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Le belle spiagge di Cuba

Andare a Cuba per il mare è l'errore più grande che si possa fare.

Mi spiego meglio, le spiagge di Cayo Coco e Cayo Guillermo sono molto belle ma nulla in confronto a quelle che si possono trovare a Trinidad e Tobago, Isole Vergini, Santo Domingo e Isole Cayman.

Al Club Amigo di Guardalavaca arriviamo verso le 10:30, al check-in ci consegnano i braccialetti che ci danno accesso ai servizi all inclusive. Le camere ce le daranno con gran confusione verso le 16. Abbiamo tempo per stare al mare e pranzare in uno dei numerosi ristorantini. Tipica spiaggia caraibica con palme a mare azzurrissimo, bello si, ma a me dopo un po’ stanca. Quando è l’ora della consegna delle stanze dobbiamo armarci di una pazienza incredibile. Arrivano tutti allo stesso momento e il personale va in totale confusione. Non hanno a che fare con i calmi caraibici, ma con europei nervosi abituati ad un servizio veloce. La ragazza a cui ho chiesto la lista delle stanze va in crisi e in preda al panico scompare. Ricompare mezzora dopo con una lista che non riesce a leggere. Poverina è davvero in crisi, la lista non è un papiro scritto in sumero ma una semplice lista con numero della stanza, numero degli occupanti, nome degli occupanti e passaporto degli occupanti. Riesco a calmarla e ottengo finalmente le chiavi; un’ora e mezza dopo. Chi invece ha aggredito le ragazze alla reception, probabilmente è ancora lì che aspetta la stanza.

Le due giornate a Guardalavaca passano nel totale relax tra Piñacolade, rum e sigari. Per l'occasione mi ero preso dei Romeo y Julieta Churchills che mi sono piaciuti tantissimo, tanto che me ne sono portati in Italia quasi una decina.

Purtroppo alla fine del secondo giorno il tempo si guasta, freddissime correnti fredde scendono da nord, un freddo record tanto che a Miami (in Florida) è nevicato; fenomeno più unico che raro.

Le temperature scendono tantissimo e raggiungono il picco il giorno successivo; giorno in cui ci spostiamo verso Cayo Coco.

La sveglia alle 5:30 e partenza alle 6. Il tragitto per arrivare a Cayo Coco è molto lungo. Sfiga vuole che ci accodiamo a “La carovana de la libertad”. Il primo gennaio del 1959, dopo aver vinto la rivoluzione, Fidel si reca a L’Avana a bordo di un camioncino militare aperto scortato dai suoi fedelissimi, si ferma a ricevere gli omaggi della gente, fa dei discorsi. Ci impiega 8 giorni ad arrivare a L’Avana. Da allora, ogni anno, si ripete questa commemorazione. Studenti col massimo dei voti, operai, medici e tanti altri salgono sui carri. Si fermano dove si fermò Fidel, ripartono quando ripartì Fidel, cambiano i mezzi quando li cambiò Fidel e dormono dove dormì Fidel. Ovviamente nessuno si azzardava a superare la carovana del Leader. La stessa cosa si ripete oggi. Siamo i primi dietro alla carovana, entriamo a far parte della storia per più di un’ora e mezza e riceviamo anche noi i nostri saluti. Tutto questo ci fa tardare e arriviamo al resort di Cayo Coco che sono le 14:30. Fa freddissimo e c’è un vento tremendo. Ci saranno 10 gradi se va bene. Il resort Memories Caribe è molto bello, a livello dei nostrani. Camere enormi con letti giganteschi, bagni altrettanto grandi e puliti. Facciamo un salto in spiaggia ma personalmente ho addosso il piumino 100 grammi che avevo quando sono partito da Malpensa, faccio due foto e rientro. Tira un vento terribile e decidiamo di ripararci al bar del resort a bere per dimenticare. Ceniamo al ristorante buffet che si rivela molto buono. Ottima pasta, ottimo pesce, ottima carne. Alle undici di sera sono già a letto ubriaco marcio.

Il mattino dopo, ancora bello cencio dalla serata prima, provo una sortita in spiaggia, molto più bella rispetto a quella di Guardalavaca. Rinuncio dopo nemmeno un quarto d'ora. Il vento tira ancora più forte, è freddo e alza la sabbia che ti frusta le gambe (unica cosa scoperta che avevo).

Trovo riparo a bordo della piscina del resort che è protetta dagli edifici circostanti; mi giran le balle perchè quando il vento decice di placarsi per quelche minuto, fa caldo, caldissimo.

Le nuvole scorrono velocissime in cielo trasportate dal vento gelido. Se a Cayo Coco stare in spiaggia è impresa per pochi temerari, a Cayo Guillermo è proprio impossibile.

Peccato, ci ha detto male col meteo.

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