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13 Milioni

...tante sono le persone che vivono all'intero dei confini della capitale nipponica. Se invece si vuole considerare anche l'hiterland parliamo di oltre 22 milioni di persone.

Atterriamo all'aeroporto internazionale Narita appena dopo le otto del mattino, ora di Tokyo. Il fuso rispetto all'Italia è di sette ore avanti. La procedura di ingresso è molto semplice e non occorre il visto per i residenti di Paesi della Comunità Europea.

Recuperati i bagagli vado a ritirare il Pocket Wi-Fi al post office del terminal di arrivo. Avrei potuto farmelo anche recapitare in albergo ma immaginavo che mi sarebe servito per raggiungere l'albergo.

L'albergo dove soggiorniamo fa parte della catena APA e precisamente è APA Hotel Shinjuku Kabukicho Tower (clicca), si trova nel quartiere di Shinjuku e più precisamente ad est, in pieno Kabukicho: quartiere della vita notturna e del divertimento.

Raggiungiamo Shinjuku usando il treno Narita Express. La proverbiale cortesia nipponica si manifesta già da subito e grazie ad una signora volontaria addetta alle informazioni riusciamo ad acquistare i biglietti del veloce treno per Shinjuku. Arrivati a destinazione dobbiamo raggiungere l'uscita Est JR. È importante conoscere l'uscita perchè la stazione di Shinjuku è la più affollata al mondo, ha 35 uscite e ogni giorno accoglie quasi tre milioni e mezzo di persone. Per avere un'idea del percorso che avrei dovuto fare una volta arrivato a destinazione ho imparato a memoria un video che ho trovato su youtube:

Precisi come un orologio svizzero usciamo dall'uscita est di Shinjuku e rimango impressionato dal formicaio umano che popola il quartiere del divertimento. Siamo all'interno di un alveare fatto da grattacieli modernissimi e trovare l'albergo non è impresa semplice. So che è vicino alla stazione ma non so che direzione prendere. Ci viene in aiuto il router Wi-Fi e grazie a google maps sbagliamo clamorosamente albergo. Abbiamo inserito APA Hotel Shinjuku, peccato che di APA Hotel, a Shinjuku, ce ne siano due. Abbiamo beccato quello sbagliato. Poco male, ci siam fatti un paio di chilometri a piedi attraversando la zona del Golden Gai famosa per i suoi vicoli strettissimi e baretti incastrati in ogni angolo.

apa hotel shinjuku kabukicho tower

Finalmente raggiungiamo il nostro hotel e, per la prima volta, ci confronteremo con il "metodo di lavoro nipponico". Ho prenotato 8 stanze: 7 per tre notti e una per due notti in quanto due ragazze di Milano ci avrebbero raggiunte il giorno seguente.

Avevo prenotato l'albergo tramite Booking.com con la clausola di cancellazione gratuita fino al giorno prima della prenotazione e con il pagamento in loco tramite cache. Una figura classica dei viaggi con Avventure è il cassiere; ovvero colui che gestisce la cassa comune. È proprio il cassiere, accompagnato dal coordinatore, che paga cache tramite cassa comune i pernottamenti. Formula che va bene in qualunque Paese del mondo ma non in Giappone. Quando ci siamo presentati per il check-in e abbiamo richiesto di pagare tutte le stanze prenotate c'è stato il parapiglia tra gli addetti alla reception.

Inizialmente mi hanno chiesto come mai avessi prenotato così tante stanze a nome mio, credevano che avessi commesso un errore, tanto che ho dovuto dare spiegazioni via mail. Se non lo avessi fatto probabilmente non mi avrebbero tenuto le prenotazioni. Per il check-in non c'è stato verso di pagare per tutti. Ho dovuto restituire le quote di cassa comune, far pagare singolarmente le camere (essendo tutte delle doppie pagava una persona per stanza) e solo così siamo giunti all'obbiettivo.

