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Arcipelago di Komodo

  • 20/08

Abbandoniamo l’albergo alle 10 del mattino per recarci in aeroporto, il volo per Labuan Bajo è previsto alle 13 ma tarderà di circa un’ora. Atterriamo verso le 16:30 invece delle 15:30, questo inconveniente fa perdere il massaggio al secondo turno di partecipanti. Il giorno prima avevamo prenotato una SPA (Flores SPA clicca, di proprietà di un italiano) per una decina di persone del gruppo; erano stati scaglionati in due gruppi. Solamente il primo gruppo riuscirà a farsi fare il massaggio. Avevamo anche previsto, per chi lo avesse voluto, l’escursione alle vicine caverne di Batu Cermin ma non siamo riusciti a fare nemmeno quelle. Poco male, ci siamo rilassati in albergo e poi siamo scesi in centro per fare un po’ di shopping e a visitare il mercato del pesce. Inizialmente avevamo pensato di cenare lì, ma le condizioni dei pesci rimasti sulle bancarelle, senza nemmeno del ghiaccio, ci hanno fatto optare per una cena al vicino ristorante Bajo Bay Fischerman’s Club. Rispetto agli altri ristoranti dove avevamo mangiato si è dimostrato carissimo e abbastanza scarso. Evitatelo. Dopo cena siamo rientrati in albergo, domani si salpa per Komodo.

  • 21/08

Alle 08:15 ci aspetta il nostro bus per accompagnarci al porto, saliamo sul caicco e, dopo aver fatto una rapida cambusa personale a base di vino, salatini, biscotti ecc, salpiamo prima delle 10. Il caicco non è male, ci sono 3 stanze quadruple al ponte inferiore e due stanze doppie a quello superiore. I due bagni si trovano entrambi al ponte inferiore. Unica pecca, non da poco, il fatto che nella quadrupla posta direttamente sopra al motore è difficile dormire, le esalazioni del carburante, anche a motore spento, sono molto fastidiose, tanto da aver fatto dormire gli occuanti sul ponte superiore, sopra un grosso materassino, ma all’aperto. Sempre con noi ci sarà una guida fornita dal tour operator locale e un equipaggio composto da 5 persone. Nel pacchetto sono previsti anche colazioni, pranzi e cene, oltre a tutta l’attrezzatura da snorkeling. Lasciamo il porto e in breve attracchiamo a Kelor Island, una piccola isola circondata da una bella barriera corallina, una piccola spiaggia bianca e un promontorio dove poter ammirare il panorama. Possiamo dedicarci ad una sessione di snorkeling, ammirare il panorama dal promontorio e prendere il sole in spiaggia. La seconda tappa della giornata è presso Manjarite Beach, fa parte dell’isola di Flores ma si affaccia sulle acque dell’arcipelago di Komodo. Qui abbiamo ammirato la più bella barriera corallina del nostro giro di tre giorni. Coralli intatti fino alla spiaggia, coloratissimi: rossi, gialli, marroni, verdi, blu con le punte blu elettrico. Vicino al piccolo molo c’era un tappeto di stelle marine e tantissimi anemoni con i pesci pagliaccio a trovarvi rifugio. Una meraviglia. Sono rimasto in acqua quasi due ore estasiato dai colori e dalla vita subacquea di quel posto. Ultima tappa della giornata è Koaba Island: una piccola isola di mangrovie proprio di fronte alla grande Rinca Island. Arriviamo davanti all’isoletta che è quasi il tramonto, stiamo aspettando che escano i “Flying Foxes”, le volpi volanti, ovvero i pipistrelli più grandi del mondo. Si chiamano così per via del loro manto e del loro muso, assomigliano a delle piccole volpi con un’apertura alare di quasi due metri. Puntuali come degli orologi svizzeri, pochi minuti dopo il tramonto, quando ancora la luce del sole non è scomparsa, eccoli uscire dalle mangrovie, a centinaia, anzi, a migliaia. Volano tutti in direzione di Rinca Island in cerca di frutta da mangiare. È uno spettacolo incredibile. Rimaniamo a guardarli fin quando il cielo diventa completamente buio. Li sentiamo volare sopra di noi ma non riusciamo più a vederli. Il capitano accende il motore e si avvia verso Rinca Island, ormeggerà in rada dove ceneremo e dormiremo.

