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Fri Apr 06 @08:00 -
Festa dei maestri di sci di Moena

18 Coniglio K'awiil

Causa incidente che blocca la strada per molto tempo, arriviamo al confine con l'Honduras che è già buio. La strada non è illuminata, non ci sono nemmeno le linee di mezzeria, né tantomento i catarifrangenti che ne delimitano la carreggiata. Il nostro pullmino non ha dei fari, sembrano lumini che fanno più o meno intravvedere dove si sta andando. Entrare in Honduras è una pratica velocissima, Mirko ed io abbiamo una lista dei sette viaggiatori che consegnamo alle autorità di confine insieme ai passaporti. In meno di cinque minuti lasciamo il Guatemala. La nostra corsa si ferma solo una decina di chilometri dopo. Siamo a Copàn Ruinas, più precisamente a Barrio El Centro ed alloggiamo allo Yaxkin Copan (clicca), un Bad and Breakfast nel piccolo centro, molto vicino alle rovine. È l'unica volta dove abbiamo tutte doppie, io dormo da solo, sono una persona con gravi problemi sociali.

La cena che consumeremo in un ristorantino del centro non è male e i nachos che ci vengono serviti sono i più buoni che abbia mai mangiato. Il Via Via Cafe (clicca) è un ottimo posto dove mangiare. Servizio rapido e cibo davvero buono, consigliatissimo.

Ci svegliamo molto presto (tanto per fare una cosa nuova) e facciamo colazione, una pessima colazione. Il Bad and Breakfast è carino, le stanze sono decenti e pulite (almeno la mia). Di notte mi ha tenuto compagnia un piccolo e coloratissimo geco. La colazione però è davvero da dimenticare; fortuna che nel giretto mattutino, Francesco Filippo ed io ci eravamo fermati a fare colazione in un bar poco distante. Il check out è previsto per le 13, ma non sappiamo se faremo in tempo a tornare per cui infiliamo le valige in una camera e ci incamminiamo verso il sito archeologico di Copàn.

Commetto un errore gravissimo, mi dimentico di cospargermi di insetticida. Fino ad ora mi ero salvato grazie a questo (clicca), un anti zanzara violentissimo con un principio attivo (DEET) pari al 50%. Più che un insetticida, un agente di sterminio. Non so se in futuro avrà degli effetti sulla mia pelle. Dovessi un giorno mutare, saprò perchè.

Arrivati al sito archeologico assoldiamo una guida e iniziamo la nostra visita.

Siamo i primi visitatori della giornata, la foschia mattutina deve ancora diradarsi ed è già caldo, ma soprattutto c'è un'umidità pazzesca.

Il sito, come tutti quelli che visiteremo è immerso nella giungla ma questo è magnificamente conservato e ben tenuto. Sopra le nostre teste, i pappagalli macao fanno un casino del diavolo e alcuni strani roditori mangiucchiano la frutta che viene loro preparata dai ranger del parco. Sono un misto tra topo e coniglio, più topo che coniglio, sono buffi e non si fanno avvicinare troppo. Dopo una breve ricerca con Google ho scoperto essere un Aguti centroamericana (clicca).

Insieme al tramonto, queste prime ore del mattino sono le peggiori per le zanzare e i mosquitos. Veniamo praticamente aggrediti. Sara ne porterà i segni per tutto il viaggio, io mi salvo grazie al pareo fornito gentilmente da Lia. Sembravo un trans balinese, ma chi se ne fotte, almeno mi sono salvato. Grazie Lia.

Il sito di Copán è famoso per contenere tra le più importanti opere di scultura del periodo classico maya. Vanta una storia molto lunga che va dal periodo preclassico finale al postclassico iniziale. Ebbe una fase dinastica molto lunga, iniziata da K'inich Yax K'uk' Mo' (Volto verde del sole, piuma di pappagallo) dal 426 al 435 d.C. ed il periodo di maggior splendore fu durante il regno di Waxaklahun Ub'aah K'awiil (18esimo coniglio K'awiil) dal 695 al 738 d.C.

La dinastia terminò con la morte di Yax Pasaj Chan Yopaat (Lui di Dopo l'Alba Verde) nel 818 d.C.

Bellissime le rovine del palazzo reale e del campo di Pelota, dove il vincitore aveva l'onore di essere sgozzato e il suo sangue veniva bruciato in modo che il fumo prodotto dalla combustione salisse verso il cielo come dono per la divinità. Che culo! Io probabilmente sarei passato alla storia come il giocatore che commise più autogoal, unico giocatore a non aver mai vinto una partita di pelota.

Erano strani questi maya.

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