Lezione numero uno: dobbiamo addattarci noi. La loro cortesia li porta a non rifiutare mai delle richieste, anche se per loro sono impossibili da esaudire; diversamente si perdono ore per non arrivare da nessuna parte. Non sono flessibili.

Le stanze sono piccolissime nel perfetto standard nipponico. I letti matrimoniali sono più stretti dei nostri letti da una piazza e mezzo ed occupano più di metà camera. Sul muro di fronte al letto è appeso un TV LCD da 42" che sembra più grande del letto stesso. A fianco al letto c'è una piccola scrivania con bollitore e bustine di matcha (il loro Tè verde). Il bagno è anch'esso piccolissimo ma fornito di tutto e di più. Non scherzavano quando mi dicevano che si poteva viaggiare senza ciabatte e trousse da viaggio. Oltre al phon sono presenti: dentifricio, spazzolino, docciaschiuma, shampoo e pure il balsamo. Ovviamente questo accade in ogni albergo o Ryokan.

La prima cosa che noto entrando in bagno è il water ipertecnologico. Sono curioso di testarne le potenzialità.

La tazza in ceramica è standard, sono le tavolette ad essere un concentrato di tecnologia. Tramite un pannello posto sul muro, sempre a portata di mano, c'è la possibilità di farsi un bidet direttamente stando seduti sulla tazza.

totopanel

Un sensore capisce dove dirigere il getto d'acqua che può essere continuo, ad intermittenza e oscillante: invece di muoverti tu, si muove lui. Si possono inoltre variare l'intensità del getto e la temperatura dell'acqua. Una volta finito possiamo spruzzare del disinfettante e per concludere possiamo far partire un getto d'aria per asciugarci. Il tasto che vince è quello chiamato "privacy". Attivandolo, in tutta la camera viene diffuso un cinguettio e rumore di acqua di ruscello in modo da camuffare i rumori inquietanti provenienti dal bagno. Giuro che non ci volevo credere. Andare al bagno era diventata la parte più divertente subito dopo la sveglia mattutina. Ultima cosa curiosa è la vaschetta dello sciacquone che invece di avere il solito coperchio sulla sommità, ha un piccolo lavandino con rubinetto. Una volta attivato lo scarico la vaschetta si riempie prendendo acqua dal rubinetto che scende nello scarico del piccolo lavandino. Ottimo per sciaquarsi le mani subito dopo essere andati in bagno. Appena tornato in Italia, ho cercato i prezzi di queste meraviglie su internet. La ditta produttrice si chiama Toto e quelli che ho usato negli alberghi hanno un costo che varia dai 2500 ai 3500€.

La cosa più incredibile? Sono presenti in ogni bagno pubblico, affiancati ovvamente da mensole portaoggetti, appendiabiti e portaombrelli (presenti anche a fianco ad ogni lavandino). Che spettacolo!

All'ultimo piano del nostro albergo è presente un Onsen gratuito per i clienti.

onsen

L'Onsen per i giapponesi è per noi la Spa. Le nostre Spa solitamente comprendono piscina, sauna, bagno turco, idromassaggio ecc. Nel nostro albergo erano presenti due vasche di acqua molto calda, una interna e una all'esterno. negli Onsen sono presti anche molte postazioni per lavarsi. Non ci si lava in piedi ma seduti su degli sgabelli di plastica. In ogni postazione vengono messi a disposizione tutti i prodotti per lavarsi: docciaschiuma, shampoo e balsamo.

Maschi e femmine sono separati, si entra nudi e solitamente i tatuaggi non sono tollerati in quanto, nella cultura nipponica, sono ornamenti di persone appartenenti alla Yakuza, la mafia giapponese.

Per gli altoatesini, entrare in sauna nudi, è la normalità, mentre per tutti gli altri ha creato inizialmente un debole imbarzzo, scomparso poi dopo qualche minuto. L'Onsen fa parte della vita quotidiana di ogni giapponese.

