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Fri Apr 06 @08:00 -
Festa dei maestri di sci di Moena

Antica capitale e monte Inari

Altra levataccia, ma ormai siamo abituati anche se Nara non è molto distante da Kyoto e per raggiungerla ci si impiega meno di un'ora con un treno JR locale.

Nara è stata capitale per un breve periodo, dal 710 al 794. Ora è un luogo di alto interesse turistico e artistico. E' stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO nel 1998. Oltre al tempio Todai-ji è caratteristica per i cervi che girano liberamente per i parchi. Cervi in cerca di cibo che si dimostreranno parecchio molesti; si conta una popolazione di circa 4000 capi sparsi per tutto il parco, sono ovunque e sempre in cerca di cibo.

Arrivati alla stazione ci fermiamo a fare rifornimento di cibo in un bar/supermercato. Oltre alle solite cose stavano esponendo delle pizze; ho voluto provare e con mio grande stupore posso dire che erano meglio di alcune pizze mangiate nella mia città; non che Bolzano sia famosa per la pizza, però davvero, quelle erano molto buone.

Il parco dei templi, oltre essere affollato di cervi, è meta delle scolaresche di mezzo Giappone. Erano spettacolari, ognuno con la propria divisa, simili da scuola a scuola; per distinguersi avevano un berretto di un singolo colore per scuola. Tutti in fila, ordinati ed educati; ma allo stesso tempo vivaci, rumorosi e sorridenti. Non saprei quantificare il numero esatto, ma a spanne saranno stati più di diecimila.

Entrati dalla gigantesca porta che conduce al Todai-ji, ci viene incontro una ragazza del posto, una guida volontaria. In Giappone queste figure sono presenti ovunque, persino nelle stazioni delle metro e dei treni.

todaiji

Con un inglese decente ma con un volume di voce decisamente troppo contenuto, riesce a spiegarci il senso delle statue dei vari Buddha presenti. E' interessante la storia dell'edificio, ricostruito più volte a causa degli incendi. Il tempio di per se è già molto grande ma la costruzione originale lo era molto di più. All'interno del tempio è presente la statua del Buddha più grande del Giappone, è in bronzo ed è alto quattordici metri.

Nella zona sono presenti altri due monumenti importanti: il tempio Nigatsu-do, che si raggiunge salendo una lunga rampa di gradini e passando vicino alla Giant Bell (una gigantesca campana in bronzo), e il santuario Kasuga Taisha che, a differenza degli altri templi di natura buddista, è shintoista.

Non riusciamo a vedere tutto perchè vogliamo essere ai piedi del monte Inari verso le quattro del pomeriggio. Purtroppo non riusciamo a vedere nè il santuario nè i bellissimi giardini Isuien che sono proprio lì attaccati.

Da Nara riprendiamo il treno per Kyoto ma ci fermiamo ai piedi del monte Inari. Siamo arrivati al santuario di Fushimi Inari. Il sentiero che porta dal santuario alla vetta del monte Inari parte proprio a cento metri dalla stazione del treno.

Il monte non è molto alto, solo 233 metri sul livello del mare e il famoso sentiero che si snoda fino alla vetta è la meta principale di molti turisti che vengono in Giappone.

Sin dai tempi antichi, Inari, era visto come il patrono degli affari e sia commercianti che artigiani tradizionalmente vengono a visitare il santuario. Inari è anche il Dio del riso.

Il sentiero che porta in vetta è famoso perchè per tutta la sua lunghezza sono stati impiantati dei torii rossi (le famose porte giapponesi) a formare una lunghissima galleria. Il colpo d'occhio devo dire che è impressionante.

torii

I torii sono stati donati da aziende giapponese e se ne contano migliaia. In alcuni punti sono così vicini e fitti che non si riesce a vedere la natura circostante. Il costo di ogni torii varia a seconda della grandezza, va dai 40000 Yen fino a diversi milioni. Ogni torii, nella parte posteriore, ha inciso il nome del donatore. Non solo i turisti affollano il sentiero; si possono vedere molte ragazze giapponesi vestite con il tradizionale Yukata (da non confondere col Kimono). Tutto il sentiero è lungo circa quattro chilometri e lo si percorre per intero in poco più di due ore e mezza, tre volendo andare piano, quattro fermandosi a vedere tutti i piccoli templi che popolano il monte Inari.

Dopo il tramonto il sentiero viene illuminato da centinaia di lanterne ma noi abbiamo fatto prima del previsto e siccome ci avanza tempo decidiamo di cenare ad Osaka.

Per arrivare ad Osaka dobbiamo prima raggiungere Kyoto e poi da lì prendiamo il treno per la vicina città di Osaka.

Arrivati a destinazione prendiamo la metro e ci dirigiamo a Namba e precisamente vogliamo cenare a Dotonbori, una lunga via piena di ristoranti e locali di ogni genere. Sembra una piccola Shinjuku. Alcuni di noi andranno a mangiare il Ramen: tipico piatto a base di tagliatelle tipo cinese servite in un brodo di carne o pesce.

Alcuni invece si fermano a mangiare il tipico granchio reale di Osaka.

dorakukani

Troviamo posto al famosissimo Doraku Kani (clicca), l'interno del ristorante è splendido, mangiamo seduti a livello dei tatami e anche qui, il silenzio regna sovrano. Il posto è molto bello e non capiamo come mai ci avevano detto che c'era poco posto. Probabilmente, vedendo un gruppo numeroso, hanno avuto paura che facessimo troppo casino e ai giapponesi questo da molto fastidio.

Ho optato per assaggiare il granchio in diversi modi: crudo, bollito e alla griglia. La crudità di granchio reale è semplicemente divina, servito praticamente già aperto bastava solo ciucciare via la carne dalle chele. Anche cotto era eccezionale, ma crudo aveva una marcia in più. Inmancabile il matcha preparato a meraviglia.

Dopo mangiato ci ricongiungiamo col resto del gruppo e ripartiamo alla volta di Kyoto, siamo tutti molto stanchi e qualcuno si addormenta sul treno. Arriviamo a Kyoto dopo l'ultima corsa degli autobus, è mezzanotte passata. Il nostro albergo non dista moltissimo ma siamo a pezzi e prendiamo dei taxi, ci salutiamo e andiamo a dormire; la sveglia, tanto per cambiare, è alle 6 del mattino.

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