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Case di torba e i fiordi

Nr. Giorno Data Tappa Distanze in Km Tempi di percorrenza
3 26/08/2018 Svínavatn Guesthouse - Víðimýrarkirkja - Glaumbær – Siglufjörður - Akureyri 229 3h 05‘

Da

A

Strade

Km

Tempi

Soste

Svínavatn Guesthouse

Víðimýrarkirkja

F731+F733+N1

31,8

24’

10’

Víðimýrarkirkja (chiesetta)

Víðimýrarkirkja

Glaumbær

N1+N75

10,2

8’

15’

Glaumbær (case di torba)

Glaumbær

Siglufjörður

N75+N76

110

1h25’

30’

Siglufjörður (la strada per arrivare al piccolo paese è molto bella e panoramica)

Siglufjörður

Akureyri

N76+N82+N1

76,4

1h8’

Pernottamento GIORNO 3 - 26/08:

Akureyri Backpackers

Hafnarstræti 98, 600 Akureyri, Islanda

Tel.: +354 571-9050

Costo: 77€ - Dormitorio, sacco a pelo, si cucina

day3

Saranno circa ducentotrenta i chilometri da macinare per arrivare ad Akureyri, però stavolta la strada dovrebbe essere tutta asfaltata.

La mia "morning routine" non cambia molto rispetto a casa: sveglia, colazione, bagno/doccia e via. L'unica cosa in più che faccio è preparare i panini per il pranzo. È più una questione pratica quando si viaggia in modo itinerante: mangi quando hai fame e non ti devi preoccupare di trovare un ristorante o un supermarket per strada; se poi ci aggiungiamo che in Islanda, per un Hamburger con patatine e una coca spendi mediamente più di 30€, viene da se il pranzo al sacco.

Ah, non è raro che, tra una sosta e l'altra, per strada, non ci sia nulla; niente ristoranti, niente distributori, niente case, niente alberi; niente di niente se non paesaggi splendidi che fotografano la terra come poteva essere nell'era giurassica.

Al discount abbiamo preso diversi affettati già tagliati sotto vuoto e, tra tutti, il più buono è il tacchino. Il salame è abbastanza orrendo, così come il prosciutto. Per ammorbidire la mattonella composta da due strati di pane in cassetta e affettato, ci mettiamo anche del burro oppure del formaggio spalmabile: quello ai funghi non è male, quello ai peperoni invece è abbastanza schifoso. Bere non è un problema e non serve comprare l'acqua, basta una borraccia riempita della buonissima acqua locale. In auto non mancano i classici snack da viaggio: patatine di ogni tipo, oreo, cioccolata e chi più ne ha più ne metta, non si muore certo di fame.

La prima sosta è abbastanza vicina e si tratta della chiesetta di torba di Víðimýrarkirkja. Questa parte d'Islanda è famosa sia per la piccola chiesetta con le pareti fatte di legno e il tetto di torba, sia per una fattoria fatta completamente di torba chiamata Glaumbær.

Nella chiesa non si può entrare, al massimo ci si può avvicinare rimanendo fuori dal recinto per scattare qualche foto.

chiesetta

Tempo di fare un paio di foto e rimettersi in macchina che in breve siamo a Glaumbær. Qui c'è la possibilità di visitare l'interno delle case di torba della fattoria. L'ingresso costa circa 15€ a testa ma a mio avviso ne vale la pena in quanto sono davvero particolari. Lo sviluppo della casa è lungo un corridoio stretto e buio, l'inconfondibile aroma della torba mi fa venire in mente il gusto di alcuni Whisky come Lagavulin e Octomore: i famosi "torbati".

Le stanze sono adibite a diversi usi: dispensa, cucina, magazzino; al piano di sopra si trova una stanza lunghissima che a sua volta è divisa in camera matrimoniale, stanza per i diversi figli e studio del capofamiglia. Il tutto è conservato in modo incredibile. Le fondamenta delle case coloniali della fattoria risalgono all'undicesimo secolo.

fattoria

La visita ci porta via circa una mezzoretta e uscendo si passa davanti al museo, anch'esso visitabile con i biglietto di ingresso alle case di torba. Dentro al museo c'è un piccolo caffè dove poter gustare delle torte tradizionali davvero eccellenti.