Tra una cosa e l'altra si è fatto abbastanza tardi e ceniamo da Soup Stock (clicca) che si trova relativamente vicino al nostro albergo. Io mi prendo un bis di zuppe, una a base di aragosta e l'altra a base di manzo. Sono davvero buone e soprattutto, nonostante sia a Shinjuku, è popolata solo da gente locale.

Siamo stanchissimi, siamo in giro da quasi 48 ore e l'indomani si prospetta una levataccia alle 5 del mattino per visitare il mercato del pesce. Rientriamo in albergo però, prima di andare a dormire, vado nell'Onsen a rilassarmi. Come nei nostri centri altoatesini, nell'Onsen, regna il silenzio. L'albergo fornisce tutto: vestaglie, asciugamani e ciabatte. Ripongo la chiave magnetica della stanza insieme a vestaglia ed asciugamano in un armadietto. Entro nella zona termale e mi faccio una doccia, insaponandomi per bene e sciaquandomi prima di entrare nella vasca di acqua calda. Quella dell'albergo non è acqua termale, è solamente riscaldata. Entro pian piano e devo dire che la temperatura è più alta di quella che mi aspettavo. Poco dopo mi alzo e vado nella vasca più piccola, all'esterno. La temperatura dell'acqua è la medesima ma almeno si respira, è molto simile ai nostri idromassaggi all'aperto. Sta iniziando a piovere e la stanchezza mi sta dilaniando. Mi lavo nelle apposite doccette, esco, mi asciugo e vado a nanna. Punto la sveglia alle 5 del mattino e nel giro di 10 secondi sono tra le braccia di Morfeo.

La sveglia suona ed io, piuttosto che alzarmi, mi sarei mangiato la classica m...

Mi sforzo tantissimo, apro le tende e il sole rosso dell'alba si riflette sulle pareti vetrate del grattacielo di fronte al nostro.

fromapa

Faccio colazione preparandomi il matcha e intingendoci degli Oreo che avevo acquistato all'aeroporto di Helsinki.

Alle 6 del mattino siamo quasi tutti puntuali nella hall. Accendo il router Wi-Fi e ci dirigiamo alla solita stazione di Shinjuku, direzione Tsukiji: il mercato del pesce più grande del mondo. Facciamo il One-Day metro pass da 600 Yen che vale per tutte le linee Tokyo Metro Line, non vale però per le linee della Toei Line. A Tokyo ci sono due compagnie di trasporto metropolitano più ovviamente la Japan Rail. Volendo ci sarebbe anche il giornaliero per entrambe le compagnie che costa 1000 Yen ma serve solo per le persone che vogliono davvero risparmiare un sacco di tempo ed evitare qualche cambio. La sola Tokyo Metro Line è più che sufficiente.

Avevamo lasciato un sole albeggiante a Shinjuku e ci troviamo sotto uno splendido cielo azzurro fuori dalla stazione di Tsukiji. Google maps alla mano e ci dirigiamo verso l'ingresso del mercato che però troviamo chiuso, è domenica.

Delusione incredibile, non solo è chiuso perchè è domenica, ma rimarrà chiuso al pubblico per quasi due settimane a causa della Golden Week, ovvero la settimana in cui tutti i giapponesi fanno festa. Con le pive nel sacco ci dirigiamo verso la zona dei ristoranti, a Tsukiji è famosa la colazione a base di sushi nei vari ristoranti che si trovano vicini al mercato. Iso Sushi è chiuso, Daiwa Sushi è chiuso, ma Sushi Zanmai è aperto.

C'è già qualcuno in coda e per entrare non aspettiamo molto. Non entriamo tutti, non tutti vogliono fare colazione a base di sushi, ma io, la prima colazione l'avevo fatta alle 5, ora sono quasi le 9 e ho fame.

Non tutti quelli che sono entrati erano in vena di mangiare pesce crudo ma alla fine hanno ceduto e quasi tutti hanno apprezzato: "Ci torniamo anche domani vero?". Inutile dire che dopo aver mangiato QUEL sushi, mangiarlo in Italia ha davvero poco senso.

