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Finalmente Sud America

Secondo la teoria che i continenti sono sette, divisi sia a livello geografico che di storia e cultura, posso affermare che me ne mancano due all'appello: Oceania ed Antartide.

Penso che sull'ultimo sarà dura mettervi piede, mentre sono fiducioso per l'Oceania.

Tutto sto preambolo per quale scopo? Semplice, per annunciare al mondo che sono finalmente andato in Sud America. Ero indeciso se prendermi due settimane per visitare il solo Perù oppure prendermene tre ed aggiungere Bolivia e un pezzetto di Cile (deserto dell'Atacama). Alla fine ho optato per 17 giorni da dedicare al solo Perù, penso che tra Cile e Bolivia ce ne vogliano almeno altrettanti.

Sono anni che il Perù mi solletica ma per un motivo o per l'altro ho sempre rimandato a data da destinarsi. È stato grazie all'appello di una giovane viaggiatrice genovese che mi sono finalmente deciso; mi spiego meglio.

Era circa fine marzo 2017, stavo organizzando il viaggio che a breve mi avrebbe portato in Giappone, quando ho addocchiato un post sulla pagina Facebook "Sud America" di Avventure Nel Mondo. Una ragazza genovese cercava compagni per un viaggio di due settimane in Perù. Ho colto la palla al balzo proponendomi come coordinatore. Nel giro di 10 giorni mi sono visto assegnare il viaggio; dovevo ancora partire per il Giappone e avevo già il Perù in programma. Ero felice come un bambino che festeggia il Natale due volte.

Dopo essere tornato dal giappone mi sono preso una settimana di pausa prima di mettermi ad organizzare il viaggio in Perù. Con stupore il gruppo era quasi al completo e cominciavano ad arrivarmi le prime telefonate da ragazzi che avrebbero voluto unirsi.

Visto che il viaggio mi era stato assegnato con grande anticipo non ho voluto sprecare questa apportunità e mi sono immediatamente messo sotto con l'organizzazione. Dalla mia ho avuto anche la fortuna di avere un piano voli incredibilmente valido per cui potevo gestirmi i giorni con molta comodità.

Questo è il quarto viaggio che coordino nell'arco di un solo anno solare; in molti mi hanno detto che sono più in viaggio che a casa, non sono d'accordo, se potessi viaggerei ancora di più.

Ci sono tre posti in particolare in questo viaggio che mi attraggono e che voglio assolutamente visitare. Il primo, e vorrei ben vedere, è la cittadella Inca di Machu Picchu che scoprirò poi aver sempre sbagliato a pronunciare. Per chi conosce il tesco è più facile pronunciarlo correttamente; in breve dopo la "Ma" va aggiunta la ch "alla tedesca" e poi la "ciu" italiana per cui il risultato è, sillabando, "Mach-ciu Pich-ciu".

Ci metto poi il volo sulle misteriose linee di Nazca.

Il terzo luogo è la montagna colorata, Vinicunca per gli abitanti della regione di Cusco (o Cuzco), Rainbow Mountain per tutto il resto del mondo. Machu Picchu la conoscono tutti, la Rainbow Mountain è sconosciuta ai più. Si tratta di un monte, situato vicino al ghiacciaio Ausangate nella regione di Cusco, a 5200 metri s.l.m. (sul livello del mare). La particolarità di questo posto è il colore arcobaleno delle rocce sedimentarie che formano questa montagna, una formazione geologica unica al mondo.

rainbowmountain

Fino ad una ventina di anni fa, la montagna Vinicunca, meglio conosciuta come "Montaña de siete colores", era completamente coperta dai ghiacci. Il riscaldamento terrestre ha fatto si che i ghiacci si ritirassero scoprendo questa meraviglia che è diventata famosa solo da un paio d'anni, dopo che il National Geographic l'ha inserita nei 100 luoghi da visitare prima di morire, non posso che essere d'accordo.

A fine maggio avevo giá organizzato quasi tutto, compresa l'escursione di un giorno alla Rainbow Mountain. Saremmo partiti il 30 luglio per tornare il 15 agosto.

Chiunque sia stato in questo Paese me ne ha parlato benissimo per cui le mie aspettative erano davvero altissime. Il mio unico timore era l'alta quota, più di metà viaggio lo si effettua ad oltre 3400 metri.

Ad essere sincero il timore era focalizzato su tre punti in particolare: il Paso de Patapampa a 4910 metri, il trekk al monte Pachatata sull'isola di Amantanì a 4200 metri e la Rainbow Mountain a 5200 metri. Di contro l'itinerario è studiato per permettere un acclimatamento graduale salendo di quota giorno dopo giorno e il viaggio risulta fattibile anche per chi non è avvezzo alla montagna.

Il gruppo si è chiuso verso metà giugno, il piano voli è stato confermato, i dettagli con i corrispondenti sono stati chiariti, bisogna solo aspettare la data della partenza.

Per la quarta volta in meno di un anno la mia ormai vetusta carretta mi accompagnerà fino a Malpensa e verrà parcheggiata per un paio di settimane nelle mani di Park To Fly (clicca). Da quando non uso più l'economy in favore del "comfort" mi trovo decisamente meglio.

Il tempo trascorre veloce, al lavoro sono impegnatissimo con un progetto che dovrà vedere la luce prima della mia partenza. La presentazione verrà fatta dai colleghi il giorno dopo la mia partenza e, come previsto, tutto è andato al meglio, per cui parto sereno.

Temendo il bollino nero del traffico, parto con grande anticipo, trovo però autostrade completamente deserte e arrivo a Malpensa tre ore prima del previsto, poco male, pranzo con calma e attendo i primi partecipanti. Da Milano parto da solo, accompagnato da sette ragazze, beato tra le donne. Gli altri otto partecipanti li incontriamo a Madrid, tra di loro ci sono due conoscenze del precedente viaggio in Giappone che mi fa davvero tantissimo piacere rivedere.

La compagnia con cui voliamo è la tanto discussa Air Europe, una delle poche rimaste a fare la tratta per Lima. Anche qui, la fortuna è stata dalla nostra; il voli Madrid-Lima e Lima-Madrid erano dei nuovissimi 787-800 Dreamliner: spaziosi, confortevoli e con un buon reparto multimediale, anche se la scelta dei films non era poi chissà quanto grande, sufficiente però a coprire sia le 11 ore di andata che quelle del rirorno.

Partendo la sera, abbiamo volato tutta la notte per atterrare a Lima alle 4:30 del mattino, ora locale; per questo motivo non ho fatto molta fatica a dormire, cosa he solitamente mi riesce abbastanza difficile.

Inizia da Lima il nostro viaggio itinerante di un paio di settimane, le aspettative sono molte, i ragazzi sono carichi e motivati, sembra un gruppo valido ed affiatato fin da subito, ci sono tutti i presupposti per un viaggio fantastico.

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