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Entriamo in aeroporto a Belize City e incredibilmente viene giù il diluvio. Tutta l'acqua che non abbiamo preso in settimane di viaggio si scaria sul piccolo aeroporto della capitale.

L'ingresso al terminal segna un altro confine: quello tra caldo e freddo. Tornano fuori i pantaloni della tuta, la felpa in pile e il piumino. Tutto questo, nonostante sia ancora a migliaia di chilometri di distanza, serve a riportarmi a casa anche con la mente.

Non sapendo se ci fosse la possiblità o meno di imbarcare un altro bagaglio in stiva a Houston, ci lasciamo scappare una bottiglia di Zacapa XO a 43$ US. Un delitto. I sigari però me li compro, e che cazzo.

Il volo di ritorno avrà, come per l'andata, due scali: Houston (Texas) e Francoforte.

Gli Stati Uniti sono terra di perdizione. Appena atterrati ci fiondiamo a mangiare merda da Wendy's: un doppio cheeseburger e bocconcini di pollo, unti e straunti con un litro di cocacola.

I distributori automatici di Best Buy Express mi fanno l'occhiolino e mi sussurano: strisciala quella carta, e che diavolo, sei un debole, non resistere, è vano. E invece no, non mi avrete, macchine demoniache.

E infatti cedo un minuto dopo per colpa di un negozietto che vende SOLO cuffie ed auricolari di ogni genere. Non solo li vende, tutto quello che è in vendita è anche disponibile alla prova. La mia forza di volontà ha già ceduto ma faccio finta di no, fin quando provo le Bose QC 20 (clicca). La strisciata è inevitabile così come la goduria di averne killata un'altra (di scimmia).

Unboxing precipitoso per vedere se funzionavano, urràh, vanno.

Ben due film mi vedo sul volo (fantastico) Houston - Francoforte. L'aereo più nuovo e tecnologicamente fornito su cui abbia mai volato. Pure le tendine degli oblò sono elettroniche; non fanno scendere meccanicamente una tendia, ma oscurano il cristallo. Che figata, adoro ste stronzate.

Ovviamente non dormo una sega e a Francoforte giriamo come dei pirla perchè anche Filippo vuole le cuffie, ma lì è territorio Sennheiser che detiene il monopolio in tutto il terminal.

Nulla di fatto, le comprerà una volta arrivato a Bolzano. Il sonno si fa sentire tutto in una volta e cedo di schianto sulle poltroncine del gate. Più di sei ore di coincidenza per un volo di 50 minuti.

A Malpensa siamo velocissimi, il bagaglio arriva subito, saluti di rito :"Oh, chiama quando arrivi eh?". E mentre noi stiamo ritirando la macchina in quella fogna di bosco vicino a Somma Lombardo, Tania è già a casa.

Milano - Peschiera con la nebbia ma nulla di grave. Non siamo stanchi, non ci serve nemmeno bere una Red Bull. Arrivo previsto per le 24 ma invece siamo bravi e inserisco la chiave nella toppa della porta di casa poco dopo le 23.

Il gattaccio mi ignora "Chi cazzo è questo, cosa vuole ora?", questa era la sua espressione.

Non ho sonno, prendo tutti i vestiti e li butto a lavare. Alcune cose le lavo a mano e le stendo subito. Cerco di levare la puzza di muffa anche dallo zaino che starà in balcone, aperto, per tre giorni. Bene, finito. Ora posso finalmente morire nel mio letto, quando mi mancava il mio piumone.

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