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Kykládes

Greece flag

Primo viaggio da coordinatore

È da qualche anno che viaggio con Viaggi Avventure Nel Mondo (ANM da qui in poi); Marocco, Giordania, Iran, Guatemala Honduras e Belize. Tornati dal centro America mi sono fatto segnalare dal mio coordinatore in modo da poterlo diventare a mia volta.

Per chi non lo sapesse, ANM è un tour operator che lavora in modo differente rispetto agli altri. Chi parte con ANM lo fa per diversi motivi, in primis quello di evitare i canali del grande turismo organizzato, potendo quindi godersi un viaggio più a contatto con la realtà dei paesi che si vanno a visitare. Ma la cosa che differenzia di più i viaggi di ANM rispetto agli altri tour operator è l'autogestione del gruppo. Mentre con un normale tour operator il cliente sceglie da catalogo esattamente quello che sarà la sua vacanza, con ANM si sceglie un itinerario di massima che sarà definito poi insieme a tutto il gruppo in partenza.

Iscrivendosi ad un viaggio ANM si diventa parte di una piccola comunità ambulante: il gruppo. Ad organizzare il tutto, sempre con il benestare del gruppo, c'é il coordinatore.

Il coordinatore non è un dipendente di ANM ma un partecipante come gli altri che ha l'onore e l'onere di organizzare il viaggio nel miglior modo possibile. Tra i compiti del coordinatore c'é quello di programmare un itinerario dettagliato con la relativa prenotazione delle strutture per i pernottamenti e dei mezzi di trasporto, ove possibile. Ogni decisione deve essere condivisa ed approvata dal gruppo ed è per questo che la piccola comunità ambulante si autogestisce. In alcuni viaggi ci si ritrova a dover decidere in loco dove dormire, come spostarsi e anche dove andare. Questo porta ad un enorme vantaggio: la flessibilità. È per questo che l'intinerario va sempre considerato di massima e suscettibile di modifiche in corso di viaggio.

Non tutti i viaggi di ANM sono così ovviamente, dipende molto dal paese che si va a visitare e dalla formula di viaggio che si sceglie.

Come si diventa coordinatori? Per diventare coordinatori bisogna aver fatto almeno un viaggio con ANM ed aver fatto almeno una volta il cassiere.

Il cassiere, che non può e non deve essere il coordinatore, viene eletto il primo giorno tra i partecipanti del viaggio e si occuperà di gestire la cassa comune: un fondo comune che si costituisce ad inizio viaggio tramite i versamenti di tutti i partecipanti, compreso il coordinatore, che si utilizza per pagare ogni servizio non compreso nella quota di partecipazione e necessario per la realizzazione del viaggio. Solitamente la cassa comune copre le spese di pernottamento e le cene in ristorantini.

Al ritorno dal viaggio, il coordinatore, può segnalare ad ANM un partecipante come aspirante coordinatore. A questo punto, l'asprante coordinatore, attende una mail da ANM con i viaggi urgenti in partenza e che non hanno coordinatore.

Così è successo a me e tra i possibili viaggi a cui avevo dato disponibilità mi hanno assegnato un Isole Cicladi, dal 13 agosto 2016 al 28 agosto 2016.

Sedici giorni nel mare delle piccole isole greche.

Il viaggio mi è stato assegnato a meno di tre settimane dalla partenza e non è stato facile organizzarlo perchè ho dovuto trovare strutture che ospitassero sedici persone a cavallo di ferragosto e solo per tre o quattro notti. Un'impresa a volte estenuante.

Alla fine però sono riuscito nel mio intento e il viaggio si è compiuto senza troppi problemi.

Unica particolarità del viaggio: non ho portato con me la reflex. Solitamente è la prima cosa che preparo prima di partire, ma portarmela dietro per poi lasciarla chiusa nello zaino in spiaggia sarebbe stato tempo sprecato e un peso inutile. C'é poco da fare, i paesaggi di mare non mi ispirano. Per questo mi sono portato la piccola S95 che alla fine è stata usata solo ad Atene per quattro scatti in croce all'Acropoli e al Partenone.


La città di Socrate

L'estate, che non era partita molto bene dal punto di vista climatico, è molto calda, non ho fatto il mio classico viaggio a fine Aprile e sento il bisogno di staccare dal tran tran quotidiano. È dal 2012 che non mi faccio una vacanza al mare; a dire il vero al mare c'ero stato i primi dell'anno, su un bellissimo atollo nella barriera corallina beliziana: Caye Caulker. Ci sono stato solo quattro giorni, dopo un bellissimo ma stancante viaggio attraverso le meraviglie del Guatemala e dell'Honduras. Insomma, non proprio una vacanza-mare. Se devo essere sincero fino in fondo, la classica vacanza-mare non fa proprio per me, a stare sdraiato sotto il sole ad arrostire mi stufo velocemente. Poco male, questo viaggio mi è stato assegnato e lo porterò a termine assaporandone le parti migliori.

Dovendo essere a Linate alle sei del mattino ho optato per dormire in un Hotel vicino all'aeroporto. Come di consueto cerco un parcheggio economico che ospiti la mia vetusta carretta per la durata del viaggio ma con grande stupore mi accorgo che i parcheggi a Linate costano un occhio della testa, almeno il doppio rispetto a Malpensa. Alla fine, il parcheggio che costava meno, era quello dell'albergo che mi ospitava: Air Hotel di Linate.

È in Hotel che incontro il primo partecipante del gruppo: Annapaola.

Sfiga vuole che sono partito in condizioni di salute pessime, febbre alta e una tosse che non mi abbandonerà fino a fine viaggio. La notte all'Air Hotel è un incubo tra tosse, febbre e la vicina discoteca che ha chiuso i battenti solo dopo le quattro del mattino. Mi trascino nella hall che è ancora buio e una navetta porterà Annapaola e il sottoscritto al terminal delle partenze di Linate dove incontreremo gli altri viaggiatori che partono da Milano e dove ci verranno consegnati i biglietti.

