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Camminando sulla lava

Siamo a destinazione molto presto e iniziamo subito la salita. La mia forma fisica si rivela immediatamente ed inizio ad arrancare dopo pochi minuti. Tutti i miei compagni sono davanti, dietro di me, due locali a cavallo che, per intascare qualche Quetzales, ogni due minuti mi incalzavano con "Hola Gringo, necesitas un caballos? Todo bien? Està cansado?". Maledetti gufi, ho vinto io. Sono tornati indietro pregustandosi probabilmente una mia morte imminente. Invece no! Sono arrivato fino in cima, con calma, ma sono arrivato. DETERMINAZIONE porca puttana! Nel frattempo quei bastardi dei miei compari si facevano i "selfie col morto". Sorridono i vigliacchi, mentre io, sullo sfondo, sto sputando sangue. Bestie senzaddio! Alla fine ce l'ho fatta, siamo arrivati nel punto più alto dove si poteva andare, il percorso più lungo e pure nei tempi previsti.

L'ultima eruzione del Pacaya è molto recente ed è durata tantissimo: da gennaio 2014 a giugno 2015. Praticamente, dopo più di un anno di attività, si era appena placato. È strano camminare sulla lava appena formata, il vapore esce minaccioso sia dalla cima che da alcune spaccature nel terreno che vediamo da molto vicino; così vicino che possiamo immergerci nei suoi fumi e allungare le mani nelle viscere della montagna per tastarne il calore. Una sensazione che mi ricorda molto quelle provate a Stromboli e sulle spiagge dell'isola di Vulcano, nelle Eolie. Dall'altra parte della vallata possiamo vedere il Volcàn de Fuego con la sua eruzione in atto, eruzione ininterrotta che continua dal 2002. Scendiamo dal vulcano e torniamo al nostro pullmino che ci aspetta. Siamo sporchissimi, la fuliggine che ricopre le scarpe ci sporca gambe e piedi. Ci aspetta un lunghissimo trasferimento che ci porterà oltre il confine honduregno.

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