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A sud dell'isola

Nr. Giorno Data Tappa Distanze in Km Tempi di percorrenza
12 04/09/2018 Grafarkirkja - Vík í Mýrdal - Reynisfjara Beach – Dyrhólaey – Sólheimasandur – Skógafoss - Seljaland 143 2h 9‘

 

Da A Strade Km Tempi Soste
Grafarkirkja Vík í Mýrdal N208+N1 57,2 48’ Spesa?
Vík í Mýrdal Reynisfjara Beach N1+N215 10,6 10’ 1h Reynisfjara Beach (spiaggia nera)
Reynisfjara Beach Dyrhólaey N215+N1+N218 19,7 22’ 1h Dyrhólaey (punto panoramico, scogliera)
Dyrhólaey Sólheimasandur Plane Wreck N218+N1 16,5 18’ 2h Sólheimasandur Plane Wreck (carcassa aeroplano)
Sólheimasandur Plane Wreck Skógafoss N1 11,2 10’ 1H Skógafoss (cascata)
Skógafoss Seljaland 28 23’

Pernottamento GIORNO 12 – 4 SETTEMBRE:

Nicehostel

Seljalandsskola 861, Seljaland, Iceland

Tel.: +354 787-0300

Costo: 104,0 € - DORMITORIO, SI CUCINA – COLAZIONE INCLUSA!!!!

day12

Stamattina è brutto tempo, è tutta la notte che piove e non accenna a smettere. È un peccato perchè oggi dovremo camminare.

Ce la prendiamo relativamente con calma perché il 90% del tragitto di oggi sarà sulla comoda e veloce N1. Lasciamo la fattoria che sono già passate le otto del mattino. Il tratto di strada sterrata è molto breve e in meno di dieci minuti siamo sulla N1. Direzione Reynisfjara Beach.

Siamo alla spiaggia in meno di un'ora ma è già pieno di gente nonostate il meteo avverso. Il parcheggio è pieno ma riusciamo comunque a trovare posto.

La spiaggia, di sabbia nerissima, ha la caratteristica di terminare verso est sotto una scogliera di roccia basaltica, un posto molto "instagrammabile" soprattutto ora che il tempo è brutto, piove e nuvoloni neri attraversano il cielo spinti di un vento abbastaza intenso.

reynisfjara

Il mare è molto mosso e grandi onde si schiantano su dei faraglioni neri come la pece. È un paesaggio inquietante ma molto affascinante. Verso ovest invece la spiaggia sembra non finire mai. C'è tantissima gente che si fa le classiche foto sotto la scogliera basaltica senza accorgesi, che poco sopra le loro teste, nidificano stormi di gabbiani e pulcinelle di mare. Sono tantissime e bellissime.

pulcinelle

Non dobbiamo fare molta strada per arrivare al punto panoramico di Dyrhólaey. Si trova proprio alla fine della spiaggia di Reynisfjara, verso ovest.

La spiaggia termina proprio alle pendici di una scogliera bellissima. Infatti, anche qui c'è molta gente, nonostante continui a piovere. C'è da dire che ci stiamo avvicinando alla capitale e a quello che è definito il "Golden Circle". Una rotta ad anello di circa 300 Km che parte dalla capitale e passa per Geysir, Gulfoss e il parco naturale di Þingvellir.

Il panorama dalla scogliera è davvero suggestivo e mi diletto in uno scatto a lunga esposizione usando filtri e cavalletto.

Dyrholaey

La prossima meta è molto particolare, vogliamo raggiungere Sólheimasandur, luogo dove si trova la carcassa di un aeroplano, un Dakota DC-3.

Il 24 novembre 1973 un Dakota DC-3 fu costretto ad un atterraggio di fortuna sulla spiaggia di Sólheimasandur. Tutto l'equipaggio sopravvisse ma l'aereo fu abbandonato sul posto, segno che rimase danneggiato molto seriamente.

La camminata per arrivare al luogo dell'atterraggio è lunga, piove e tira vento ma non crediamo ai nostri occhi. Sono giá tantissime le persone che si apprestano a raggiungere il velivolo. Noi siamo ben coperti con i nostri abiti antipioggia. C'è gente però che non è assolutamente preparata e dopo nemmeno cinquecento metri è bagnata fradicia. La camminata è tutta in piano, su un terreno fatto di ghiaia lavica compatta. Il vento che arriva da sud ci sferza, piove in orrizzontale praticamente.

Ma cos'ha di tanto speciale questo posto? Nulla di particolare se non quello di offrire un soggetto molto fotogenico attraverso inquadrature drammatiche. Tutto bellissimo se non fosse che al nostro arrivo abbiamo trovato un viavai di gente incredibile. Nel frattempo aveva pure smesso di piovere, il problema era nell'impossibilità di avere un'inquadratura senza il turista di turno.

Ed è proprio in questi momenti che l'italiano mostra la sua perspicacia e l'innata propensione al problem solving. Ho richiamato tutti all'ordine, come se fossi un militare, o meglio... un vigile. Spiegando con calma e voce ferma che se tutti avessimo rispettato le inquadrature avremmo avuto una foto suggestiva da portarci a casa. Hanno capito tutti tranne un piccolo gruppetto di coreani che si è fatto insultare da una trentina di persone in quanto sempre in mezzo alle palle. Risolto il problema dei coreani siamo tutti riusciti a strappare uno scatto pulito.

dc3

Ad operazione conclusa molti dei presenti sono passati a ringraziarmi, soprattutto una coppa di signori canadesi molto simpatici.

Torniamo alla macchina e ci facciamo a ritroso gli oltre 4km che già avevamo percorso all'andata. Per fortuna stavolta non piove.

È molto breve il tragitto che ci porta all'ultima meta della giornata: la cascata di Skógafoss. È originata dal fiume Skógaá, proveniente dal ghiacciaio Eyiafjallajökull, su un salto che in tempi antichi era una scogliera. Ora il mare dista una decina di chilometri a sud. Si contende con Gullfoss il premio di cascata più fotografata dell'Islanda.

skogafoss

A destra del salto si inerpicano 700 scalini che portano proprio vicino al punto dove l'acqua precipita. Anche qui c'è molta gente, ci facciamo due passi sull'altopiano subito sopra la cascata. Appena tornano le nuvole decidiamo che ne abbiamo abbastanza e ci rechiamo all'ostello.

La notte ci perdiamo una magnifica aurora visibile a circa 100 km di distanza verso la capitale. Purtroppo, dove siamo noi, piove.

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