Siamo in nove a partire dal capoluogo lombardo, faremo scalo a Fiuminicino dove incontreremo altri tre partecipanti e solo a destinazione incontreremo quattro ragazzi toscani che da ANM hanno acquistato solo il servizio a terra, mentre per il volo si sono arrangiati con Ryan Air.

Atterriamo ad Atene poco dopo le 13:00 ora locale (la Grecia è avanti di un'ora rispetto all'Italia), ritiriamo i bagagli che incredibilmente sono arrivati a destinazione (Fiumicino ad agosto è una garanzia per lo smarrimento dei bagagli) e prendiamo il Bus X96 che ci porterà al porto di Pireo dove ad attenderci c'è Filippis Stamatis dell'agenzia Filippis Tours che ci consegnerà i biglietti dei traghetti.

Il nostro viaggio itinerante ci porterà a visitare quattro isole: Mykonos, Paros, Naxos e Santorini.

Il caldo si fa subito sentire ed arriviamo in albergo (Hotel Anemoni) accaldati, incontriamo i quattro ragazzi toscani, presentazioni di rito, doccia e finalmente al completo prendiamo la metro dal capolinea di Pireo per raggiungere il centro di Atene.

All'appello non manca nessuno: Margherita, Valentina, Maria Chiara, Chiara, Annapaola, Ska, Emanuela, Enrico, Stefano, Leo, Massimo, Claudio, Nicola, Stefano Fusi, Valerio (precisissimo ed affidabilissimo cassiere) ed il sottoscritto.

Scendiamo alla fermata di Thissio, quella prima della centralissima Monastiraki. Da Thissio percorriamo la strada che circonda il parco dell'Acropoli, non è tardissimo e per questo decidiamo di entrare e visitare subito le famose rovine. Risaliamo la bassa collinetta e in pochi minuti siamo di fronte al Partenone che domina la capitale ellenica. La facciata principale del Partenone è un cantiere con tutte le impalcature del caso ed è veramente brutto da vedere. Spostandosi di lato però lo si può vedere in tutta la sua magnificenza. Dalla collina si scorge l'anfiteatro sottostante e il moderno museo dell'Acropoli progettato da Bernard Tschumi.

Scendiamo poco prima del tramonto che ci godremo seduti sulla collinetta ad ovest dell'Acropoli, sempre all'interno del parco. Incontriamo un altro gruppo di ANM, un Isole Cicladi Breve di cui fa parte Chiara, che avevo conosciuto nel viaggio in Giordania.

Ceniamo in un ristorantino vicino a Monastiraki, niente di eccezionale, sarà il leitmotiv dei ristoranti per tutta la vacanza. Prendiamo l'ultima corsa della metro che ci riporta al Pireo, passiamo alla vicina bakery per prenderci la colazione per l'indomani ed andiamo a dormire, il traghetto per Mykonos parte alle sette del mattino e, come consigliatoci, dobbiamo essere all'imbarco circa 45 minuti prima.


La battaglia di Zeus e i Titani

Sarà a causa della mitologica battaglia che risuona in questi luoghi, però la mattina i traghetti non partono.

Il nostro è un catamarano veloce che dovebbe raggiungere la piccola isola in poco più di due ore. Il traghetto sarebbe dovuto partire da mezzora ma ancora non fa imbarcare, voci dicono che non parte nulla a causa del troppo vento. Ci sembra uno scherzo visto che a Pireo non si muove una foglia. Come non parte il nostro catamarano per Mykonos, non parte nemmeno il traghetto per Santorini, pure alcune navi da crociera sono ferme in porto con la gente che aspetta sui ponti. Chiedo informazioni ad un membro dell'equipaggio ed effettivamente, appena fuori dal porto di Pireo, i venti soffiano forte e il mare è in burrasca. Dopo più di un'ora viene confermata la notizia che non si parte. Sconsolati ci dirigiamo all'agenzia che aveva emesso i biglietti dei traghetti per chiedere come avremmo potuto raggiungere Mykonos in giornata. Come noi fanno altri tre gruppi di ANM e molti altri viaggiatori. In agenzia regna il caos più totale, sembra però che nel pomeriggio si potrà salpare, tutti, tranne noi, per Mykonos non parte più nulla. A dire la verità, un traghetto per Mykonos c'è, sarebbe dovuto partire poco dopo il nostro, non è un catamarano, è bello grande, forse....

Dopo una lunga discussione col referente dell'agenzia che avrebbe voluto farci partire il pomeriggio dal porto di Rafina che sta dall'altra parte della penisola, a 60km da Pireo, riusciamo ad imbarcarci sul traghetto a Pireo che nel frattempo stava iniziando ad imbarcare. Facciamo i biglietti a bordo e l'attraversata sarà bella movimentata e lunga (quattro ore). Il rimborso del traghetto veloce ci sarà fatto al ritorno.

Riusciamo a sbarcare a Mykonos nel pomeriggio, Marietta, della Pension Anais ci preleva col pullmino e ci porta agli appartamenti. In fase di prenotazione mi aveva detto che il posto era per 12 persone e non per 16 però in modo magistrale riesce ad infilare i letti supplementari negli appartamentini e ci stiamo tutti. Ci aveva detto che saremo stati stretti, aveva ragione, ma sinceramente pensavo peggio ed ho alloggiato in posti ben peggiori, più sporchi e più angusti.

Quello che resta del pomeriggio lo passiamo alla spiaggia Paradise, famosa per essere casa di Sasà: l'italiano che gestisce il locale più trasgressivo dell'intera isola, ovvero il Tropicana.

In piedi sui tavolini, Sasà, microfono in mano, impartisce lezioni di vita, inneggiando alla libertà e ad altre cose che non sto a raccontare. Vestito solo di un perizoma con la parte davanti a forma di elefantino, con tanto di proboscide.

