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Montaña de siete colores

L'escursione alla Rainbow Mountain è il secondo grande motivo del mio viaggio in Perù.

Ammetto di non averne mai sentito parlare prima dell'inverno 2015 fin quando il National Geographic non inserì la montagna colorata nella lista dei 100 luoghi da visitare prima di morire. Vedendo le foto credevo fossero frutto di fotomontaggi; non potevo credere che potesse esistere una formazione geologica tanto singolare, rocce dai colori così vivi da sembrare dipinti. Poi ho visto un video su youtube e da quel monto mi sono detto che al più presto sarei dovuto andare a vedere coi miei occhi.

È stata una delle prime cose che ho proposto al gruppo in fase di organizzazione del viaggio e fortunatamente ho avuto feedback solo positivi.

Una cosa sola mi spaventava: la quota a cui si trova questa montagna.

Informandomi bene su internet ho visto che il trekk parte da una quota di 4300mt e arriva al punto in cui si vede la schiena colorata della montagna a circa 5200mt. Sono davvero tanti, non mi ero mai spinto prima sopra i 3300 però allo stesso tempo il viaggio è stato organizzato per salire in quota gradatamente in modo da potersi ben acclimatare.

Di per se il costo del trekk non è molto elvato; si tratta di 50 dollari americani a testa per un'escursione "all inclusive".

Un pullmino ci preleva alle 4:30 del mattino e dopo circa 120km di strada ci troviamo al piccolo paese di Pitumarca dove facciamo colazione. Il paesetto è all'inizio della valle che ci porterà poi all'attacco del trekk. La mattina è molto freddo e così sarà anche in vetta. Gli ultimi chilometri fatti col bus sono molto belli, la valle si apre, il sole comincia a scaldare e la carreggiata è molto stretta; guardare fuori dal finestrino e non vedere nemmeno un millimetro di carreggiata che ci separa da un precipizio di 500 metri ci fa sudare freddo.

Arriviamo alla base del trekk che non sono circa le 8:30 del mattino, arriviamo forse tardi perchè c'è già un sacco di gente e i cavalli per la salita sono tutti già presi. Mi maledico per aver portato lo zaino fotografico con tutto dentro ma tant'é, ormai ci sono, iniziamo a salire.

La salita di per se non è tostissima, parte molto graduale, poco più di una passeggiata, poi in alcuni punti diventa più ripida. Nulla di che se non fosse che l'altitudine si fa sentire, ogni passo costa il doppio della fatica rispetto al normale. Fortunatamente, tre chilometri più avanti, riesco a trovare un cavallo che mi permette di salire gli ultimi due chilometri in fretta. I cavalli non portano fino alla vetta, gli ultimi 600 metri da fare a piedi sono i più ripidi.

La valle si è aperta molto tanto che è possibile vedere il non lontano ghiacciaio Ausangate, bellissimo, bianchissimo e maestoso coi suoi oltre 6300mt.

ausangate

Un passo alla volta arrivo al punto di osservazione del Cerro Colorado, finalmente la Rainbow Mountain si mostra in tutta la sua bellezza. Non sento nè il vento freddo che tira fortissimo, nè la stanchezza. Lo spettacolo toglie però quel poco fiato che mi è rimasto nei polmoni.

Non solo la schiena del monte Vinicunca è colorata, ma anche tutta la valle che si estende ad ovest.

rainbowmountain

Sicuramente è uno degli spettacoli della natura più belli che abbia mai visto. Anche la discesa è faticosa, non prendo il cavallo e mi devo scarrozzare i 12kg di attrezzatura fotografica che ho sulle spalle. Arrivo a valle che sono sfinito ma ne è valsa la pena.

Print

Il percorso nella mappa non è completo, mi sono ricordato di attivare il gps circa un chilometro dopo la partenza.

Nel pacchetto dell'escursione sarebbe compreso anche il pranzo sempre al paese di Pitumarca, nessuno di noi ha fame e visto che ormai erano le tre del pomeriggio passate, abbiamo prefirito ritornare alla base.

L'ultimo giorno a Cusco è passato nel totale relax; alcuni sono andati a vedere il mercato di San Pedro, altri sono andati a vedere il museo.

L'ultima cena peruviana la consumiamo al ristorante Chicha (clicca) dello Chef Gaston Acurio, un ristorante "wanna be" stellato che riesce nel suo intento in alcuni piatti, tipo il carpaccio di alpaca, ma fallise miseramente in altri. Temo che per la stella dovrà aspettare ancora un bel po'.

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