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Qosqo e la vecchia montagna

Il trasferimento a Cusco è abbastanza lungo, circa sette ore e mezza senza poter scendere o quasi dall'autobus, ormai siamo abituati.

L'hotel Posada Villa Mayor (clicca) dove passeremo ben cinque notti è molto carino e ovviamente vicino a..... bravi: Plaza de Armas. È nei giorni a Cusco che si concentra la maggiorparte delle bellezze del viaggio: Machu Picchu e la Rainbow Mountain sono le due escrusioni che probabilmente, da sole, valgono il viaggio in Perù.

Cusco, nella lingua del periodo inca Qosqo (pronuncia: cosco), è considerata la capitale storica del Perù, fu anche capitale dell'impero inca; è situata a 3400mt s.l.m. e a mio avviso è la città più bella tra quelle viste nel viaggio.

Si pensa che la città fu fondata dall'antico governante Pachacútec e in seguito da suo figlio Túpac Yupanqui nel 1438 d.C.

La città divenne subito centro religioso e poi la più importante città delle Ande. La sua forma antica prende le sembianze del Puma, animale simbolo della civita inca, così come il condor e il serpente; i tre animali formano la "trilogia inca". Dove il condor rappresenta il regno dei cieli, la casa del Dio Sole; il puma rappresenta noi e la terra su cui viviamo; mentre il serpente rappresenta il regno dei morti.

Il primo giorno a Cusco visitiamo le 4 rovine: la fortezza di Sacsayhuamán, la fortezza rossa di Puka Pukara, la fonte sacra di Tambomachay e Q'enqo che era luogo di culto.

Il tour dura una mezza giornata e vale la pena farlo con una guida che spiega il significato e l'origine di questi luoghi e l'ingegneria costruttiva inca che era semplicemente incredibile. Trasportavano e cesellavano pietre dalle dimensioni pazzesche, le incastravano tra di loro con tecniche antisismiche all'avanguardia e con una precisione che farebbe invidia ad un laser moderno.

sacsayhuaman

Il resto della giornata lo passiamo nel bellissimo quartiere di San Blas e Plaza de Armas dove visitiamo la chiesa e successivamente anche la cattedrale.

Il giorno sucessivo lo dedichiamo ad alcune rovine della valle sagrada: le terrazze di Chinchero, le rovine di Moray e le Salineras di Maras. Tutti e tre i posti meritano una visita anche se sicuramente Moray e le saline di Moras meritano una menzione particolare.

Il significato delle rovine di Moray è ancora sconosciuto, ci sono tre teorie principali che tentano di spiegare la zona archeologica. La prima teoria vuole che Moray fosse una sorta di terrazza coltivata ed effettivamente alcuni ritrovamenti di semenze potrebbero confermarla, c'è inoltre un curioso canale che solca tutto il sito che sembrerebbe essere stato utilizzato come canale di irrigazione. Una seconda teoria lo indica come sito di culto, fatto ad imbuto per concentrare l'energia della terra e il calore nel centro. Effettivamente la parte centrale è più in basso e notevolmente più calda delle zone periferiche. Un'ultima teoria afferma che si trattasse di un luogo di incontro per civiltà extraterresti e che la forma dell'intero sito archeologico sia quella del volto di un alieno. Come diceva sempre la nostra simpatica guida León: "Tutto è possibile, nulla è dimostrabile".

moray

A Maras, invece, visitiamo le saline. Altro spettacolo notevole vista la posizione e la dimensione di queste saline. La loro origine è addirittura pre-inca e le vasche raccolgono acqua che arriva da delle sorgenti calde. Il sale che si ricava è particolarmente buono ed è ricercatissimo dai ristoranti gourmet di tutto il mondo.

maras

Concludiamo la giornata sul treno che porta da Ollantaytambo ad Aguas Calientes: punto di partenza per la meta regina del viaggio.

Il treno, dopo pochissimi chilometri lascia la zona deserta per addentrarsi nella valle del fiume Urubamba in piena giungla tropicale. È incredibile come nel giro di pochi minuti si sia passati dal monotono color senape dei monti andini privi di qualsivoglia tipo di vegetazione, al verde scuro tipico della zona amazzonica fatta di una vegetazione fittissima ed estremamente varia.