Ci diamo il cambio alla guida lungo la strada che porta al paese di Siglufjörður. La strada panoramica N76 è asfaltata e corre lungo la costa. Il paesaggio è cambiato tantissimo rispetto a quello desertico del giorno precedente. I colori predominanti sono l'azzurro del cielo e dell'oceano Atlantico interrotto dal verde dei prati che affiancano la nera striscia di asfalto. Nei prati brucano tantissime pecore islandesi riunite in piccoli gruppi di tre esemplari. La cosa ci incuriosisce e dopo una veloce ricerca su internet capiamo il perchè le pecore islandesi si muovono sempre a gruppi di tre. Durante l'inverno più del novanta percento delle femmine ha un parto gemellare e durante il periodo estivo vengono lasciate libere di scorazzare per tutta l'isola; per cui quelle bestie a pelo lungo che si vedono a gruppi di tre sono: mamma e due agnellini. I montoni invece girano sia da soli che in gruppi da diversi esemplari.

i corsi d'acqua di origine glaciale che scendono a valle, formano dei piccoli laghi, spesso separati dall'oceano da strette lingue di terra, attraversati di quando in quando dalle strade.

dolcesalato

Ci fermiamo spesso a fare foto e video. In una di questa soste mi dimentico il trepiede della macchina fotografica nella piazzola. Fortunatamente dei mototuristi spagnoli mi inseguono per qualche chilometro per avvisarmi; sono stati davvero gentilissimi. Dietrofront, recupero il trepiedi, ringrazio gli spagnoli e ci rimettiamo in marcia.

Arriviamo al paese di Siglufjörður giusto per l'ora di pranzo. Nel piccolo paese non c'è praticamente nulla da vedere, parcheggiamo la macchina e ci dirigiamo sulla spiaggia nera vicina al piccolo porto. Ci piazziamo sulle enormi pietre usate come protezione per le onde durante le tempeste e consumiamo i nostri panini.

Visto che c'é tempo, facciamo sosta per un caffè nel piccolo bar del paese (forse l'unico).

Riprendiamo il cammino che ci porta dall'altra parte della penisola che forma il fiordo. La strada, invece che seguire tutta la costa, taglia la stretta lingua di terra dentro una galleria lunga cinque chilometri. La singolarità sta nel fatto che la strada è a corsia singola e ogni duecento metri ci sono delle piazzole per permettere il transito dei veicoli nel senso opposto.

Appena sbuchiamo dall'altra parte, il paesaggio cambia ancora. Le dolci pareti delle colline diventano scoscesi dirupi a picco sul mare, la strada non è più a livello del mare ma è a circa cento metri. Le acque del fiordo sono popolate da centinaia di uccelli marini e in lontananza si vede un branco di delfini. Incredibilmente non c'é vento, la giornata è splendida e allora mi concedo un lungo volo col drone.

scogliera

Arriviamo ad Akureyri prima del previsto.

Ci ospita l'ostello Akureyri Backpackers (clicca) la cui posizione è invidiabile, proprio nel centro della cittadina e vicino al porto. Stavolta siamo in una stanza da otto e dobbiamo usare il nostro sacco a pelo. L'ostello è molto carino e la cucina è molto grande. Tempo di fare una doccia e usciamo per una passeggiata in relax. La temperatura è ancora gradevole e il tempo passa veloce. Arriviamo fino al porto dove è ormeggiata un'enorme nave da crociera.

Rientriamo per prepararci la cena ed è qui che per la prima volta sentiamo parlare italiano, non è una turista, ma una ragazza che lavora in ostello.

I nostri compagni di stanza arrivano da tutto il mondo, ma la mancanza di italiani rende il tutto estremamente tranquillo. È tutta gente abituata alla vita in ostello e ne conosce le regole per la convivenza: in stanza non si fa casino, si parla a bassa voce e se ci si sveglia presto non ci si cambia in stanza, si esce e si fa tutto fuori: ci si prende il sacco a pelo, zaino e vestiti, si esce dalla stanza, ci si cambia in bagno, si arrotola il sacco a pelo in corridoio. Insomma: non rompere i coglioni agli altri è una regola fondamentale di vita, in questi posti è particolarmente apprezzata.

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