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Fri Apr 06 @08:00 -
Festa dei maestri di sci di Moena

La città caraibica

È il tardo pomeriggio del 31 dicembre quando prendiamo le stanze e ci prepariamo per la cena di capodanno che la nostra guida ha prenotato al ristorante Iré a Santiago. Per 14 CUC a testa mangiamo bene e dalla terrazza abbiamo la vista del centro di Santiago. A mezzanotte ci scambiamo gli aguri, stappiamo l’ennesima bottiglia di rum (che continua a non farmi impazzire, i rum del Guatemala, della Martinica o delle Antille sono di ben altro livello, non ho assaggiato nulla che si avvicinasse minimamente ad uno Zacapa base, senza nemmeno tirare in ballo il più prestigioso XO). I sigari che ci ha procurato la guida si possono accostare a dei Cohiba robustos, molto buoni anche se l’invecchiamento delle foglie non era il massimo. Dopo cena decido di tornare in albergo perché non stavo benissimo. La mattina dopo mi hanno detto che per Santiago non c’era nulla. Pochi locali, brutti, pieni di gente ubriaca con musica pessima. Non mi sono perso nulla.

Anche se è il primo dell’anno la sveglia è alle 7:30. Alle 9 partiamo per il giro del centro di Santiago. Visitiamo prima la piazza della rivoluzione, grandissima e abbastanza bella. Poi ci rechiamo alla caserma moncada dove al suo interno c’è il museo dedicato al combattimento del 26 luglio, data che rimase alla storia perchè per la prima volta si fece l’uso delle armi. La guida del museo, anche se in spagnolo, ha spiegato benissimo come sono accaduti i fatti, racconto appassionato che ha coinvolto tutti. Per pranzo mangiamo un sandwitch in un albergo del centro e beviamo una Piñacolada. Sarà che è il primo gennaio, ma a Santiago è tutto chiuso. Tappa successiva è la visita al Castillo del Morro che difende l’ingresso della baia di Santiago. La vista dal castello è molto bella e il tramonto la rende ancora migliore. Ceniamo al ristorante Zun Zun che si rivela meglio anche di Irè a Santiago della sera precedente.

Santiago, Castello e Piazza della rivoluzione a parte, non mi è piaciuta.

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