Ed è proprio in questa valle che inizia il sentiero inca, l'antico Inca Trail che porta fino alla cittadella di Machu Picchu. Il vecchio sentiero inca è meta di camminatori da tutto il mondo. L'escursione completa dura quattro giorni, costa circa 1000$ a persona e va prenotato almeno un anno prima visto che è a numero chiuso.

Il tragitto in treno dura circa due ore e il nostro albergo fortunatamente è molto vicino alla stazione.

Aguas Calientes è una cittadina che esiste solo perchè esiste Machu Picchu. Nonostante sia nata ad esclusivo uso e consumo dei turisti non è nemmeno brutta, è praticamente tutto "centro", ci sono ristoranti, alberghi e negozi in ogni anfratto possibile.

Ceniamo prestissimo visto che alle 3 del mattino siamo già in coda per prendere il primo autobus che partirà alle 5:30. Per dovere di cronaca però devo dire che i primi della fila sono persone che non sono nemmeno andate a dormire. La prima coppia di persone è sulla banchina degli autobus già dalle 23 della sera prima. La nostra guida però, in stile molto italiano, ha messo un suo amico in coda per tenerci i posti e noi siamo riusciti a scavalcare circa un centinaio di persone che erano già in coda prima di noi; tutto il mondo è paese.

La cittadella si può raggiungere sia in autobus che a piedi. Per quelli che vogliono farla a piedi dico solo che per arrivare in cima li aspetta un'ora e mezza di gradinata molto ripida. Ne vale la pena? Non saprei, ma quelli che ho visto arrivare in cima erano in un lago di sudore, totalmente disfatti.

I cancelli per la cittadella aprono alle 6:00 puntuali e noi entriamo tra le prime cento persone; la maggiorparte di loro si reca di corsa alla casa del guardiano per la classica foto di rito. Questo fa si che noi, con la nostra guida, facciamo la prima parte della visita della cittadella praticamente da soli.

Inutile dire che le aspettative sono state abbondantemente superate e posso inserire Machu Picchu tra le 5 cose più belle che abbia visto in vita mia insieme a Petra in Giordania, Angkor Wat in Cambogia, le Piramidi in Egitto e, ovviamente, il nostro Colosseo, anche se devo dire che più che il Colosseo direi proprio tutta Roma.

La cittadella di Machu Picchu non solo è bella ma è incredibile la sua collocazione geografica. La gola sulla quale si affaccia è spettacolare e le costruzioni sono abbarbicate a cavallo di una strettissima valle situata tra due montagne: Huayna Picchu e Montaña Machu Picchu.

La prima montagna, quella più suggestiva, è sicuramente il picco di Huayna Picchu che è quello che si vede dal 99,99% delle foto della zona archeologica.

machupicchu

La visita a Machu Picchu può essere abbinata a due trekk. Il primo, ambitissimo e con un numero chiuso di 400 persone al giorno divise in due turni da 200, è quello appunto a Huayna Picchu. Più che un trekk direi una vera e propria scalata sulle rovine che arrivano fino alla vetta della montagna. Alcuni tratti del cammino sono su scalinate molto esposte. Purtroppo, per il giorno in cui avremmo fatto la visita alla cittadella, i posti per Huayna Picchu erano già tutti esauriti. Si può però fare un altro trekk, sempre a numero chiuso ma con molti pù posti disponibili. Il trekk porta a Montaña Machu Picchu, un sentiero sempre fatto di un'infinità di gradini che porta alla cima che sta alle spalle della foto precedente. Il trekk è faticoso soprattutto perchè tutto a gradini, meno esposto rispeto a Huayna ma più lungo.

Dopo la giornata a Machu Picchu alcuni sono andati alle terme di Aguas Calientes, nulla di che, solamente molto affollate.

Il giorno del rientro a Cusco abbiamo visitato la parte rimanente della Valle Sagrada: le rovine di Ollantaytambo e il mercato della cittadina di Pisac.

Le rovine di Ollantaytambo sono quello che rimane di un tempio dedicato al Dio Sole. Del tempio sono rimaste pochissime pietre perimetrali poste su una fortezza terrazzata.

Il mercato di Pisac è invece il mercato più bello che ho visto in due settimane di Perù, si distingue dagli altri oltre che per le dimensioni anche per la ricchezza dell'artigianato locale dedito alla lavorazione dell'argento.

Il viaggio sta volgendo al termine ma c'è ancora una cosa da vedere nelle vicinanze di Cusco, qualcosa che secondo me merita un capitolo a parte.

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