La gente però lo idolatra, si fanno insultare nei peggio modi, sia i ragazzi, ma soprattutto le ragazze.

La cosa mi diverte per dieci minuti scarsi e poi non vedo l'ora di scappare da quel postaccio dove un Mojito fatto male costa 12€ e andare a mangiare in un buon ristorante.

Sono vecchio.

Il vento che non ci ha fatti partire la mattina, sferza l'isoletta con tutta la sua forza, troviamo riparo nei vicoletti del paese di Mykonos che si rivela insapettatamente affascinante, peccato che sia imbottito di gente e che si faccia fatica a fare dieci metri in dieci minuti tale è la calca di gente che va e che viene. Anche se in una relazione avevo letto di non andare al ristorante da Nikos, in molti ce lo segnalano come valido. Quanto scritto sulla relazione era vero. Abbiamo mangiato molto male, i calamari erano surgelati e cotti malissimo, sembravano di plastica. Stessa cosa vale per i gamberi e per le altre pietanze. La location è carina, solo quella. Il vino è imbevibile e ci si potrebbe sverniciare l'auto. Il conto è pure salato, ma meno del risotto ai frutti di mare. Alcuni vogliono fare serata, io no, ne ho le palle piene di quel casino e sono stanco. Ci dividiamo e mi perdo sulla via del ritorno, facciamo un giro un pelo più lungo ma poi arriviamo a destinazione. Le mie condizioni di salute migliorano pian piano, ma anche questa notte, come le due precedenti, mi sveglio con una tosse tremenda.

Il mattino ci rechiamo prima in paese a fare colazione e poi, con l'autobus, raggiungiamo la bella spiaggetta di Psarrou. Peccato che il vento sia ancora molto forte e la sabbia ci frusta la schiena. Nemmeno in mare troviamo sollievo, le forti mareggiate hanno portato delle correnti molto fredde e non riusciamo a stare in acqua più di dieci minuti. Nel primo pomeriggio ci raggiunge la seconda parte del gruppo, in scooter. Stiamo ancora un pò in questa bella spiaggia ma il vento è davvero fastidioso.

Su suggerimento di una ragazza del gruppo ci rechiamo a Paraga Beach, sul promontorio che la domina si fa l'aperitivo più bello dell'isola, il posto si chiama Skorpyos e a differenza della chiassosa Paradise Beach, qui è tutto diverso: gente tranquilla, musica decente e a basso volume ma soprattutto un tramonto bellissimo. Due bottiglie di vino (di merda) e una coca per un totale di 96€, per cui, se ci volete andare, occhio ai prezzi. Tutto a Mykonos costa carissimo, hanno raggiunto, e a volte superato, i prezzi di Formentera; durante la settimana di ferragosto poi è un bagno di sangue. Ho visto dei lettini con ombrellone ad 80€ al giorno sulla spiaggia di Platys Gialos, vicino a Paraga. Mi rendo conto che il prezzo del lusso è il prezzo più giusto che ci sia, mi spiego; se c'è gente diposta a spendere quelle cifre per un lettino, lontano dalla spiaggia ma vicino alla console del D.J. con la musica a stecca tutto il giorno, beh, se fossi il padrone del bagno, i lettini, li farei ad 800€ al giorno, diventerebbe ancora più esclusivo e la gente farebbe a gara per accaparrarseli. Non è proprio il tipo di vacanza che fa per me, sono troppo vecchio per queste stronzate [Cit.].

Sono già da due giorni alle cicladi e non ho ancora mangiato il junkfood per eccellenza: il/la Pita Gyros. La Pita è il pane tipico greco, tondo, sembra una piccola piada o una grande tigella. Il Gyros altro non è che un Kebab, può essere di maiale, di manzo, di agnello e di pollo. La pita viene avvolta a mo' di cono e al suo interno vengono messi: carne, cipolla, pomodori, salsa tzatziki e patatine fritte. Avevo deciso che quella sera avrei mangiato Pita Gyros. Così è stato. Metà del gruppo è andata al ristorante, l'altra metà mi ha seguito in quello che io chiamo "andiamo a mangiare merda". Su tripadvisor la "merda" migliore sembrava essere quella del ristorante Souvlaki Story. Dal momento in cui ci siamo seduti a quando ho serrato le mie fameliche fauci sul Pita sono passati meno di dieci minuti. Semplicemente divino, il miglior Pita Gyros che abbia mai mangiato. Ricordavo i Pita mangiati a Santorini una decina d'anni prima, ma questo li superava abbondantemente. Così sarà fino a fine vacanza. Il miglior pita, secondo il mio parere, lo trovate da Souvlaki Story. Oltre al Pita, ci sono piatti di carne e vegetariani davvero buoni, le porzioni sono pure enormi, tanto che spesso, un piatto, veniva diviso tra due persone. Soddisfatta la mia voglia di unto me ne sono andato a dormire.

Il mattino seguente il vento aveva deciso di calmarsi anche se avrebbe comunque continuato a soffiare. Anche questa mattina ci si divide ed io vado a visitare il sito archeologico dell'isola di Delos.

Prendiamo la nave che parte dal porto vecchio di Mykonos alle dieci del mattino. Dopo circa mezzora di navigazione attracchiamo al piccolo porto. Non ci aspettavamo di dover pagare anche 12€ d'ingresso al sito, nessuno ci aveva avvisato. Deve essere una cosa piuttosto recente. Sia Marietta dell'Hotel che un'agenzia a Mykonos ci avevano detto che bisognava pagare solo 20€ del traghetto. Poco male. L'isola, oggi, è praticamente disabitata; gli unici abitati sono il guardiano e una folta colonia di gatti.

