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Verso Sud

Nr. Giorno Data Tappa Distanze in Km Tempi di percorrenza
9 01/09/2018 Egilsstaðir - Höfn 237 3h 37‘

 

Da A Strade Km Tempi Soste
Egilsstaðir Hengifoss N1+N95+N931 35,6 31’ 2h Hengifoss (trekk di due ore alla cascata)
Hengifoss Djúpivogur N931+N95+N1 96,8 1h 35’ 30’ (spesa) SPESA
Djúpivogur Hvalnes Lighthouse N1 53,3 42’ 1h Hvalnes Lighthouse (faro e spiaggia nera)
Hvalnes Lighthouse Höfn N1+N99 50,6 41’

Pernottamento GIORNO 9 – 1 SETTEMBRE:

Höfn Hostel

Hvannabraut 3, 780 Höfn, Islanda

Tel.: +354 781-5431

COSTO: 140 EURO – DORMITORIO, SACCO A PELO, SI CUCINA

day9

Oggi inizia la seconda parte del viaggio, anche se ad essere sinceri la metà era segnata da Askja, ma dal punto di vista geografico è oggi che avviene il cambiamento. Inizia lo spostamento verso la parte sud dell'isola, la parte più dura, vicino ai ghiacciai, quella maggiormente tormentata dal vento.

La prima tappa è alla cascata di Hengifoss. Questa cascata è una delle più caratteristiche d'Islanda, è alta più di 120 metri ed è racchiusa in una magnifica gola nei pressi di Hallomormstaður, ancora nella parte orientale dell'isola. La parete rocciosa dalla quale si tuffa presenta conformazioni basaltiche nella parte alta, mentre nella parte bassa sono presenti stratificazioni fossili. La giornata è splendida, il vento tira, come sempre, ma è meno forte del solito; questo rende la salita alla cascata molto gradevole. E' un trekk di circa un paio d'ore che ci mostra la cascata già da molto lontano. Anche oggi non incontriamo molta gente, evidentemente, essendo dalla parte opposta della capitale, il flusso turistico è meno intenso.

hengifoss

La cascata è anche a favore di sole per cui non è difficile scorgere degli arcobaleni che attraversano la valle. Rimaniamo ad ammirare questo spettacolo per circa un'oretta e poi, pian piano scendiamo perchè i chilometri da percorrere saranno parecchi.

Per raggiungere la località di Hvaines col suo famoso faro, il navigatore ci segna di tornare indietro fino ad Egilsstaðir e da lì prendere la N1 che corre lungo la costa e i fiordi di sud-est. Ci sarebbe però un'alternativa, prendere la N95 che è una strada sterrata larga che taglia un intero fiordo facendoci risparmiare qualche chilometro.

Avendo già percorso diversi chilometri sui fiordi decidiamo di prendere la strada sterrata. Mai decisione si rivelò più azzeccata. La strada è panoramica e si attraversa una valle battuta dal vento e senza nemmeno un filo d'erba. La strada è panoramica e si riesce a mantere una discreta velocità. Prima di scendere verso la costa il paesaggio muta ancora una volta mostrandoci una vallata verdissima che finisce nel freddo mare del sud dell'Islanda.

Attraversiamo successivamente la cittadina di Djúpivogur, dove, secondo programma, avremmo dovuto fermarci per fare un pochino di spesa; però il giorno prima avevamo fatto rifornimento di provviste per cui abbiamo tirato diritto fino ad arrivare al faro di Hvalnes.

Le montagne del sud dell'isola sono più alte e giovani, le cime sono frastagliate e cupe rendendo il paesaggio molto meno dolce rispetto al nord. Il vento è aumentato di intensità e le folate fanno quasi sbandare la Duster. Arriviamo al faro che, devo dire la verità, un pochino ci delude, speravamo meglio. Quello che invece non ci delute è la lunghissima lingua di pietre nere che separa il mare dalla terra ferma creando una laguna dove riposano centinaia di gabbiani.

Scendiamo dall'auto per scattare delle foto e a momenti il vento ci porta via. Si fatica a stare in piedi e ci si può quasi lasciar cadere contro vento e rimanere sospesi in una specie di planata, la cosa ci diverte parecchio, personalmente non lo avevo mai provato prima.

hvalnes

Arriviamo alla cittadina di Höfn e ci rechiamo subito all'ostello (clicca).

Siamo i primi ad alloggiare in una camerata da 12 persone, l'ostello è molto grande, ben arredato, pulitissimo, con dei bagni ben curati. Abbiamo finalmente qualche ora per rilassarci prima di cena. La camera si riempie qualche ora dopo e devo dire che nonostante fossimo in 12 persone sembrava di essere da soli. Nessun telefono che squillava, per comunicare si sussurrava, che spettacolo.

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