  • 22/08

Oggi è la giornata top di tutto il viaggio: è questa giornata che ha dato il via a tutto. Prima tappa è Padar Island e l’attività principale è il brevissimo trekk (15 minuti) per salire in cima all’isola e ammirare uno dei più bei panorami che mi sia mai capitato di vedere in vita mia. Volevamo essere lì molto presto ma, causa guasto all’impianto elettrico del caicco, successivamente sistemato dall’equipaggio, siamo arrivati che erano le 10:30. L’accesso a Padar Island, così come a Komodo Island, è a pagamento. Paghiamo e, personalmente, volo in cima in tempo record per ammirare il paesaggio quasi in completa solitudine, non aspetto nemmeno la guida. Ho fatto bene. Superato il punto dove la maggiorparte dei turisti si ferma, ho proseguito verso la cima, eravamo solo alcuni di noi del nostro gruppo. Mi sono fermato solo arrivato dove volevo arrivare e sono rimasto in silenzio ad ammirare lo spettacolo che mi si poneva di fronte. Mi vengono i brividi solo a ripensarci. Che emozione. Rimaniamo in vetta per una mezzora e poi scendiamo. La seconda tappa della giornata è la pink beach, ovvero la spiaggia rosa. Di pink beach ce ne sono tante, ma quella dove andiamo noi si trova proprio sull’isola di Komodo. La spiaggia è davvero rosa, lo si vede soprattutto sul bagnasciuga. Ci rilassiamo un paio d’ore e possiamo anche fare snorkeling. Anche qui la barriera corallina è intatta. Ci sono meno coralli rispetto a Manjarite Beach ma ci sono molti più pesci. Ultima tappa della giornata, è, insieme a Padar, il momento più desiderato del viaggio: riuscire a vedere i famosi draghi di Komodo. Attracchiamo al molo del parco naturale e ci avviamo alla casetta dei rangers per pagare la tassa di ingresso e le guide. Ogni 5 persone una guida, ci tocca pagarne tre ma ce ne danno due. Vabbeh. Abbiamo poco tempo per cui scegliamo il giro da un’ora rispetto a quello da due. Ci addentriamo nella foresta e rivedo tanti luoghi che conoscevo grazie ai documentari di Piero Angela e ultimamente del National Geographic. Mentre siamo alla ricerca dei draghi una guida urla dal sentiero poco sotto al nostro: ha scovato una femmina. Ci affrettiamo e finalmente eccola lì. Un esemplare abbastanza giovane e non troppo grande, circa un metro e mezzo. È bellissima. Facciamo un sacco di foto e lei, primadonna, non si muove di un millimetro, sembra finta. Poco dopo ci dicono che ci sono tre esemplari maschi, enormi, proprio lì vicino. Nemmeno un minuto di cammino dopo ed eccoli lì, vicino alla spiaggia, tre maschi enormi tra cui “Hercules” il maschio più grande dell’isola. Oltre tre metri, un colosso. È incredibile poterli vedere da così vicino. Si vede che hanno mangiato, sono quasi addormentati e si muovono a fatica. Il trambusto ha infastidito uno dei tre che era poco distante dagli altri, si è sollevato e li ha raggiunti. Si muove goffamente ma sappiamo che è anche in grado di correre e nemmeno troppo lentamente. I rangers ci dicono di stare attenti e di non avvicinarci troppo. Le foto si sprecano, così come le emozioni. Dopo pochi minuti ne avvistiamo un altro piccolo, sempre vicino alla spiaggia. Cinque esemplari tra cui Hercules, il più grande di tutti. Che spettacolo. Lasciamo l’isola a malincuore ma tra poco il sole tramonta e noi dobbiamo navigare per un’oretta prima di raggiungere la rada poco distante da Taka Makassar.

  • 23/08

La notte in rada trascorre meno felicemente di quella passata, c’è vento e il mare è leggermente mosso per cui il nostro caicco rolla cigolando rumorosamente. Ci svegliamo molto presto e navighiamo subito verso Taka Makassar. Si tratta di un lembo di spiaggia corallina che affiora dal mare. Non sarà più lungo di cinquanta metri e largo cinque. Inizialmente c'era un gruppo di persone che in breve lasciano l'atollo e rimaniamo solo noi e ci rilassiamo un paio d’ore, avete presente le barzellette delle parole crociate dove per indicare un’isola deserta viene disegnato un piccolo lembo di sabbia con una palma? Ecco, la stessa cosa ma… senza la palma. Il fondale scende pian piano per cui è possibile fare il bagno come se fossimo in una gigantesca vasca piena di pesci e coralli. La tappa successiva è il Manta Point, un punto conosciuto perché si aggirano tante mante ed è possibile fare il bagno con loro. Non siamo fortunati, insieme a noi tanti caicco sono in cerca delle mante ma purtroppo non se ne vedono. Decidiamo quindi di andare dritti a Siaba Island per nuotare con le tartarughe. Qui siamo fortunatissimi, ce ne sono davvero tante, alcune soffrono anche di manie di protagonismo e si divertono a nuotare proprio accanto a noi. Ci sfiorano per poi immergersi un paio di metri e procedendo in un volo marino leggiadro. Siamo tutti contentissimi, non potevamo volere di più, per cui, dopo un’ora di snorkeling con le tartarughe possiamo tornare alla base. Abbiamo tempo per cui ce la prendiamo con calma e facciamo tutti la doccia, prepariamo le valige e in breve siamo nuovamente a Labuan Bajo. Attracchiamo, salutiamo l’equipaggio e in pochi minuti siamo in aeroporto. Come per l’andata, anche il volo di ritorno subisce un forte ritardo. Atterriamo a Denpasar verso le 20:30. Prendiamo le valige ed usciamo. Suena ci sta aspettando col bus, questa volta ha con sé un giovane “trainee”. Ci accompagna al Bakung Beach Resort, lo stesso dei primi giorni. È già molto tardi e alcuni di noi preferiscono mangiare vicino all’albergo per poi andare a dormire presto. Chi sceglie di andare a Seminyak per la serata.

  • 24/08

Ultimo giorno a Bali, lo dedichiamo allo shopping, massaggi e relax in piscina. Abbiamo il volo la sera alle 21. Decolliamo in orario.

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