L'isola era già abitata fin dal 3000 a.C. e i suoi coloni furono soppiantati (circa nel 1000 a.C.) dai micenei che probabilmente vi portarono il culto di Apollo e di Artemide. Durante il periodo in cui era sotto l'influsso di Atene, nel santuario di Apollo, veniva custodita l'enorme somma dei contributi delle città greche. Solo in un periodo successivo, sotto l'egemonia ateniese, il tesoro fu trasferito nell'Acropoli di Atene. Delos, secono la mitologia, fu l'isola dove vennero partoriti Apollo e Artemide, divenne quindi sacra. A causa di questo, Atene, ne decise una purificazione spirituale. Tutte le tombe furono scoperchiate e i resti vennero trasferiti sulla vicina isola di Renea e seppelliti in una fossa comune. Si decise che nessuno avrebbe potuto più nascere o morire nell'isola sacra per cui le donne partorienti e i malati gravi dovevano trasferirsi sull'isola di Renea. Di li a poco tutti gli abitanti di Delos vennero esiliati, contemporanamente venne costruito un nuovo e più maestoso tempio di Apollo. Delos decadde dopo il saccheggio da parte di Mitriade VI (86 a.C.), re del Ponto. Tutti i suoi abitanti vennero uccisi. Solo successivamente, in periodo romano, Delos conobbe un nuovo periodo di rinascita ed espansione edilizia.

L'isola può definirsi un'immensa area archeologica e tra i monumenti spiccano il Santuario di Apollo, il Tempio degli Ateniesi, la Via Sacra, la Casa dei Nassi, il tempo di Artemide, l'altare di Zeus, la Via dei Leoni e molto altro ancora. Sull'isola c'é anche un piccolo museo, ma molti dei reperti più belli sono stati portati al nuovo museo dell'Acropoli ad Atene. Finiamo la visita (di circa un paio d'ore) con la salita sul monte Kynthos (Cinto) dal quale si vedono le vicine Mykonos e Renea.

Torniamo il primo pomeriggio a Mykonos, soddisfatti della visita, e stavolta andiamo a Platis Gialos e ci spaparanziamo nella spiaggetta libera poco più a sud. Non c'é quasi più vento ma il mare è ancora molto freddo.

Facciamo aperitivo ancora a Paraga Beach, ma non allo Skorpyos, ci fermiamo ad uno dei lidi della spiaggia. Il mare è molto bello ma i costi sono proibitivi. Una birra in bottiglia 10€, un mojito (orrendo) 15€.

Non facciamo troppo tardi, stasera ceniamo tutti insieme al Souvlaki Story, la voglia di unto è generale. Poi dobbiamo svegliarci presto perchè il traghetto per Paros parte alle 9:45 e alle 9:00 dobbiamo essere in porto.

Il mattino successivo Marietta ci accompagna al porto. Per quel che mi riguarda, lascio Mykonos senza troppo dispiacere, bel mare, bello il paese ma per me, potrebbero morire di fame. I costi non sono minimamente giustificati, il mare del Salento o della Sicilia con il Parco Naturale dello Zingaro insieme a Favignana e Marettimo è di gran lunga più bello, senza scomodare la Sardegna con l'arcipelago della Maddalena o la Costiera Amalfitana. Addio Mykonos, a mai più rivederci.


Rottami a due ruote

Ci vuole circa un'ora e mezza di navigazione per raggiungere Paros, una delle isole più grandi dell'arcipelago delle Cicladi.

Non abbiamo bisogno del transfer in quanto il nostro albergo è a cento metri dal porto. L'Hotel Kontes, è appena stato ristrutturato e sarà il più bello dell'intera vacanza.

Alcuni ne approfittano per riposarsi in camera, altri vanno nella vicina spiaggia di Livadia. Io vado alla ricerca di un Moto Rent. Sembra che a Paros il noleggio scooter costi carissimo rispetto alle altre isole e così è. A Mykonos, uno scooter 125cc nuovo costava 25€ al giorno. A Paros, uno analogo viene sui 60€ al giorno. Ci dobbiamo accontentare di noleggiare dei cinquantini, peccato che in tutta Parikia (la città principale di Paros) non ci sia un noleggio scooter che ti dia dei cinquantini nuovi. Quelli che noleggiamo sono dei vecchissimi Zip o Thyphoon. Sono tenuti insieme dal fil di ferro. Non solo, ci costeranno 30€ al giorno. Chi ce li noleggia si raccomanda di chiamare il numero telefonico scritto in grande sul contratto. Su 8 scooter noleggiati, 5 ci lasceranno a piedi e due di quelli sostituiti ci lasceranno a piedi a loro volta. Ogni volta che uno scooter muore, chiamiamo il numero segnalatoci e in poche ore arriva il meccanico a bordo di un altro scooter con qualche attrezzo; ci lascia il suo scooter, ripara quello fermo e se ne va. Scooter senza fari, senza pedalina di avviamento, selle rotte, caschi senza laccio di sicurezza. Non una di quelle merde passerebbe la revisione in Italia. Purtroppo, l'alternativa è andare in bus o spendere più del doppio per uno scooter decente.

Prenotati gli scooter per i successivi due giorni torno in albergo, riposo un pochetto pure io e prima di cena prendiamo l'autobus che in una mezzoretta ci porterà a Naoussa.

La piccola città col suo porticciolo è un gioiellino. Ogni vicolo imboccato è uno scorcio perfetto per una foto da cartolina. La si gira tutta in meno di un'ora. L'aperitivo a Naoussa è stato sicuramente in stile "Avventure Nel Mondo". Prendiamo patatine e birre al piccolo supermercato, ci piazziamo sulla parte deserta del porticciolo e brindiamo quando il sole scompare dietro l'orizzonte e i vicini ristoranti accendono le candele sui tavoli. Metà del gruppo al ristorante e metà mangia street food. Un pita gyross è sempre un buon modo per riempirsi la panza.

Torniamo al nostro bel Hotel nemmeno troppo tardi e ci godiamo un po' di relax sulla terrazza con un paio di birre.

