user_mobilelogo

RSS Feed

Dal Blog

26 February 2018
Tecnologia
Stavolta ho voluto aspettare almeno un mese di utilizzo prima di fare la recensione del nuovo telefo...
2329 Hits
23 January 2018
Fotografia
Tecnologia
La nuova frontiera della fotografia e del videomaking, da qualche anno ormai, sono i droni.Solitamen...
1838 Hits
17 January 2018
Fotografia
Dopo 6 anni di utilizzo ho pensionato la vecchia 5D Mark III.La vecchia Canon mi ha accompagnato per...
3908 Hits

Latest Events

No events

Article Index

Buon anno in anticipo

I due pullmini ormai hanno i loro occupanti fissi, la piccola comunità ambulante di cui faccio parte inizia il suo viaggio verso sud. Il viaggio è stato studiato in modo da fare il lunghissimo trasferimento da sud a nord durante la notte e poi visitare il nord della Thailandia partendo da Chiang Rai per poi dirigersi verso sud passando per Chiang Mai, Lampang, Sukhothai, Lopburi, Ayutthaya, Kanchanaburi e poi sosta finale a Bangkok per l'ultima sera nella capitale prima del volo che ci porterà in Cambogia e più precisamente a Siem Reap.

La prima parte del bus trip di tre giorni ci porta nella provincia di Lampang per visitare il tempio Wat Phra That Lampang Luang. Nel pullmino si scherza, si parla di casa, dei viaggi fatti, di quelli belli da organizzare e credo di aver contagiato le ragazze del nostro pullmino col mio mal d'Africa tanto che vorrebbero organizzarsi per andare in Namibia quanto prima. Eh si, la Namibia (clicca), che viaggio spettacolare. Si parla raramente del nostro lavoro, tranne forse che per le due ragazze fisioterapiste che, come spesso accade, vengono subissate da domande e richieste abbastanza comuni: "Ma... senti, ho un dolorino proprio qui, alla base del collo, forse la stanchezza, lo stress, tocca tocca... magari avrei bisogno di un massaggino..." oppure "Ho male qui, sarà mica un nervo accavallato?". Scoprendo poi che non sono massaggiatrici da centro benessere (no, nemmeno happy ending) e che il nervo acavallato non esiste. Scoperta che feci brutalmente qualche anno prima e ci rimasi malissimo, tipo quando ti dicono che Babbo Natale, Gesù (aka Jesoo) Bambino o la Befana non esistono. Per quei pochi bambini che dovessero malauguratamente leggere queste righe, sappiate che nemmeno la fatina dei denti o il coniglietto esistono.

Tra i templi del nord che ho visto, il Wat Phra That Lampang Luang è quello che mi è piaciuto di più; forse meno appariscente ma con una struttura che mi è piaciuta molto. La scalinata che porta all'ingresso è sorvegliata da due grandi statue raffiguranti due leoni e le rampe sono due draghi. Il tetto in legno della sala principale è formato da tre tetti sovrapposti. All'interno del perimetro del tempio c'é anche una scalinata che porta ad una piccola struttura chiusa dove l'ingresso è vietato alle donne. Incuriosito salgo, entro e richiudo la porta dietro di me. Dentro è buio e la poca luce entra solo da un foro posto sopra la porta d'ingresso. Non capivo cosa ci fosse di speciale, la stanza sarà stata due metri per due con solo un telo bianco di fronte di circa due metri alla base e tre in altezza. Mentre cercavo di capire che cosa ci fosse di speciale, gli occhi si erano abituati al buio e finalmente ho capito. Il foro da cui entra la luce è un foro stenopeico e il telo posto davanti a me serve a proiettare l'immagine rovesciata della pagoda in pietra scura decorata in foglia d'oro. In un attimo mi sono ricordato del primo esperimento di macchina fotografica fatto alle elementari con una scatola da scarpe. Questa volta però non si trattava di un'immagine statica e le dimensioni del telo erano davvero generose. Sono rimasto a guardare l'immagine per qualche secondo ma subito dopo un'altra persona ha interrotto la magia entrando nella piccola stanza. Ho fatto anche una foto dell'immagine proiettata in modo da mostrarla alle ragazze del gruppo cercando di barattarne la visione per un Pad Thai. Nonostante la molta gente in visita al tempio, mi è sembrato meno turistico degli altri, non saprei spiegare il perchè. Probabilmente, la mancanza di tursti occidentali lo ha reso più "genuino" ai miei occhi.

