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I primi paesaggi

 

Nr. Giorno

Data

Tappa

Distanze in Km

Tempi di percorrenza

1

24/08/2018

Milano – Reykjavik (Keflavik Airport) – Flúðir

2824

6h 20‘

 
Da A Strade Km Tempi Soste
Keflavík Fludir N41+N49+N1+N30 153 2h  

Pernottamento GIORNO 1 - 24/08 Skyggnir Bed & Breakfast

Skyggnir, 846 Fludir, Islanda

Costo: 78€ - stanza doppia, si cucina

day1

Sono le 3 del mattino quando suona la sveglia e con fatica mi trascino in doccia per riprendermi. Faccio una veloce colazione e mi vesto, mi carico i due zaini in spalla, saluto il gatto che rischia di farmi inciampare correndomi tra i piedi e parto.

Diversamente dal viaggio appena concluso in Ladakh, i due zaini sono abbastanza pesanti. Quello che andrà in stiva contiene, oltre all'abbigliamento tecnico invernale e al cavalletto della reflex (che solitamente lascio a casa), anche parte del cibo: 1kg di pasta, del tonno, biscotti.

Lo zaino che mi accompagnerà in cabina pesa mostruosamente di più degli 8kg consentiti da Icelandair in quanto contiene il solito corredo fotografico ma al posto del leggerissimo bianchino 70-200 f4 IS, mi porto dietro il più pesante ed ingombrante 100-400 mark II. A dire la verità ci sarebbe un terzo bagaglio, una borsetta con dentro il vecchio drone Mavic Pro, acquistato proprio per questo tipo di viaggi.

L'autostrada è deserta e ormai il tragitto Bolzano - Malpensa lo conosco a memoria ma stavolta farò una deviazione per prelevare la mia compagna di viaggio.

Come di consueto parcheggio al Comfort di Park To Fly (clicca) in grande anticipo rispetto all'orario di decollo.

Abbiamo già effettuato il check-in online per cui non ci resta che imbarcare i bagagli sperando che non mi controllino il peso del bagaglio a mano che, nonostante abbia piazzato una lente nella tasca destra della giacca, una nella tasca sinistra e reflex al collo, sfora di mezzo chilo il limite consentito.

Tutto bene per me ma purtroppo dobbiamo imbarcare un bagaglio aggiuntivo per Laura in quanto non le hanno fatto passare lo zainetto come "borsa". Per cui occhio: se avete un piccolo trolley e uno zainetto quelli della Icelandair non ve li fanno passare, diversamente se avete un trolley e una borsa allora nessun problema.

Il primo volo parte con il classico ritardo di circa mezz'ora e facciamo scalo al bellissimo aeroporto di Copenhagen. Il volo per Reykjavík parte anche lui con una mezz'ora di ritardo.

Atterriamo al piccolo aeroporo di Keflavík in perfetto orario. Andiamo al ritiro bagagli e qui, purtroppo, abbiamo la prima brutta sorpresa: il bagaglio aggiuntivo di Laura non è arrivato a destinazione, si è fermato a Copenhagen. Strano, visto che tutti gli altri bagagli sono arrivati e la coincidenza era più che sufficiente per il cambio del volo.

Poco male, compiliamo il modulo per il reclamo al Lost and found Baggage e ci dicono che il bagaglio verrà consegnato il giorno successivo, direttamente alla Guesthouse dove alloggeremo. Il bagaglio contiene parte degli indumenti di Laura, ci dicono però che può acquistare degli altri indumenti e, conservando gli scontrini, le verrà rimborsato un importo fino ad una spesa massima di 160€.

Sbrigate le formalità usciamo dall'aeroporto e ci dirigiamo al vicino autonoleggio, prendiamo il numerino eliminacode e dopo una brevissima attesa veniamo chiamati per il ritiro della vettura. Qui ci aspetta la seconda brutta sorpresa della giornata: non c'erano Suzuki Jimny disponibili. Con un sorrisone velenoso ci viene offerto un "free upgrade". Buono dico io; magari ci danno una Wrangler oppure (fantasticavo) un Land Cruiser. Si certo, come no; il nostro upgrade era una Dacia Duster 4x4, proprio quella che avevo cercato di evitare come la peste mandando anche una mail all'autonoleggio con indicato il motivo per cui non volevo la Duster come "similar". La risposta a quella mail è stata "Non ti preoccupare, visto che hai prenotato con grande anticipo non ci saranno problemi".

Figli di puttana!