L'indomani mattina ci rechiamo al vino rent a ritirare gli scooter. Degli otto scooter noleggiati, quello di Leo, accenna a malfunzionamenti dopo meno di venti chilometri. Il mio zip sembra andare più degli altri, peccato che abbia la sella sfondata, le maniglie e le pedaline per il passeggero rotte e pure la pedalina per l'accensione, cosa che se non dovesse funzionare il tasto del motorino di avviamento sarei a piedi. Metà del gruppo si dirige a nord, verso la spiaggia di Santa Maria, che ci dicono essere la più bella. Parte del gruppo invece preferisce dirigersi a sud, percorrendo l'isola in senso antiorario per andare a prendere il sole nella lunghissima Golden Beach. Arrivati a Santa Maria, mi fido delle relazioni degli anni precedenti e non mi fermo subito nel grande parcheggio. Proseguo verso nord, seguito dalla piccola truppa di scooter. Meno di due chilometri dopo, la strada da asfaltata diventa sterrata e sabbiosa. Parcheggiamo gli scooter e ci addentriamo nella piccola pineta che precede la spiaggia. Il posto è molto bello, due calette separate da un piccolo lembo di terra su cui si trova un Dive Center. La piccola spiaggetta ad est è completamente attrezzata e riservata ai clienti dell'hotel vicino. Quella ad ovest è completamente libera. Non avendo gli ombrelloni ci alterniamo al bar per ripararci dal caldissimo sole di fine agosto. Nonostante il sole sia cocente, il mare è decisamente freddino. Un paio di gradi in più non ci avrebbero fatto schifo. Visto che lo scooter di Leo è arrivato a destinazione spegnendosi ogni due chilometri decidiamo di chiamare il meccanico per farcelo sostituire. Dopo circa un'ora veniamo richiamati, il giovane è arrivato armato di attrezzi e tanta buona volontà. Scambiamo lo scooter di Leo col suo, lo ripara e se ne va. I ragazzi che sono stati alla Golden Beach ci raggiungono nel tardo pomeriggio. La sera si avvicina e nella spiaggia principale di Santa Maria ci sarà una festa. Ci dirigiamo lì, ma ecco l'imprevisto: il mio scooter non parte più. Solo a spinta e con grande fatica. Arriviamo al grande parcheggio della spiaggia e chiamo nuovamente il meccanico che arriverà in meno di un'ora. Quando arriva e mi vede, ride e mi dice: "Really? You? Again?". Avrei voluto rispondergli con una bestemmia ma è stato gentile e visto che ormai si era fatto buio e avrei dovuto farmi più di 30km di notte ho preferito soprassedere e prendere il suo Typhoon. Siamo comunque in anticipo per la festa e decidiamo quindi di andare a mangiare nell'unico posto che abbiamo intravisto: la Taverna To Dixty. Col senno di poi sarà il posto dove mangeremo il miglior cibo greco della vacanza. Dopo cena torniamo alla spiaggia, la festa è iniziata e incontriamo un altro gruppo di ANM coordinato da un simpaticissimo pugliese. Come sempre, visto che sto diventando vecchio, non mi va di far tardi e con la parte meno "mondana" del gruppo torniamo in albergo. Saranno 35 minuti di tragitto al buio, si perchè il mio scooter al posto del faro anteriore ha un lumino che farebbe fatica ad illuminare un libro comodamente sdraiati a letto. Se a me manca il faro anteriore, a Valerio manca quello posteriore. Unendo le forze siamo riusciti a creare una mini carovana scarsamente illuminata. Arrivati illesi a destinazione, ci chiama Leo, il suo scooter, appena sostituito, lo lascia a piedi a 5km dall'albergo, in piena statale. Fortuna che almeno il cellulare aveva copertura ed è riuscito a chiamarci; con due scooter siamo tornati a prendere lui e Maria Chiara. Sono stanco e cotto dal sole, non vedo l'ora di farmi una doccia e morire a letto, così farò. La meta del mattino dopo è la Golden Beach, mentre altri andranno sulla piccola Antiparos. L'idea nostra è quella di raggiungerli nel primo pomeriggio. Tra una cosa e l'altra partiamo da Parikia tardissimo e arriviamo alla Golden Beach che è quasi mezzogiorno; inutile dire che non troviamo un ombrellone nemmeno a pregare per cui ci accontentiamo di economici lettini vicino ad un piccolo bar/ristorante. La storia si ripete, ci alterniamo per proteggerci dal sole e badare ai nostri zaini. La telefonata di Valerio spegne tutti i nostri buoni propositi per andare ad Antiparos. Sembra che sia difficile raggiungere le spiagge, sembrano essere private. Da quello che avevo letto, però, su alcune spiagge si poteva arrivare, ma evidentemente non erano segnalate per cui invece di raggiungerli, loro hanno raggiunto noi alla Golden Beach. Non ceneremo lontani perchè vogliamo farlo con Massimo, che in questi giorni è stato molto male, un principio di polmonite che lo ha tenuto in camera per quasi tre giorni. Torniamo quindi in albergo prima di cena e ci godiamo il bellissimo tramonto sulla strada del ritorno. È bello vedere le silhouette degli altri scooter stagliarsi all'orizzonte. Ceneremo al ristorante Noufaro lungo il porticciolo di Paros su consiglio del ragazzo che sta alla reception del nostro albergo. Sarà stato un suo amico, per forza, si è mangiato malissimo, da evitare come la peste. Ci rifacciamo con una bevuta nel piccolo bar situato all'interno del mulino che si affaccia sul mare, al termine del porto, verso sud. Location favolosa, tranquilla, buona scelta di alcoolici. Però non hanno nè Rum nè Whisky che mi piacciono, mi accontento di un Jameson servito con un bicchiere di acqua ghiacciata.

Il traghetto per Naxos partirà in tarda mattinata, alle 11:45, per cui possiamo dormire alla grande.