Un'ora e mezza di strada separano Chiang Mai da Lampang, tre ore separano Lampang da Shukhothai. Avremmo voluto visitare Si Satchanalai, detta "La piccola Sukhothai" ma alcuni templi a Sukhothai vengono chiusi prima del tramonto per cui decidiamo di saltare Si Satchanalai.

Arriviamo al nostro albergo, la Vitoon Guesthouse (clicca), nella vecchia Sukhothai, proprio di fronte all'ingresso del parco storico. La guesthouse non è bella ma le stanze sono pulite e ha il servizio lavanderia. Assegnate le stanze ci facciamo consigliare per il pranzo. Non ci sono molte alternative nelle vicinanze per cui andiamo al vicino "The Coffee Cup", un ristorantino a gestione famigliare dove si mangia discretamente ma i tempi di attesa sono bibilci, nonostante ci siamo solo noi vista l'ora di pranzo sia passata giá da tempo.

Attacato alla nostra guesthouse c'è un "rent a bike", il complesso dei templi è abbastanza grande e sono distribuiti anche fuori dal parco storico. Il mezzo migliore per visitarli è noleggiando una bici.

Così facciamo e le prima cosa che andiamo a vedere è il big Buddha (Wat Si Chum), fuori dal parco storico, un chilometro a nord-ovest della vecchia Sukhothai e che chiude ai visitatori alle 17:30. La scampagnata in bici è divertente e la brezza ci asciuga il sudore di una giornata caldissima e, sai che novità, dall'umidità bestiale. Essendo l'ultimo dell'anno ci sono preparativi per tutto il parco storico e anche al Wat Si Chum stanno organizzando qualcosa. Il grande Buddha si cela dentro ad una struttura che funge quasi da sarcofago. La visita è carina ma non dura molto visto che il pezzo forte sono i templi dentro al parco storico il cui ingresso per fine anno è gratuito. Con le bici ci si muove velocemente e a pensarci bene si poteva prendere qualcosa da mangiare al 7/eleven e fare un bel pic-nic all'interno del parco; molti locali lo fanno. Ogni tempio, all'interno del parco, è circondato da uno specchio d'acqua marrone/verde, quasi paludoso ma con molte ninfee in fiore. L'interno del parco storico racchiude le rovine dell'antica Sukhothai, risalente al trecisesimo e quattordicesimo secolo. Centinaia di piccole lanterne vengono posizionate ogni sera ai piedi e sulle scalinate dei vari templi e subito dopo il tramonto inizia uno spettacolo di musica e luci. Per godere al meglio della vista del parco durante lo spettacolo bisogna allontanarsi fin dopo i fossati a protezione dell'antica città. I templi illuminati si riflettono nell'acqua dei fossati e l'effetto è davvero suggestivo.

Dopo una prima parte fatta di musiche molto tranquille e luci splendide color pastello che si alternano dal bianco, al giallo paglierino, al rosa, rosso, azzurro fino ad arrivare al blu intenso; segue una parte con musiche più ritmate con i templi e le colonne illuminati in modo decisamente kitch, colori vivacissimi che si alternano velocemente, sembra di stare a Disneyland. In questa seconda fase ho riconosciuto il disagio cromatico dei thailandesi.

