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Il mistero dei geoglifi

Paracas è un paesetto sulla costa, non ha nulla da offrire se non una comoda partenza dal molo per le Isole Ballestas che non abbiamo visitato.

Utilizzare una mattinata per prendere una barchetta in balia delle alte onde del Pacifico, per raggiungere dei faraglioni pieni di cormorani il cui sport preferito è: "cagare sul turista", beh... anche no.

Preferiamo andare direttamente alla vicina oasi di Huacachina per divertirci sulle Dune Buggy e fare un pochino di Sand Boarding. L'oasi è davvero un'oasi, con tanto di acqua, palme e dune di sabbia, un deserto di sabbia in piena regola alle porte di Ica, una città a sud-est di Pisco, a sua volta famosa solo per il Pisco Sour, un cocktail a base di pisco, un'acquavite peruviana ricavata dalla distillazione di vino bianco e rosato.

La mattinata parte quindi alla grande sulle Dune Buggy guidate dagli spericolati ragazzi dell'oasi; montagne russe nel deserto praticamente, uno spasso. La carica di adrenalina viene spezzata da una sosta sulla duna più alta, ammiriamo lo stupendo paesaggio desertico e poi ci lanciamo dalla duna su delle tavole simili a quelle da snowboard ma totalmente scassate e ingrassate per l'occasione.

Questa è la prima vera occasione di "team building" e funziona alla grande.

Ci spostiamo verso Nazca ed arriviamo al piccolo aeroporto nel primo pomeriggio. Il meteo è clemente e l'agenzia a cui ci appoggiamo, la Movil Air, si prodiga per farci volare tutti nel più breve tempo possibile. Avevamo già prenotato il volo, ma da quello che ho letto e che mi hanno confermato alcuni turisti presenti, non brillano per puntualità ed efficienza.

Fortunatamente non è il nostro caso e risuciamo a volare tutti in tempi brevissimi.

Il volo sulle linee di Nazca era una delle tre cose "fondamentali" del viaggio.

Per chi non lo sapesse, le linee di Nazca sono dei geoglifi, linee tracciate sul terreno, del deserto di Nazca, un altipiano arido che si estende per circa ottanta chilometri quadrati tra le città di Nazca e Palpa. Citando Wikipedia: le oltre 13.000 linee vanno a formare più di 800 disegni, che includono profili stilizzati di animali comuni nell'area (la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor e l'enorme ragno lungo circa 45 metri). Per vedere questi disegni è necessario sorvolarli.

nazca

Tutt'oggi non si conosce il motivo di questi disegni. L'origine si pensa risalire durante la fioritura della civiltà Nazca tra il 300 e il 500 d.C. da parte della popolazione che abitava la zona.

Le linee sono tracciate rimuovendo le scure pietre contenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto mettendo a nudo il chiaro terreno sottostante. La zona non è ventosa ed il clima è pittosto stabile per cui i disegni giganti sono rimasti intatti per centinaia di anni.

Molti studi sono stati fatti a riguardo. Alcuni pensano si tratti di un calendario astronomico, altri sostengono la teoria dei canali di irrigazione, altri che si tratti di un antico luogo di culto e ovviamente c'è chi sostiene che sia zona di atterraggio per astronavi aliene.

Come sono stati disegnati con quella cura certosina, disegni lunghi centinaia di metri? Recenti studi sostengono che in primo luogo stati creati i disegni in scala ridotta che vennero ingranditi successivamente tramite un reticolato di corde lunghi chilometri; più o meno usando un sistema analogo a quello utilizzato da Gutzon Borglum, l'artista che scolpì i volti dei Presidenti sul monte Rushmore. Questa ipotesi è avvalorata dai reperti archeologici rinvenuti nella zona.

flotaactuaIl volo avviene a bordo di aerei Cessna Grand Caravan da 12 posti (2 di equipaggio e 10 passeggeri). Per poter vedere bene i disegni, il pilota inclina il velivolo con l'ala che punta il disegno iniziando una virata circolare sopra le linee. Ripete la stessa cosa in senso inverso per permettere anche ai passeggeri seduti dall'altra parte di vedere le linee. Il piccolo velivolo risente molto del cambio delle correnti per cui il volo può risultare "indigesto" per alcuni.

Un paio di persone del nostro gruppo non sono state benissimo durante il volo, ma fortunatamente il malessere passa non appena si riappoggiano i piedi a terra.

Avendo ancora parecchio tempo a disposizione avremmo voluto visitare l'acquedotto Cantayo ma ci avevano detto che era troppo tardi; abbiamo quindi ripiegato sul cimitero di Chauchilla.

Si tratta di una necropoli risalente a circa 1000 anni fa, saccheggiata ripetutamente nel tempo e solo recentemente restaurata ed aperta al pubblico. La parte più interessante del sito consiste in una dozzina di tombe restaurate dove si possono osservare i resti delle mummie e la caratteristica sepoltura. Sono conservate a cielo aperto nelle loro posizioni originali; grazie al clima arido del deserto le mummie sono in ottimo stato di conservazione.

chauchilla

Il nostro giro a Nazca si conclude con una buona cena in un ristorante nel centro della piccola cittadina che non ha assolutamente nulla da offrire, se non un giretto nella centralissima Plaza de Armas.

Ogni fottuto centro abitato del Perù ha una piazza centrale che si chiama Plaza de Armas, provare per credere.

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