La porta di Apollo

Naxos è la più grande delle Cicladi, è situata ad est rispetto alla vicina Paros e per raggiungerla ci vuole circa un'ora di traghetto. La prima cosa che notiamo, una volta arrivati in porto, è la gigantesca Porta di Apollo, detta Portara, situata sul promontorio a nord.

Ad aspettarci al porto c'é il sig. Dimitris, con la sua Ape Piaggio degli anni '80. Carichiamo i bagagli sul piccolo cassone dell'italico triciclo e visto che ci siamo, carichiamo Ska al posto del passeggero.

L'Hotel Sphinx non è molto lontano, saranno quattrocento metri dall'attracco del traghetto. Da fuori sembra carino ma le camere sono molto vecchie e sono sprovviste di aria condizionata. È l'unico albergo che ci fornisce la colazione inclusa. Sarebbe quasi inutile visto che le bakery, che non mancano mai, sono molto economiche, si mangia bene e sono aperte 24/7. Dopo aver preso le stanze ci riposiamo un pochino. C'è chi va per negozi, chi dorme in stanza, chi va nella vicina spiaggia di St. George. Non noleggiamo gli scooter. I programmi per i giorni successivi prevedono diverse attività a scelta. Il primo giorno: spiaggia e mare, oppure visita ai bellissimi paesi nell'entroterra tramite bus, oppure trekking sul monte Zeus che coi suoi 1004mt s.l.m. è la vetta più alta delle Cicladi. Per il secondo giorno è prevista una gita in barca di tutto il giorno verso le Piccole Cicladi che si trovano poco a sud di Naxos.

Tra una cosa e l'altra si sta facendo tardi e vogliamo goderci il tramonto dalla Porta di Apollo. In meno di dieci minuti a piedi siamo sul piccolo promontorio dove si trova la Portara. Si tratta fondamentalmente di un frammento incompiuto del tempio di Apollo. La porta è alta quasi sei metri e larga più di tre; è costituita da due stipiti e da un architrave di marmo proveniente dalle cave di Flerio, nella stessa isola. La porta è affacciata ad ovest e da essa si può vedere il sole tramontare. Mentre il sole compie il suo percorso il promontorio si affolla di gente, un pubblico particolarmente educato e silenzioso che ho moto apprezzato. Posso affermare senza ombra di dubbio che, a me, è piaciuto molto di più questo tramonto rispetto a quello famoso di Oia a Santorini. La sera c'è un evento particolare sull'isola, la prima di campionato di serie A, si parte subito con Juventus-Fiorentina. La maggiorparte dei maschietti del gruppo si assenta per l'evento. Ce la guardiamo nel baretto vicino al nostro albergo, dopo che avevo prenotato i posti. Partita, birra, hamburger, patatine, insulto libero visto che ero l'unico gobbo circondato da tifosi viola, da un interista, un milanista e dei napoletani. La goduria è stata tanta quando vedi segnare Higuain alla prima di campionato con relativo rosicamento da parte dei napoletani che lo insultavano: "Chitemmuort!!! Lota!!!". Dopo la partita, finita con la Juve vittoriosa due a uno sui nemici fiorentini, raggiungiamo il gruppo che è a cena al Ginger, il ristorante vicino al nostro albergo; lì festeggiamo il compleanno di Valentina, la nostra fisioterapista dalle manine d'oro. Il giorno dopo ci dividiamo in tre gruppi: uno parte per il trekk sul monte Zeus, uno va alla scoperta dei paesini nell'entroterra, e uno va alla bella spiaggia di Mikri Vigla. I paesini si possono visitare utilizzando degli appositi Bus che partono da Naxos e passano per Glinado, Ag. Arsenios, Vivlos, Halki, Filoti, Aphirantos e alcuni altri, fermandosi di volta in volta lasciando tempo ai passeggeri di visitare le bellezze di questi bellissimi villaggi. Io ho optato per andare alla spiaggia di Mikri Vigla che raggiungiamo in Bus, famosa per essere divisa in due da un promontorio che la spezza nelle parti nord e sud. La cosa bella è che vegono equamente divise tra amanti del Kite-Surf/Windsurf e bagnanti a seconda della direzione del vento. Il promontorio è formato da granito levigato dal vento e dalle intemperie, il paesaggio somiglia molto a quello della Gallura in Sardegna, anche se il mare italiano è di gran lunga migliore. Il vento tira da nord, per cui nella spiaggia a nord si trovano tutti i kite-surfisti e la piccola baia è tutta una festa di vele che si muovono in un turbinío di colori. Noi, riparati dal promontorio, ci piazziamo nella spiaggia a sud. Fortuna vuole, che come la Sardegna, anche questa spiaggia è preceduta da una piccola pineta che offre ombra. Ci piazziamo sotto i pini marittimi e crolliamo esausti, nemmeno avessimo attraversato a piedi il deserto della Death Valley. Ci risvegliamo solo per mangiare qualcosa e per fare il bagno in un'acqua che pian piano sembra si stia scaldando, anche se è ancora molto fredda. Ho optato per la spiaggia perchè, paradossalmente, una vacanza così non la facevo da diversi anni. La mia idea di vacanza è ampiamente documentata nelle pagine di questo sito.

Torniamo in albergo prima del tramonto, belli rilassati, fin troppo. Ceniamo da Assom, lungo il porto, nulla di che, era meglio un Pita Gyros.

