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E' la nostra ultima notte, l'A380 per Dubai parte alle due del mattino e prima di decollare facciamo in tempo a consumare una cena a base di schifezze comprate con gli ultimi Baht rimasti, seduti sulle sedie della sala di attesa vicino ai check-in. Chiudiamo la cassa comune e la cassa viaggi, i conti tornano.

Il volo parte in ritardo ma non lo sento nemmeno decollare, sono decollato prima io per il mondo dei sogni. Mi sveglio quando sento l'aereo che inizia la discesa, ho dormito sei ore ininterrottamente. Una volta atterrati ci fanno sbarcare con la scaletta e non tramite tunnel. Appena sbarcati ci separano: per Milano di la, per Roma dall'altra. Non riusciamo nemmeno a salutarci, che brutto. Dopo una mezzora passata nell'autobus che ci porta al controllo di sicurezza (che senso ha appena sbarcato farmi fare un security check lo sanno solo loro) capiamo che ci hanno separato solo perchè i security check sparsi per i vari terminal sono tutti strapieni. Controllando le partenze notiamo che entrambi i voli partiranno dallo stesso terminal a 3 gates di distanza. Ci troviamo tutti al terminal 5 per fortuna, lo stesso terminal di quando siamo arrivati. Stavolta non mi faccio fottere dagli arabi e faccio colazione con un frullato di Shake-Shack per soli 3 dollari. Pensavo di averla scampata quando vedo "Cigar Room", sarà una Cigar Room come le altre penso. Nient'affatto, è il paradiso dei fumatori di sigari, il nirvana (clicca). C'é semplicemente: TUTTO, e quando dico TUTTO vuol dire TUTTO. Mi fiondo sui Cohiba e trovo quello che non avrei voluto trovare: una confezione da tre Cohiba Piramides Extra con tanto di portasigaro. La mia carta di credito stava già piangendo avendone ben donde.

I primi a partire sono quelli che volano su Roma, poi noi per Milano e per ultimo Alessandro che torna direttamente in Germania. Al check-in, essendo il volo strapieno, ci hanno messi tutti separati e grazie a Giulia che cerca di farsi riassegnare il posti al gate ci accorgiamo che il nostro volo ha cambiato terminal. Decolla tra mezzora e ci vogliono venti minuti per raggiungere il terminal 3. Salutiamo tutti alla velocità della luce e corriamo al nostro terminal. Il tragitto è lungo, dobbiamo scendere, prendere un trenino interno, arrivare al terminal 4, salire, recarci al 3, secendere e finalmente andare all'imbarco. Arriviamo sudatissi e a pelo. Grazie Giulia, non fosse stato per la sua testardaggine nella riassegnazione dei posti saremmo ancora lì.

Purtroppo siamo tutti separati e soprattutto io sono lontano dalla mia compagnucca di volo, Francesca; siamo stati vicini per tutti gli altri 5 voli, mi manca. Al suo posto c'è un vecchio australiano che mi tira una pezza di un'ora prima che io mi arrenda e mi addormenti. Su sei ore ne dormo 4 e atterro a Malpensa che sono discretamente riposato.

Sfiga vuole che anche al controllo passaporti si siano addormentati e c'è un solo sportello aperto per 650 passeggeri. Dopo quaranta minuti di coda interminabile arrivano i rinforzi e siamo fuori in pochi minuti. Svegliarsi prima? No eh?

I nostri bagali stanno già girando sul nastro, li recuperiamo tutti e salutiamo Giuseppe, Marzia e la genvovese Giulia.

Per una questione di comodità accompagno le 4 ragazze alla stazione di Verona. Francesca è di casa e si fa venire a prendere, così come Giulia di Carpi ha già suo padre che la aspetta in stazione, è venuto in macchina a prenderla. Cristina e Giulia, le due friulane, invece hanno a breve il treno che parte per Trieste, lo prendono direttamente a Verona, così si sono risparmiate la navetta da Malpensa fino alla Stazione Centrale di Milano e poi il treno da Milano con cambio a Verona.

Appena usciti dall'aeroporto, sorpresa: nevica. La navetta di Park To Fly viene a prelevarci e in meno di dieci minuti siamo in autostrada.

Fa strano passare dai 38° di Bangkok agli 0° con neve di Milano.

Non c'è traffico e arrivo puntuale a Verona Porta Nuova. Baci e abbracci con la promessa di sentirci presto (e così sarà), mi fiondo in macchina e sono a casa in tempo record. La solita pizza mi attende, non ho sonno per cui mangio, disfo i bagagli e metto tutto a lavare. Infine mi fiondo in doccia e dopo circa 48 ore finalmente posso dormire sdraidato nel mio letto. In camera ho 18 gradi, il piumone mi avvolge e non sento nemmeno il bisogno di accendere la tv; Red, il gattaccio, si fa vivo e si piazza ronfante vicino ai piedi. Sono circa le 21:30 quando mi addormento.

Sogno di stare su un pullman che mi porta a Chiang Mai e lotto per un posto con una thailandese cicciona che non vuole saperne di spostarsi, i miei compagni di viaggio mi vengono in soccorso, la schiodiamo a forza dal mio posto, cavolo era prenotato. Tempo di sedermi e.... suona la sveglia, sono le 6:30, devo andare a lavorare.

Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio che sono stati collaborativi, simpatici e molto pazienti, spero che per loro io sia stato un bravo coordinatore e spero di rivederli in un prossimo viaggio, anche se mi sa che molti di loro andranno in Namibia.

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