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Blues vom Fass live in Predazzo

Giungla rovine e barriera corallina

Guatemala flagHonduras flagBelize Flag

 

 

camera

 

 Link alla gallery fotografica

 

 

"Voglio andare in America Latina"

Così è iniziato il mio viaggio verso queste terre calde e rigogliose. Non ero mai stato nella giungla, non avevo mai visto una barriera corallina nonostante quella del Mar Rosso sia relativamente vicina e a costi accessibili. Volevo un viaggio a stretto contatto con la natura e così è stato.

Anche questa volta mi sono affidato a Viaggi Avventure Nel Mondo, ho conosciuto molta gente grazie a loro e ad alcuni sono molto affezionato. Ho trovato persone con cui mi trovo particolarmente bene in viaggio ed è una cosa, per me, importantissima. Tra queste sicuramente Mirko (coordinatore genovese che ho avuto sia in Giordania che in Iran) e Filippo (un mio amico di Bolzano).

Inizialmente ho chiesto a chi ci fosse già stato, per questo mi sono rivolto al mio amico farmacista Andrea: un veterano di ANM (avventure nel mondo). Dopo aver sentito il suo racconto entusiasta ho chiesto ad alcuni miei ex-compagni di viaggio di accompagnarmi in questa nuova avventura. Mirko, Elisa, Tania e Filippo si sono subito entusiasmati e passare Natale e capodanno al caldo era un'idea che è piaciuta a tutti.

Guatemala Belize Discovery è un viaggio di 16 giorni (voli compresi) molto vario. Si visita Antigua Guatemala, il Lago Atitlàn con i suoi piccoli villaggi, la giungla di Semuc Champey con le sue vasche e le sue grotte, antiche rovine Maya in siti meno turistici rispetto a quelli messicani, la foresta pluviale di Rio Dulce e la barriera corallina di Caye Caulker in Belize.

Il viaggio è quindi deciso, mi iscrivo per primo, seguito a ruota da Filippo e Tania. Elisa purtroppo non riesce ad iscriversi con noi, partirà con un altro gruppo due giorni più tardi.

Il viaggio sarebbe iniziato il 19 dicembre 2015 per terminare il 4 gennaio 2016. A causa di un problema coi biglietti di rientro abbiamo dovuto rinunciare ad un giorno e siamo quindi rientrati il 3 gennaio.

Insieme a Tania, Mirko, Filippo e al sottoscritto si sono aggiunti Sara (compagna di Mirko), la genovese Lia e il siciliano verace Francesco che però, per lavoro, vive a Parigi.

Dopo una pizza a casa di Filippo per metterci d'accordo su come organizzare la trasferta a Malpensa prenoto il parcheggio. Mi ero ripromesso di non servirmi più di Park To Fly, infatti l'ultima volta avevo parcheggiato al SEA Aroportimilano con soddisfazione.

Stavolta però, per risparmiare sul carburante, abbiamo utilizzato la vettura di Filippo e quindi abbiamo deciso di sistemarla in un parcheggio coperto e custodito. Il più economico, guarda un po', è Park To Fly. Vabbeh, riproviamoci mi son detto. Prenoto l'economy coperto che per 16 giorni ci viene a costare 88€. Ricordavo che il parcheggio era situato appena entrati nel piccolo paese di Somma Lombardo, molto vicino all'aeroporto di Malpensa. Quello ora è diventato il "comfort", l'economy è stato spostato diversi chilometri più fuori, in un posto che, di notte, sembra il bosco nel Maryland di "The Blair Witch Project".

Arriviamo di notte in quanto il nostro appuntamento all'area gruppi dell'aeroporto è alle 5:30 del mattino. Partiamo verso le 23:30 di venerdì 18 dicembre per cui il nostro viaggio di andata sarà particolarmente privo di sonno. Fortunatamente non troviamo nebbia, solo un piccolo banco al casello di Peschiera del Garda che si dissolverà non appena imboccata l'autostrada. Arrivati a Somma Lombardo fatichiamo non poco a trovare la nuova "location" del parcheggio in quanto non perfettamente segnalata. È davvero "in culo ai lupi" come dicono i francesi; tanto che per arrivarci, l'ultimo tratto di strada è pure sterrato. Consegnamo la macchina, prendiamo i nostri bagagli e una navetta, guidata da un sedicente Sebastian Loeb in erba, ci porta al Terminal 1. Scendiamo dal pullmino e a momenti baciavamo il selciato ringraziando nostro Signore per essere ancora in questo mondo.