Tra i pezzi pregiati ci sono: riccio di mare, sardine, granchio e ovviamente tonno rosso. I giapponesi adorano tutto il tonno rosso e lo classificano fondamentalmente in tre tagli: parte magra, parte semi grassa e parte grassa. La parte magra (akami) è quella che bene o male toviamo anche noi in Italia quando andiamo a mangiare sushi, si tratta della parte dorsale del tonno (maguro in giapponese). La parte migliore invece e quella che si trova sul ventre; la medio grassa (chutoro) si trova verso la coda, quella grassa (otoro) è propriamente la ventresca. In Italia troviamo al 99,9% carne di tonno pinna gialla che è di qualità inferiore rispetto al tonno rosso (ormai quasi introvabile).

Qui da noi siamo soliti mettere il wasabi (che dalle nostre parti è rafano colorato di verde e non vero wasabi) nella salsa di soia; in Giappone il wasabi, se richiesto, viene messo tra il pesce e il riso.

Il silenzio che c'é nei loro ristoranti tipici (non quelli per turisti) è pari solo a quello che si trova negli Shinkansen (treni super veloci). Si viene accolti con un caloroso saluto da parte degli chef, ci si siede e poi si mangia in silenzio, al massimo sussurrando ai commensali. Situazione ben diversa dalla cagnara che possiamo trovare nelle nostre pizzerie sopprattutto se affollate da scolaresche.

Dopo la "seconda colazione" visitiamo la parte deidicata alle bancarelle che vendono pesce di ogni tipo: dal pescato del Pacifico, alle anguille, granchi, ostriche, molluschi ecc. I prezzi però non sono certo a buon mercato, anche lì la qualità si paga.

La destinazione successiva è il parco di Ueno. Tokyo non ha un centro vero e proprio, ma tanti quartieri molto diversi da loro. Il parco è molto grande ed è pieno di alberi di ciliegio. Purtroppo siamo in ritardo di un paio di settimane rispetto alla fioritura e quindi, la maggior parte di loro è già sfiorita. Troviamo però ancora qualche albero più giovane in piena fioritura e mi immagino come siano incredibilmente belli i viali del parco nel periodo che va dall'ultima settima di Marzo alla prima di Aprile. È qui infatti che gli abitanti di Tokyo amano fare Hanami: sedersi sul prato e contemplare la bellezza della fioritura.

Arriviamo fino al laghetto dopo una breve passeggiata. C'é tantissima gente che affolla il parco, sono vestiti con divise diverse. Scopriamo poi che si tratta della "festa della forza". I partecipanti, divisi in squadre, hanno ruoli differenti; è una parata dove prima sfilano i portabandiere, poi i musicisti e per ultimi gli addetti a portare in spalla una reliquia. La reliquia è grande e molto pesante, servono circa una ventina di persone per portarta. Di quando in quando si fermano e iniziano a far dondolare la reliquia con grande fatica; serve a dimostrare la loro forza appunto.

Nostro malgrado veniamo coinvolti e ci divertiamo.

Da Ueno ci spostiamo a piedi fino al quartiere di Asakusa che non è molto distante. Ad Asakusa si trova il Senso-ji, il più antico complesso templare buddista di Tokyo. Arriviamo da sud, passando per il Kaminarimon, una gigantesca porta con appesa una lanterna enorme.

Percorriamo verso nord la strada dei souvenir Nakamise Dori; il posto adatto per comprare artigianato nipponico. Dopo un centinaio di metri circa arriviamo all'ingresso della zona templare vera e propria. Oltre al tempio Senso-ji c'è anche una pagoda a cinque piani, la più alta del Giappone che però è nascosta dalle impalcature, la stanno ristrutturando.

