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La Ciudad Blanca

Arequipa è collegata con Nazca dalla Panamericana Sur che in questo tratto è davvero molto suggestiva.

Centinaia di chilometri verso sud con a destra l'oceano a picco, un centinaio di metri sotto di noi; alla sinistra invece l'imponente cordigliera andina, brulla, ripida, senza vegetazione, solo sassi e sabbia. L'unica cosa che spezza gli equilibiri è appunto il lungo nastro di asfalto malridotto della Panamericana. Nonostante sia la principale via di comunicazione, la Panamericana nel tratto che collega Nazca ad Arequipa, è una singola carreggiata con doppio senso di marcia, poco più di una strada provinciale. Due settimane prima del nostro arrivo c'è stato un forte terremoto di magnitudo 6.1 sulla costa pacifica, a metà strada tra Nazca ed Arequipa; un pezzo di montagna è crollato portandosi nell'oceano parte della Panamericana. I lavori di restauro sono iniziati subito ma quando siamo passati noi non erano ancora terminati. Tra una cosa e l'altra il nostro trasferimento in pullman è durato circa 14 interminabili ore.

La parte costiera della strada offre dei panorami mozzafiato, ma osservando bene la geografia del luogo mi sembra strano come in una zona a forte rischio sismico come questa non ci siano nè opere paramassi nè altre opere di prevenzione crolli. Si tratta per lo più di ripide pareti di roccia ricoperta di sabbia sulla quale poggiano enormi macigni pronti a ruzzolare nell'oceano al minimo movimento.

Arequipa è una bellissima città coloniale, la seconda del Perù per popolazione dopo Lima. Si trova a circa 2300 metri s.l.m. ed è soprannominata "La ciudad blanca", la città bianca, dal colore della pietra con cui sono stati costruiti i principali edifici del suo centro storico che nel 2000 è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Arriviamo che il sole è già tramontato, ci sistemiamo in albergo e andiamo alla prima di una serie di cene gourmet. Il ristorante si chiama Zingaro, in pieno centro storico. Abbiamo assaggiato per la prima volta il filetto di alpaca e il cuy, piatto tipico peruviano. Il cuy è il porcellino d'india o più semplicemente la "cavia domestica". La quinoa è ingrediente usatissimo per delle ottime insalate e zuppe; il filetto di alpaca (se al sangue) è una carne morbidissima e molto gustosa mentre il cuy non ci è piaciuto granchè; c'è pochissima carne e molta pelle, il sapore è simile al coniglio. Può essere usato come animaletto da compagni anche "dopo" averlo cucinato.

La città è abbastanza movimentata anche di notte, ci sono diversi locali dove si può ascoltare musica dal vivo e ci sono anche alcune discoteche per lo più frequentate da turisti.

Dedichiamo alla visita di Arequipa un intera giornata e ci affidiamo al tour proposto dalla guida del National Geographic. Dopo essere passati dalla inevitabile Plaza de Armas visitiamo la Iglesia de la Compañia col suo patio, la terrazza e la cupola finemente affrescata. Segue poi la visita alla Iglesia de Santo Domingo e la visitia guidata alla chiesa dedicata a Santa Cateria da Siena.

Degno di menzione e assolutamente da vedere è il Museo Andino dove si trovano i resti perfettamente conservati della mummia inca Juanita, una ragazzina sacrificata sul monte Ampato nel periodo tra il 1440 e il 1450 d.C..

L'ultima visita la dedichiamo al bellissimo Monasterio de Santa Catalina. La visita ci porta nelle celle del convento delle suore di clausura, ci viene spiegata la vita delle monache attraverso un percorso tra le colorate mura di questa città nella città; spesso nei locali è presente l'arredamento originale. La visita dura un paio d'ore ma ne vale assolutamente la pena.

santacatalina

Alloggiamo anche per la seconda notte all'Hostal Latino, nulla di che ma ha l'acqua calda e una buona colazione. ll giorno dopo partiamo per la zona del Canyon del Colca.

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