Per il giorno dopo abbiamo prenotato una gita in barca alle piccle cicladi. Avevamo due alternative. Spendere 45€ a testa ed imbarcarci in un barcone turistico insieme ad un altro centinaio di persone e seguire l'itinerario previsto dall'agenzia, oppure spenderne 50 e noleggiare una barca a vela con equipaggio a disposizione solo nostra che ci porta dove noi vogliamo. Senza pensarci due volte scegliamo la barca a vela tutta per noi, per una volta vogliamo sentirci i Bill Gates della situazione. Salpiamo per le dieci del mattino su una bellissima imbarcazione. Quelli della Action Seaze ci hanno regalato la più bella giornata dell'intera vacanza. L'equipaggio era composto da due ragazzi giovani e simpaticissimi: lo skipper e il suo secondo. La giornata è perfetta per un'escursione in barca, ma meno per veleggiare. Il mare è una tavola blu (cit.) e in cielo non si vede una nuvola. Avanziamo verso la nostra prima meta utilizzando il motore e gettiamo l'ancora nella piccola baia di Rina, a sud dell'isola, ci tuffiamo in un mare splendido, pieno di pesci e finalmente l'acqua è calda. Ci addentriamo dentro la piccola grotta e sentiamo una corrente di acqua dolce scorrere e mescolarsi con l'acqua salata del mare. Nuotiamo fino a riva, la piccola spiaggia di ciottoli è raggiungibile solo via mare, che paradiso. Usiamo la prua della barca come trampolino per qualche tuffo e ripartiamo poco dopo. Compreso nel prezzo ci sono bevande, snack e pure il pranzo. Le prossime mete saranno, Koufonisia e Schinoussa; attraccheremo sempre a pochi metri dalla riva nel mare più bello che abbia visto alle Cicladi. Anche il pranzo, compreso pasti per vegani e vegetariani, è buonissimo, forse il migliore di tutta la vacanza. Il frigo della cambusa è pieno di lattine di birra e altre bevande, non riusciremo a bere tutto, ce ne avanzerà molto. Durante i trasferimenti c'é chi prende il sole a prua, altri che ascoltano musica a poppa, chi si sdraia sulla piccola passerella a poppa. Tutto questo ai nostri tempi, noi decidevamo quando muoverci e dove andare, ovviamente su consiglio dei ragazzi dell'equipaggio. L'ultima tappa è sulla via del ritorno, che, vento permettendo, per una piccola tratta faremo veleggiando. Ci fermiamo al largo di Mikri Vigla, la gente ci guarda con invidia, la stessa invidia dei passeggeri del barcone che avremmo dovuto prendere in alternativa. Attracchiamo al porto di Naxos verso le 19:00. Ringraziamo l'equipaggio per la bellissima esperienza e torniamo in albergo contentissimi di quella che sarà, per molti, me compreso, la giornata più bella di tutta la vacanza: lontano dal casino, dal turismo di massa. Voglio che anche la sera sia perfetta e mi fermo a mangiare street food, mi mangio un Pita Gyros, mi bevo una coca ghiacciata e per finire in bellezza mi compro dei Cigarillos Cohiba Club (non ho trovato i sigari) e me ne fumo un paio la sera prima di andare a dormire, davanti ad un rum scadente, ma va bene così, la giornata è stata perfetta. Naxos, essendo l'isola più grande, è anche quella che può offrire di più, sicuramente l'isola che ho preferito tra quelle visitate, escluse ovviamente le Piccole Cicladi. Sapere che l'indomani possiamo imbarcarci verso l'ora di pranzo mi fa godere ancora di più.

Dal porto di Naxos ci vorranno due ore per raggiungere l'ultima delle quattro isole dell'itinerario.


Il vulcano di Santa Irene

Il nome dell'isola vulcanica di Santorini deriva da Santa Irene, martire del 304 a cui i Veneziani dedicarono la basilica di Perissa. In realtà, geograficamente, Santorini non esiste, esistono semmai Thira (pronuncia Fira), Thirasia, Nea Kameni, Palea Kameni e Aspronisi. Queste isolette formano un arcipelago, quella che in età minoica era un'isola a forma di C specchiata con al centro il primitivo cratere. Thira, l'isola più ad est, è la più grande delle isole del piccolo arcipelago e su di essa sorgono le città di Thira, Oia, Perissa e Kamari. In realtà ci sono molti altri piccoli centri, ma queste quattro sono le cittadine più grandi. Thirasia, posta a nord-ovest, è una piccola isola abitata per lo più da pescatori. Nea Kameni e Palea Kameni, posti al centro dell'arcipelago sono rispettivamente il nuovo e il vecchio cratere. Aspronisi, posto ad ovest è solo un enorme scoglio che in età minoca era collegato a Thirasia che a sua volta era collegata a Thira. Quello che abbiamo oggi è il risultato di una gigantesca eruzione che ha creato le divisioni tra Thira, Thirasia, Aspronisi e ha quasi cancellato Palea Kameni creando Nea Kameni.

Il traghetto attracca al porto di Thira e un pullmino ci porta a Perissa, al Princess Santorini Villa, il piccolo albergo che ci ospiterà per quattro notti. Decidiamo che la gita in barca la faremo il terzo giorno, quindi per i primi due noleggiamo gli scooter. Andiamo al rent vicino all'albergo per prenotali. Qui, a differenza di Paros, sono tutti nuovissimi, a me capita un Piaggio Liberty con solo 10.000 chilometri e dotato di ABS. Essendo tutti scooter 125cc è necessaria la patente A. In Italia, è sufficiente avere la patente B per poter guitare motocicli 125cc fino a 11kW, in Grecia, come nel resto d'Europa è necessario avere la patente A anche per i motocicli 125cc. Per questo noleggeremo anche due Quad in quanto non tutti hanno la patente A. Dopo aver prenotato gli scooter finiamo quel che resta del pomeriggio alla black beach, una spiaggia di sabbia nera di origine vulcanica. Nonostante le ore più calde del giorno siano passate già da tempo, la spiaggia continua ad emanare il calore assorbito in precedenza. Ero stato a Santorini con amici nell'agosto del 2005 e ricordavo bene questa cosa.

Ceniamo al vicino ristorante Apollon che si trova sul lungomare. I piatti sono abbondanti e di buona qualità, i piatti sono talmente abbondanti che consiglio di prenderne uno in due, sia di pesce che di carne. Finiamo la serata nel piccolo cortiletto interno dell'albergo dove alloggia un altro gruppo di ANM.