Il Terminal, alle 4:30 del mattino, è quasi deserto. Inoltre stanno rifacendo la copertura e hanno chiuso l'accesso principale all'area gruppi costringendoci ad una deviazione. Notiamo che a causa dei lavori di ristrutturazione hanno tolto praticamente tutte le panchine per sedersi. Ne troviamo una e ci riposiamo per pochi minuti, tempo di chiudere gli occhi un secondo e dobbiamo già incontrarci all'area gruppi per ritirare i biglietti.

Arriviamo quasi tutti assieme, presentazioni di rito, imbarchiamo le valige, Security Check e ci dirigiamo verso il nostro Gate.

Il volo prevede due scali: il primo a Francoforte dove sosteremo per un paio d'ore per poi imbarcarci nuovamente per New York City, il secondo appunto all'aeroporto di Newark dove sosteremo per circa cinque ore e riprendere poi l'ultimo volo per Guatemala City.

Paradossalmente i controlli più rigorosi sono in Germania, a causa degli attentati terroristici in Francia si sono lasciati prendere la mano e la situazione è davvero estrema. Controlli severissimi, doppi e spesso inutili. Guardie armate in ogni angolo, davvero un'esagerazione dal mio punto di vista. Non solo, in Europa non ero mai stato sottoposto ad un Body Scan, ora sembra essere la regola.

Il volo American Airlines Francoforte-New York si rivela estremamente confortevole e il Boeing 787-9 è dotato di tutti i comfort possibili anche per la classe economica. Molto spazio tra i sedili, display nuovi di pacca, tantissima scelta di film anche in italiano (mi sono visto "Il ponte delle spie" con Tom Hanks che era uscito due giorni prima al cinema) e ottimo cibo.

Non aver chiuso occhio per più di 30 ore ha fatto si che dormissi praticamente durante tutto il volo; il film l'ho visto a blocchi di 20 minuti inframezzati da sonni più o meno profondi. Ho visto il finale mentre stavamo toccando terra e dagli oblò si poteva vedere lo skyline di Manhattan con la Freedom Tower finalmente completata. Ritiriamo il bagaglio in stiva per il controllo doganale anche se si tratta di un transit e in breve, dopo aver reimbarcato il bagaglio in stiva che ritroveremo direttamente a Guatemala City, passiamo sia il controllo passaporti che security check.

Come quasi tutti gli aeroporti statunitensi, quello di Newark, si rivela il paese dei balocchi per chi come me ha il cervello fottuto dai gadget tecnologici. In ogni negozio, bar o ristorante, le ordinazioni avvengono tramite iPad e il pagamento ovviamente tramite carta di credito. Una tentazione irresistibile per la strisciata incontrollata. Distributori Best Buy Express (clicca) in ogni dove.

Visto che dovremo aspettare a lungo ne approfittiamo (Filippo, Tania ed io) per mangiare qualcosa ad un sushi bar. Ordinazione via iPad, strisciata della carta di credito e in breve tempo arrivano sia il cibo che il beveraggio mentre siamo comodamente seduti a navigare in internet con gli iPad e guardare lo sport attraverso i nuovi TV OLED 4K di LG che trasmettevano sia NBA che la NHL. Per ste cose gli americani sono troppo avanti.

Tanto per cambiare, qualcosa va storto e il volo per Guatemala City tarda di due ore.

Come per quello precedente, questo volo sarà solo un ricordo onirico in quanto ho dormito per tutta la sua interezza.

Ci siamo finalmente, siamo in terra guatemalteca e la nostra avventura sta per iniziare.

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