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La capitale

Visto il meteo avverso ci spostiamo verso la piccola cittadina di Moron che useremo solo per la sosta notturna. Sarò breve: Moron non ha nulla da offrire e non c'è nulla da vedere.

Ceniamo a casa della capofila, una cena a base di fritto condito col fritto e contorno di fritto.

Vado a dormire leggerissimamente appesantito.

Altra sveglia con le galline alle 6 del mattino. Partiamo alle 7 per evitare di riaccodarci alla carovana della libertà che se anche è una rievocazione molto bella… due volte anche no. Arriviamo a Santa Clara alle 9:30 e visitiamo subito velocemente il treno blindato. Anche se la visita dura effettivamente molto poco dal mio punto di vista la trovo quasi indispensabile. Alla fine è stata la chiave di volta della rivoluzione e poi il tutto è conservato divinamente. In pullman abbiamo fatto leggere la lettera che il Che ha scritto a Fidel quando si è ritirato da Cuba per prendere parte alla rivoluzione Boliviana. A qualcuno è scesa una lacrimuccia.

Sono le 10:00 quando arriviamo al Mausoleo/Museo del Che a Santa Clara. La visita è rapidissima, molto bello sia il museo ma soprattutto il mausoleo. Mentre saliamo sul pullman per ripartire sentiamo in lontananza le sirene della carovana. Via di corsa. Arriviamo alla Finca Vigia alle 15:30 dopo aver fatto una sosta per pranzo. La casa di Hemingway la si più solo circumnavigare e vedere attraverso le finestre e le porte aperte. Bella si, ma mi aspettavo qualcosa di più, il Vittoriale di d’Annunzio sulla parte bresciana del lago di Garda è ben altra cosa.

Direi che effettivamente questa visita potrebbe essere evitabile.

Alle 16:45 eravamo alle case del capofila Javier a L'Avana. Stavolta ci è andata meglio con le camere rispetto alla prima notte. Prima di cena facciamo un giretto per L’Havana Vieja e andiamo al Floridita ma non riusciamo a prendere nulla perché troppo affollato. La cena la facciamo al ristorante Sarrà, di un amico della guida. Ero diffidente ma invece si è rivelato molto molto buono. Dopo cena ci sparpagliamo per la città che ha davvero molto da offrire.

Il giorno dopo facciamo un giro di alcuni quartieri della città con la nostra guida. Passiamo col pullman al Vedado, il quartiere nuovo e più bellino della città fino ad arrivare a Fusterlandia. Fuster è un artista che ha ristrutturato un intero quartiere come omaggio a Gaudì. Dapprima ha iniziato a ricoprire i muri della sua casa con dei mosaici, poi ha creato nel suo cortile delle installazioni ed infine si è dedicato a decorare anche le case dei vicini, la stazione del bus e parte delle strade. E’ piaciuto a tutti, una cosa particolare. Dopo Fusterlandia siamo andati al Callejon de Hamel, un piccolo rione afro in centro a L’Havana pieno di arte, sculture e musica. Essendo domenica assistiamo alla rumba: uno spettacolo di strada che fanno ogni domenica dalle 12:00 alle 16:00. Nel bar principale servono il tipico Negròn: un cocktail a base di miele, lime, acqua, ghiaccio e basilico; volendo lo si può correggere col rum. Finiamo il giro col bus andando al Castillo del Morro senza fare la visita ma solo perché al suo interno c’è una Casa del Habano dove vendono sigari e rum. Carina ma gli avventori non sono certamente simpatici, sono affaristi incalliti che non danno consigli e se non compri non ti fanno avvicinare al banco. Assolutamente da sconsigliare. Molto meglio andare al Hostal del Habano che si trova in centro, vicino a Calle Obispo, all’interno dell’Hotel Conde de Villanueva. La selezione di sigari è quanto di meglio si possa trovare a Cuba, li fanno anche al momento e i prezzi sono leggermente più bassi rispetto a quello del Castillo del Morro. L’Hostal del Habano è un localino meraviglioso dove si può anche fumare e bere del rum al bancone. E’ diviso in due sale, la prima è quella dei sigari, ce ne sono di ogni, per ogni misura e prezzo, si trovano anche chicche come i Cohiba Piramides Extra Tubos, forse i miei sigari preferiti. Nella seconda sala c’è il bancone del bar, delle poltroncine e appese ai muri ci sono centinaia di sciarpe dei club calcistici di tutto il mondo, in un angolo si trova anche la postazione per la confezione dei sigari al momento.

Il pomeriggio abbiamo continuato il giro con la guida ma a piedi per le piazze e le calli di L’Havana Vieja. A cena siamo andati a La Moneda Cubana. Prezzi leggermente sopra la media ma sia servizio che location che cibo… tutto molto valido.

La città è molto affascinante con la sua alternanza di palazzi appena ristrutturati e ruderi. Si respira tranquillità e non si ha mai senso di pericolo nonostante ci si possa avventurare in vicoli bui e disabitati. La notte de L'Avana è viva, fatta di colori, persone cordiali e musica. Sarebbe da starci qualche giorno in più.

Il giorno successivo è quello della partenza. Con un piccolo gruppo siamo tornati all’Hostal del Habano del Hotel Conde de Villanueva dopo aver fatto un lunghissimo giro a piedi tra il Malecon e diversi quartieri della zona vecchia, tornando per il Campidoglio il Prado e Calle Obispo. Ci siamo bevuti un mojito alla Bodeguita del Medio e un Daiquiri al Floridita che per l’occasione era quasi deserto. Abbiamo pranzato ottimamente al ristorante Dona Eutimia. Ci siamo ritrovati tutti sulla terrazza dell’Hotel Inglaterra per un ultimo aperitivo prima della partenza. Verso sera i due gruppi sono partiti scaglionati, così come sono arrivati. Prima è partito il gruppo per Roma e poi siamo partiti noi per Milano. La partenza è stata 4 ore prima per il decollo, sembra tanto, ma alla fine è stato giusto. Arrivare più tardi si rischia di non riuscire a prendere l’aereo. Anche ai check-in dell’aeroporto i ritmi sono quelli di Cuba.

Torno a casa stanco ma appagato da un viaggio che mi ha mostrato il retaggio di una società che ha vissuto per anni sotto dittatura socialista. Dittatura che non ha placato il forte sentimento rivoluzionario anche dopo generazioni. Un viaggio che ho voluto fare: “PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI”.

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