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Rush Finale

A malincuore abbandoniamo Kyoto, una città che mi è piaciuta tantissimo e che ha molto da offrire.

Ce la prendiamo comoda perchè sarà una giornata senza fine, nel vero senso della parola.

Siamo al 29 Aprile e il nostro aereo parte il 30 ma alle 6:05 del mattino; decidiamo quindi di lasciare i bagagli nei vari lockers alla stazione di Tokyo e stare a zonzo tutto il giorno per poi andare a dormicchiare al terminal in attesa del check-in.

Arriviamo a Tokyo Station verso le undici e mezza ma a causa dell'inizio della golden week, non c'è un locker libero. Ci sarebbe il deposito bagagli ma chiude alle 20; troppo presto. Ci spostiamo alla stazione di Shinjuku sperando di avere più fortuna; niente da fare. Proviamo quindi con l'ultima risorsa disponibile: le due ragazze di Milano, alloggiano a Tokyo ancora una notte per cui forse potremmo lasciare nella loro stanza tutti i nostri bagagli.

In questa settimana ho imparato a conoscere superficialmente i giapponesi e temo che questa richiesta non sarà capita dagli addetti alla reception. Proviamoci, male che vada affitteremo una stanza per un giorno e ci butteremo dentro i bagagli.

Arrivati al nostro caro APA Hotel accompagno le due ragazze alla receprion per il check-in. Dopo averlo effettuato spiego la nostra situazione e chiedo se fosse possibile parcheggiare i nostri 13 bagagli nella piccola stanza. Possiamo farlo ma a patto che solo uno di noi salga con tutti i bagagli accompagnato da un addetto. Poco male, è una regola di tutti gli Hotel del mondo: alle stanze hanno accesso solo i clienti.

Per trasportare la vagonata di zaini e valigie ci mettono a disposizione due carrelli. Arrivati nella stanza inizia il passamano dei bagagli. Una volta finito la stanza è praticamente strapiena e la porta d'ingresso si chiude per miracolo. La ragazza della reception sgranando gli occhi mi dice: "Faccio questo lavoro da diversi anni e non ho mai visto una cosa del genere in vita mia!". La giovane giapponese ha assaggiato un po' di "talento italiano nell'arte dell'arrangiarsi".

Liberati dalle valige ci separiamo.

Io voglio vedere il famoso Shibuya Crossing, l'incrocio pedonale più trafficato al mondo. Non ci mettiamo molto ad arrivare; è cosa da non credere quanta gente ad ogni "verde" attraversa, anche in diagonale, questo incrocio.

shibuya

Impossibile non perderci in tutto questo casino, e così è. Vicino all'incrocio c'é la statua in memoria del cane Hachiko. Ogni giorno il piccolo cane si fermava ad aspettare il proprio padrone che tornando dal lavoro usciva dalla stazione JR di Shibuya. Dopo la morte del padrone continuò ad aspettarlo ogni giorno della sua vita che durò circa altri dieci anni. Alla morte del cane venne eretta una statua in memoria della sua fedeltà.

Dopo aver visto la marea umana di Shibuya, un quartiere pieno di centri commerciali e punto di ritrovo per molti giapponesi, torno ad Akihabara che avevo visto troppo di corsa.

Lì mi separo dal resto del gruppo perchè voglio visitarlo con calma e poi devo anche riconsegnare il router Wi-Fi. Controllo quale ufficio postale fosse ancora aperto: nessuno. Ci sono solo dei MailBox rent che stanno per chiudere. Tramite google maps lo raggiungo ma al suo posto c'é un ristorante... porc! Entro e chiedo info e mi spiegano che il ristorante ha aperto da poco e che il MailBox rent ha chiuso da circa un mese. Qui mi viene in soccorso la cordialità giapponese. Una ragazza, che aveva ascoltato la conversazione, si offre di accompagnarmi ad una buca delle lettere che stava lì vicino. Fortunatamente è possibile restituire il router inserendolo nella busta preaffrancata che mi avevano consegnato col pacchetto all'aeroporto di Narita e inbucandolo in una MailBox (buca delle lettere). Mi avanza un'oretta che passo tra Super Potato (negozio di videogames vintage), Mandarake (negozio di anime e manga usati) e Tsukumo Robot Kingdom (negozio specializzato in robot).

Torno in albrego e mi incontro con gli altri, alcuni poi andranno al palazzo governativo per vedere Tokyo dall'alto; noi andremo a sfondarci di sushi, dove se non dal mitico Sushi Zanmai?

Mangio come se non ci fosse un domani col pensiero che mangiare sushi in Italia non sarà più la stessa cosa.

Dopo cena ci facciamo l'ultimo giretto a Kabuki-cho e poi andiamo a prendere i bagagli. Salutiamo le due milanesi e ci dirigiamo all'aeroporto Haneda dove abbiamo il volo domestico per Fukuoka.

Riposiamo al terminal dei voli internazionali e spendo gli ultimi Yen per farmi una doccia rilassante prima di addormentarmi su una panchina. Levo i jeans e mi metto i pantaloni della tuta, il comfort in volo ne guadagna parecchio. Il piano voli non è il massimo; dobbiamo volare prima su Fukuoka, aspettare un'oretta e prendere il volo per Helsinki che dura più di dieci ore e mezza. Sul volo dormo quasi cinque ore, sono stanchissimo soprattutto perchè l'adrenalina è scesa di botto e mi sento proprio svuotato.

Ad Helsinki salutiamo i ragazzi che partono per Roma con la speranza e la promessa di rivederci presto.

Tre ore e mezzo di volo separano Helsinki da Malpensa e una volta atterrati non dobbiamo nemmeno fare il check dei passaporti perchè lo avevamo già fatto in Finlandia. Prendiamo i nostri bagagli e anche noi ci salutiamo.

Chiamo quelli di Park To Fly per farmi venire a prendere con la navetta. Alle 19 ho già il culo in macchina ma ho un sonno tremendo. Mi dovrò fermare due volte a riposare. La dose di RedBull che mi sparo per l'ultimo tratto mi aiuta a stare sveglio. Rientro in casa alle 22 e mi asapetta la pizza in forno che divoro in un attimo. Non disfo nemmeno i bagagli, sono troppo stanco. Mi butto a letto e dopo qualche secondo mi raggiunge Red, il gattaccio, che non mi vedeva da dieci giorni. Svengo e mi risveglio alle 5 del mattino, è il mio compleanno, ma sto maledicendo il dannato Jet Lag.

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