Non rimaniamo fino alla fine dello spettacolo, la parte migliore ormai è andata e poi è la notte del 31 dicembre, ci aspetta il "cenone di capodanno".

La cena, prenotata dalla proprietaria della guesthouse in un ristorante vicino, sarà la seconda cena peggiore di tutto il viaggio. Il ristorante, a conduzione familiare, è degli stessi prorietari del "The Coffee Cup" dove avevamo pranzato e pure bene.

Non so che sia successo per cena ma è stato un disastro. Eravamo gli unici avventori ed eravamo affamati. Visto che è capodanno vogliamo esagerare e ci lanciamo nelle ordinazioni più assurde: zuppa di coccodrillo, granchio piccante, zuppa di bambù ecc. Insieme ad alcuni del gruppo decidiamo di prendere ognuno un piatto diverso per farlo poi girare. Ce ne fosse stato uno appena decente. Il granchio piccante era ricoperto di cipolla, la zuppa di bambù sarebbe stata pure buona se non fosse finita in terra, la zuppa di coccodrilo faceva cagare; il peggiore Pad Thai l'ho mangiato in questo ristorante, il pollo coi funghi sapeva di cane e non abbiamo capito se era il pollo a sapere di cane o i funghi. Disperato e con una fame della madonna tento la via della pizza surgelata che, pur essendo immonda, è riuscita a farmi passare la fame.

Francesca di Roma ha avuto un'ottima idea: prendere una bottiglia di Vodka, alcune lattine di Shweppes tonica e lime in modo da farci dei cocktail per mezzanotte.

Il conto alla rovescia lo facciamo più o meno casuale di fronte all'ingresso della guesthouse bevendo Vodka-Tonic caldo e cercando di non farci soffiare le pringles da un branco di cani randagi che ci aveva accerchiato innescando anche una furiosa lotta tra il branco e un "estraneo" che cercava di intrufolarsi. Alla faccia del capodanno alternativo.

Non siamo soddisfatti e allora andiamo alla celebrazione del nuovo anno fatta da dei monaci poco distante da dove ci troviamo. La cerimonia è aperta a tutti e la singolarità sta nella simulazione di una rete neurale che collega i monaci a tutti i presenti.

Una corda legata al microfono del "capo monaco" passa di mano in mano a tutti gli altri monaci che intonano il mantra all'unisono. Qesta corda poi si collega ad un reticolato posto sopra le persone e dai quali scendono delle cordine che i fedeli legano al capo.

La nenia del mantra ti entra nel cervello e rapisce alcuni di noi, altri si ritirano.

Proprio di fronte al raduno spirituale notiamo un piccolo pub. Senza pensarci due volte ci fiondiamo dentro e oltre a noi, sta festeggiando un gruppo di 3 ragazzi germanici della Baviera com cui facciamo amicizia. Sarà divertente vedere come il catanese Giuseppe chiederà in tedesco "mi scusi, potrei avere l'accendino?". Io provo ad insegnarglielo, tempo buttato, però la scena è divertentissima. La serata, al pub, si risolleva e beviamo anche degli ottimi cocktails. L'anno scorso ero a circa sedicimila chilometri ad ovest e festeggiavo il 2016 sulla piccola isola di Caye Caulker nella barriera corallina beliziana. Nel 2016 ho festeggiato in ritardo di sette ore rispetto all'Italia, quest'anno sono in anticipo di 6, la mattina del primo gennaio riesco a chiamare i miei per fargli gli auguri, era appena passata la mezzanotte.

Nel rispetto della direttiva 2009/136/CE ti informiamo che questo sito utilizza cookie propri tecnici e di terze parti per consentirti una migliore navigazione ed un corretto funzionamento delle pagine web.
Se proseguo nella navigazione, cliccando su un qualunque elemento posto all’esterno di questo banner, acconsento all’installazione dei cookies.

 

This site uses cookies. By continuing to browse the site, you are agreeing to our use of cookies.