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Al confine con la Bolivia

Il Titicaca è il lago navigabile più alto al mondo e si trova a circa 3800 metri s.l.m.

Dopo un lungo trasferimento da Chivay sostiamo a Puno, una piccola città portuale che funge da principale porto sul lago dalla parte peruviana. Anche Puno non ha molto da offire se non una passeggiata lungo Calle Lima fino ad arrivare, guarda un pò, a Plaza de Armas. Sarà, però è a Puno che faremo una delle migliori cene presso il ristorante Mojsa (clicca), devvero eccellente.

Il mattino seguente ci imbarchiamo per un tour che ci porterà inizialmente sull'isola di Taquile e successivamente sull'isola di Amantanì.

Taquile dista circa due ore e mezzo di navigazione da Puno, è un'isoletta molto piccola ma allo stesso tempo molto turistica. A livello storico è una delle ultime posizioni che capitolarono alla dominazione spagnola e attualmente vive di turismo completamente controllato dagli anziani dell'isola che ne mantengono tradizioni e costumi.

Dopo aver pranzato presso una specie di agriturismo con vista panoramica, scendiamo nuovamente al porto per la prossima meta che è l'isola di Amantanì.

Amantanì è un pò più grande di Taquile ma meno turistica; al nostro arrivo non troviamo la coda di persone che abbiamo trovato a Taquile. Veniamo ospitati a gruppi di quattro presso le abitazioni delle famiglie che ancora vivono sull'isola. Anche loro ormai non vivono più tanto di agricoltura e allevamento ma di turismo. Il costo del pernottamento che comprende anche cena e colazione è davvero irrisorio 50 PEN (Soles) a testa che al cambio attuale sono circa 13€. Per aiutare queste famiglie abbiamo donato loro sia beni di prima necessità come farina e riso ma anche soprattutto medicinali da banco: aspirine, tachipirine, analgesici ed antidolorifici. Se il costo medio della vita è bassissimo, il costo di certi farmaci è mediamente superiore a quello italiano.

Prima di cena però facciamo un breve trekk di meno di un'ora per arrivare sul punto più alto dell'isla: il monte Pachatata. Partenza da 3870mt per un dislivello di circa 210mt per arrivare a 4100mt, il tutto per una distanza di 2,5km. Il sentiero è lastricato ma molto ripido ma soprattutto è la prima fatica che facciamo in alta quota.

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Arriviamo sulla vetta giusto per goderci il bellissimo tramonto. Si sale in maniche corte, la temperatura è gradevale ma una volta calato il sole e il vento freddo che tira in cima al monte Pachatata è necessario coprirsi con piumino, berretto e guanti. In cima al monte Pachatata ci sono delle rovine del periodo inca e si vede la seconda vetta dell'isola che è il vicinissimo monte Pachamama, leggermente più basso.

pachatata

Ci aspettavamo di più dalla cena con le famiglie. In particolar modo noi non siamo stati particolarmente fortunati. Solo la signora si è seduta con noi a mangiare, il marito e il figlio non si sono visti e la nonna è apparsa solo per salutare.

Altri gruppi hanno invece cenato con tutta la famiglia e sono stati vestiti con abiti tradizionali, noi, nemmeno dirlo, neanche quello. Ci siamo anzi dovuti pure sorbire il mercatino sentendoci in obbligo di comprare qualcosa.

Il giorno seguente abbiamo visitiato un paio di isole dell'arcipelago di Uros, delle isole galleggianti fatte di radici e paglia. Queste isole sono anche mobili; tolti gli ancoraggi che le tengono unite posso spostarsi sul lago e questo ha fatto sì che siano forse le uniche che hanno resistito all'invasione spagnola.

Uno dei capi ci ha spiegato come vengono costruite queste isole e come viene fatta la manutenzione, è stato interessante e conisglio la visita con spiegazione, non ci si impiega molto, soprattutto se poi, come noi, si evita di fare in giro con le loro barche che di tradizionale non hanno più nulla ma sono delle semplici tourist trap, pure molto trash.

La nostra visita al Titicaca si esaurisce con la visita alle isole di Uros.

A Puno prendiamo un bus pubblico per Cusco che si rivelerà estremamente confortevole, con larghi sedili che possono essere reclinati fino a quasi sdraiarsi.

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