Ho provato in tutti i modi a chiedere di avere una Jimny, mostrando anche la mail che mi avevano mandato con scritto che non avrei avuto problemi. E quando ho detto che non trovavo giusto questo tipo di trattamento soprattutto visto che non si trattava di un upgrade, il pezzo di merda arrogante mi ha risposto: "Perchè no? Se non ti va bene vai da un'altra parte e ovviamente ci teniamo la caparra".

Il bastardo sapeva benissimo che il prezzo che avevamo spuntanto facendo la prenotazione con largo anticipo non saremmo mai riusciti a pareggiarlo e soprattutto era altamente improbabile che trovassimo qualcosa che ci soddisfasse visto che i 4x4 erano tutti prenotati.

Con un nazismo in corpo come era da tempo che non mi capitava, accettiamo la Duster e andiamo a controllare il mezzo che risulta graffiato in molti punti e con tutti e quattro i passaruota forati a causa dello sterrato. Vedo che "il merda" ha fretta e allora mi prendo la mia piccola rivincita controllando centrimetro per centimetro la vettura e facendogli segnare anche il più piccolo segnetto visibile. Controllo che ci sia la ruota di scorta e il necessario per sostituirla, controllo che le targhe siano fissate bene, salgo, accendo il motore, controllo tutto il controllabile. Dopo circa trenta minuti mi decido a firmare, con molta calma chiedendo anche l'ovvio: "Te la dobbiamo riconsegnare col pieno? Dove sta il distributore più vicino? Se succede qualcosa che numero devo chiamare? Bla bla bla bla bla...". Mi avrà odiato il testa di cazzo, ma la cosa era reciproca.

Finalmente carichiamo i bagagli, salgo, faccio per mettere la cintura e... TACCC!, si stacca la copertura in plastica della cintura di sicurezza. Scendo, vado a chiamare il tipo mostrandogli cosa fosse successo. Nulla di che, la cintura era perfettamente funzionante e il maiale mi dice di andare tranquillo. Io tranquillo invece non lo ero per nulla per cui mi faccio segnare anche questo problema e aggiungo che le gomme sono al limite dell'usura, faccio mettere anche questo sul foglio.

Finalmente ce ne andiamo, anche se mi accorgerò poi che la macchina tira a destra peggio di Mussolini. Vaffanculo!

Il tragitto che ci porterà nella periferia di Reykjavík per fare la spesa è breve; ci fermiamo per la prima volta ad un discount Bónus.

Spesa fatta, usciamo dalla città e subito ci accorgiamo che fuori dalla capitale non c'è praticamente nulla se non qualche campo coltivato a spinaci e qualche frutteto, per lo più mele. Il resto è erba coltivata per le pecore e nulla più. Non ci sono alberi, non ci sono case e siamo soltanto 5km fuori dai confini di Reykjavík. Ci dirigiamo inizialmente verso est in quanto non prenderemo la N1 ma ci avvicineremo a Geysir e poi da lì, il giorno dopo, andremo verso nord con il primo lunghissimo tratto di sterrato.

Sterrato che troviamo sulla strada che ci porterà allo Skyggnir Bed and Breakfast (clicca) di Fludir.

Appena arrivati ci accoglie la propietria del b&b mostrandoci la nostra camera, la cucina e i bagni. È un appartamento molto carino all'interno di una fattoria. Nell'appartamento ci sono 5 camere da letto, soggiorno, cucina e due bagni. Salutiamo gli altri ospiti, posiamo i nostri bagagli in stanza e mi fiondo in bagno per farmi una doccia.

Vicino ad ogni lavandino c'è scritto in diverse lingue che l'acqua è potabile e di fare attenzione che l'acqua calda esce immediatamente bollente. L'attività geotermale dell'isola è sfruttata per generare corrente elettrica e per il riscaldamento. L'acqua esce veramente a temperature elevatissime non appena si muove la leva del miscelatore verso il caldo, sa anche molto di zolfo. L'acqua fredda invece arriva direttamente dallo scioglimento degli enormi ghiacciai, è freddissima e anche buonissima (non sa di zolfo).

Doccia fatta, voletto col drone, prime foto in una fattoria immersa nel verde e mi accorgo che sono le nove di sera ma il sole è ancora alto. Rientro per preparare la prima cena: spaghetti al sugo di pomodoro e parmigiano. I due ospiti israeliani ci osservano durante la preparazione e ci invidiano non poco; poco prima cenavano a pringles e carne in scatola. Sono le undici passate quando andiamo a letto ma fuori è ancora giorno anche se il sole è appena tramontato.

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