.

La fattoria è composta dalla villa coloniale con il suo bel giardino e la macchina da spremitura della canna da zucchero e da una torre visitabile alta circa 70 metri che domina tutta la piantagione. Una volta i padroni, dalla torre, controllavano gli schiavi. La nostra guida Jose ci racconta di una leggenda che riguarda la torre da dove, si narra, il padrone controllava a vista la sua donna. Oltre alla torre, nella fattoria c'è anche un pozzo, costruito dal fratello del padrone. I due si erano innamorati della stessa donna e per conquistarla avevano costruito rispettivamente torre e pozzo.

Qui assaggiamo il Guaravo, una bevanda ottenuta dalal spremitura a freddo della canna da zucchero e succo di lime. È quasi imbevibile da quanto è dolce, aumentando decisamente la dose di succo di lime diventa invece gradevole e fresco. Insieme al bibitone ti danno anche un bastoncino di canna da zucchero da masticare, buonissimo.

Riprendiamo il nostro viaggio e sostiamo per pranzo nella piccola cittadina di Sancti Spíritus dove visitiamo il caratteristico barrio vicino al ponte Yayabo. Ci dividiamo e noi pranziamo con una pizza inaspettatamente buona in un ristorante che è praticamente casa del titolare.

Altre tre ore di pullman ci separano da Camagüey dove arriviamo per le 17.

Prendiamo le stanze e ceniamo a casa della capofila. Vista la pessima esperienza di Trinidad facciamo telefonare alla guida in modo da sapere prima cosa ci daranno per cena. Stavolta a noi va bene e ceniamo discretamente. Al gruppo arrivato dopo di noi tocca la stessa sorte che ci era capitata a Trinidad.

In centro non c’è molto, una piccola casa della trova e nella piazza centrale (unico posto dove è presente il wi-fi) c’è un pittoresco bar dove fanno un daiquiri frozen ottimo.

Il mattino seguente siamo pronti per il bike city tour che parte alle 8:00. Più che bici sono dei tuk tuk a due posti con una bici a fare da traino. Tutti i ciclisti lo fanno come secondo lavoro, il nostro era un insegnante di educazione fisica. Le soste nelle piccole piazze sono brevi e il tour ci permette di rivalutare una cittadina che la notte precedente ci era sembrata assolutamente triste. Il tour dura poco più di un’ora e poi partiamo per Bayamo che raggiungiamo verso le 15:30. Facciamo una veloce spesa in vista del trekk del giorno dopo: compriamo succhi di frutta, crakers e qualche biscotto. I più fortunati riescono a trovare delle barrette energetiche in un supermercato situato nella via principale del centro. Bayamo non ha nulla da offrire per cui andiamo in hotel dove ceniamo. Dopo cena alcuni si recano tramite tuk tuk in centro, dicono esserci una festa ma rimangono molto delusi.

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