Secondo una leggenda, nel 628, due fratelli trovarono una statua della divinità Kannon mentre stavano pescando. Il capovillaggio decise di costruire un tempio per venerare la statua e fu così che nacque il Senso-ji. Molti pellegrini si recavano al tempio per prefare dinnanzi alla divinità. Il tempio visse il suo massimo splendore sotto il comando dello Shogun Tokugawa Ieyasu quando il complesso venne ampliato aggiungendo il santuario Nishinomiya. Durante la seconda guerra venne distrutto a causa dei bombardamenti e successivamente ricostruito come simbolo di rinascita e pace per il popolo giapponese.

In molti donano qualche moneta per fare un voto alla divinità e chiedere che vengano esauditi i desideri. Desideri che vengono scritti su dei foglietti e legati a dei fili stesi.

Il nostro giro prosegue verso il quartiere di Akihabara. È probabilmente il quartiere più strano di Tokyo, capitale dell'elettronica e degli Anime (fumetti e cartoni animati giapponesi). Decidiamo di provare l'esperienza di un'ora presso un Maid Cafe. Andiamo al primo Maidreamin (clicca), il più vecchio della catena Maidreamin.

maidreamin

Che cosa sono i Maid Cafe? Sono un particolare tipo di caffetteria pensati inizialmente per la clientela di appassionati del fumetto e di animazione che frequenta il quartiere. La sua caratteristica fondamentale sono le ragazze in divisa di foggia vittoriana, complete di pizzo e grembiule che accolgono i clienti con la frase "Ben rientrato a casa, onorato padrone!". I clienti inoltre vengono intrattenuti con giochi ed esibizioni canore in perfetto stile "cartone animato giapponese". In questi cafe vengono venduti dei "set" che possono compredere bevande, spuntini e cocktails accompagnati da esibizioni della ragazza che ci accoglie al tavolo. Non si possono fare nè fotografie nè video perchè di solito, la foto (singola o d gruppo) viene inserita nel "set". Devo dire che inizialmente ci troviamo spiazzati, ed essere trattati come dei bambini di 5 anni ci mette in tremendo imbarazzo. Poi peró capiamo che fa parte della loro cultura; in una società dalle regole estremamente rigide, questi maid cafe, diventano momenti dove poter dare libero sfogo alle proprie emozioni. Eravamo infatti i soli turisti, tutti gli avventori erano giapponesi. Anche se è una cosa molto strana per noi, consiglio di provare questa esperienza per cercare di capire meglio la loro cultura.

In questo quartiere si trovano i più grandi negozi dedicati ad anime e manga e per strada si possono incontrare tantissimi Otaku: persone vestite come i personaggi degli anime. Finiamo il nostro giro attraversando la lunga via dei negozi e approdiamo da Yodobashi Camera, un colosso dell'elettronica presente in tutto il Giappone e ad Akihabara c'è la filiale più grande. Inutile dire che ho attaccato alla mia 5D4 tutte le lenti che posso solamente sognare: 50mm f/1.2 L, 85mm f/1.2 L II, 135mm f/2 L, 600mm f/4 L IS USM II, TSE 17mm f/4 L. Solo il 600mm costa come un'utilitaria.

Ci spostiamo da Akihabara per incontrare le due ragazze di Milano che finalmente sono arrivate a Tokyo. Ci troviamo alla stazione della metro di Shimbashi dove parte lo Yurikamone, un treno monorotaia senza conducente che ci porta sull'isola di Odaiba lungo un tragitto completamente sopraelevato. Purtroppo il sole è già tramontato ma dalla monorotaia possiamo vedere lo skyline della capitale che è davvero bellissimo. Non rimaniamo molto sull'isola anche perchè hanno tolto la statua a grandezza naturale del Robot Gundam per sostituirla con uno nuovo. Preferiamo quindi spostartci a Roppongi dove cercare un posto per cenare.

Roppongi è il quartiere delle discoteche e dei locali notturni, è diventato molto commerciale ed è pieno di turisti, non mi è piaciuto molto. Alcuni di noi si fermano qui a cenare, altri tornano a Shinjuku per cenare vicino all'albergo e poi andare a dormire.

Dopo cena, prima di andare a dormire, mi rilasso un pò all'Onsen dell'albergo. Che goduria!

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