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El Condor pasa

Il trasferimento da Arequipa a Chivay ci fa transitare per il Paso de Patapampa a ben 4910mt s.l.m. La strada inizia a salire già a Arequipa e non molla mai. Nonostante siamo comodamente seduti sul pullmino i primi sintomi del "soroche" (male da alta quota) iniziano a manifestarsi: sonnolenza, cerchio alla testa, leggera nausea. Arrivati in cima il piccolo pullminio ci fa scendere in modo da provare la prima vera botta di alta quota. Le gambe sono pesanti e il respiro diventa affannoso solo facendo piccoli sforzi. Il paesaggio è incredibile, il passo di Patampampa si trova su un altipiano a quasi 5000 metri ed è circondato da montagne alte oltre 6000 metri, le cime più alte sono vulcani, molti dei quali in piena attività. Oltre a sentire fortemente la mancanza di ossigeno un forte vento gelido sferza l'altipiano costringendoci a rientrare velocemente nel pullmino. Scendere di quota ci fa bene anche se alcuni strascichi di soroche ce li portiamo dietro. A me ad esempio è rimasto un cerchio alla testa fino a cena, solitamente non ho mai mal di testa o emicranie e il cerchio alla testa mi viene se ho passato la serata precedente a sbevazzare gin tonic come se non ci fosse un domani.

Chivay è una cittadina piccolissima di circa 5000 abitanti situata ad oltre 3600 metri. Non ha nulla da offrire se non il piccolo ma fornitissimo mercatino. Ci sono delle sorgenti calde chiamate "La Calera". Ci siamo andati per rilassarci, non sono nulla di che, la cosa che le contraddistingue sono tre vasche di acqua tiepida poste dall'altra parte del canyon e raggiungibili tramite un ponte fatto di corde e legno che scavalca il fiume sottostante.

Chivay però è in posizione strategica perchè si trova proprio alla fine del Canyon del Colca, il secondo al mondo per profondità dopo il Gran Canyon. L'attrattiva principale del Canyon, oltre ai vari trekk, è il Mirador Cruz del Condor; delle terrazze a picco da cui si possono vedere i Condor iniziare il loro volo.

Dopo un breve trekk di circa una mezzora arriviamo a delle terrazze ancora non popolate di turisti, prendiamo posto e aspettiamo. In questo periodo (pieno inverno) i condor si alzano in volo per le 8 del mattino circa, quando il primo sole scalda le rocce delle pareti del canyon. Inizialmente sono lontanissimi in quanto la base del canyon è circa 1000 metri sotto i nostri piedi. Dopo circa un'ora le correnti termiche ascensionali si intensificano e questi rapaci salgono rapidamente di quota arrivando a planare fino a pochi metri da noi. È uno spettacolo incredibile; li avevo visti in cattività, li avevo pure visti volare da vicino, ma non ne avevo mai visti così tanti tutti insieme e soprattutto li sto vedendo nel loro ambiente naturale.

condor

Verso le 9:30 del mattino i condor lasciano il canyon dopo averci offerto uno spettacolo indimenticabile. Volavano quasi incuriositi dalla piccola folla e sembrava che alcune evoluzioni le eseguissero per far contento il pubblico in momenti di puro esibizionismo.

Lasciamo il canyon e ci dirigiamo verso il lago Titicaca passando nuovamente per il Paso de Patapampa. Ci fermiamo a mangiare dei panini buonissimi in un piccolo rifugio ai piedi del passo, a circa 4300 metri. Il sole picchia come un fabbro perchè mancano diversi chilometri di atmosfera che fa da filtro e allo stesso tempo il clima secco e ventilato rende il caldo sopportabile, il rischio però di una forte insolazione è altissimo; per cui: copricapo di alpaca sempre in testa, crme solari protezione 50 e via andare.

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