Il mattino seguente facciamo colazione nella vicina bakery, ritiriamo gli scooter e ci rechiamo alla Red Beach. Non ci rimarremo a lungo perchè il caldo è quasi insopportabile e poi vogliamo andare ad Oia per vedere il tramonto. Torniamo quindi in albergo abbastanza presto per farci una doccia, riprendiamo gli scooter in direzione Oia (si pronuncia Ia). La strada è abbastanza lunga e in scooter ci mettiamo quasi un'ora. Arriviamo al parcheggio del caratteristico paese arroccato sulla caldera per le 18:00 e ci rechiamo direttamente ad un minimarket a comprare birre e patatine. Siamo molto in anticipo ma i posti migliori per godersi lo spettacolo sono già presi, tranne un cornicione che è ancora libero. Mi ci fiondo e poco dopo arrivano gli altri. Poco a poco il piccolo paese si riempie quasi a diventare un teatro a cielo aperto: sul palco il mare e il sole che tramonta, in tribuna e in platea Oia con tutto il pubblico. Questa volta però non va tutto come dovrebbe, c'è molta foschia e il sole sparisce prima di toccare l'orizzonte. C'è chi applaude, chi fischia, chi bestemmia. Speriamo di rifarci tra due giorni quando saremo ancora qui per vedere "uno dei tramonti più belli del mondo". Ci spostiamo da Oia per la cena e andiamo a mangiare streetfood a Thira, la città capoluogo dell'isola, anch'essa arroccata sulla caldera. Il piccolo streetfood di Mc Daniel's ha una grandissima scelta di cose unte e il suo Pita Gyros è particolarmente buono. Dopo aver cenato ci facciamo un breve giretto per Thira e poi, parte del gruppo, me compreso, torna in albergo.

Una delle cose che ricordo di quando venni a Santorini nel 2005 era una spiaggetta, all'interno della caldera, vicino ad Akrotiri. La mattina dopo, di buon'ora, sono partito alla ricerca della spiaggia, trovandola. Molto è cambiato in 11 anni. La lunga strada deserta ora passa attraverso resort di ogni tipo. Sulla spiaggia, che allora era deserta, ora c'é un dive center e un piccolo ristorante, ma per fortuna una cosa è rimasta invariata: la tranquillità. La spiaggia ora ha un nome e si chiama Caldera Beach. Prima di me si sono svegliati Valerio, Enrico e Margherita e sono andati fino a Thira per fare il trekk che unisce Oia con Thira. Io, insieme a Valentina, Annapaola e Stefano andiamo alla Caldera Beach. Ska, Margherita, Enrico e Valerio ci raggiungono un paio d'ore dopo. Tutti gli altri vanno alla Eros Beach che non conoscevo ma dalle foto che ho visto e dalla descrizione che mi hanno fatto deve essere davvero molto bella. Il bello di Caldera Beach è la tranquillità, la possibilità di mettersi all'ombra, un grande scoglio sommerso vicino a riva prima dell'abisso della caldera popolato da tantissimi pesci e polpi; alla fine della spiaggia ci sono degli scogli per tuffarsi. Tutto questo è rimasto invariato per fortuna.

La sera ceniamo ancora a Thira ma andiamo al ristorante Chef's Garden dove mangiamo abbastanza bene ma soprattutto veniamo trattati benissimo. Dopo cena andiamo a bere qualcosa in un pub di Thira con musica a manetta e pieno di gente.

Siamo quasi a fine vacanza ma ci manca una gita che giá feci nel 2005, un classico di Santorini: la gita in barca nella caldera. Al mattino, come prima cosa, riconsegnamo gli scooter. Al costo di 25€ a testa ci vengono a prendere col pullmino e ci trasferiamo al porto di Thira dove parte l'imbarcazione che ci porterà alle Hot Springs, sul Nea Kameni, a Thirasia e poi ad Oia. Ci accomodiamo sulla prua della barca e mentre salpiamo la nostra guida ci spiega appunto l'itinerario. Nicos, cosi si chiama la guida, parla almeno sette lingue fluentemente: greco, italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese e portoghese.

La prima meta è alle Hot Springs. Il vulcano è ancora attivo, in una piccola baia di Palea Kameni è possibile tuffarsi e nuotare nelle acque calde e ferrose. Avevo avvisato i ragazzi di portarsi dietro un costume da buttare in quanto le acque ferrose macchiano irrimediabilmente i tessuti e l'odore di ruggine rimane anche a distanza di anni. Il bagno è veloce e ci aspetta un piccolo trekk che ci porta sulla cima di Nea Kameni. Le condizioni meteo ci vengono in soccorso e il sole viene nascosto da alcune nuvole di passaggio, c'è anche un filo di vento a rendere la salita meno tosta rispetto al 2005 dove il caldo era infernale. Nea Kameni è il nuovo cratere attivo dell'isola. In verità i crateri sono diversi e alcuni sono fumanti. Scavando solo pochi centimetri sotto la superficie possiamo trovare la terra bollente. Arrivati in vetta, Nicos, ci spiega cosa avvenne a Santorini in età minoica.

Santorini era quello che si definisce un porto naturale perfetto. Un immenso bacino circolare con un piccolo sbocco sul mare, al centro del bacino si trovava il vulcano. Il terreno che ricopre la camera magmatica sottomarina è ricco di silicio per cui la lava risulta essere poco fludia. La pressione nella camera magmatica aumentava anno dopo anno, come una gicantesca pentola a pressione. La pressione gonfiava il terreno a causa dell'assenza di sfoghi nella crosta terrestre. Ad un certo punto, la pressione si fece talmente elevata che il vulcano al centro del bacino eruttò in modo esplosivo e la calotta saltò via come un gigantesco tappo di sughero, tutta la pressione accumulata si esaurì e la camera magmatica collassò. Collassando creò una voragine con un raggio di 5 km. Tutta l'acqua del mare vi si riversò dentro esplodendo al contatto con la lava incandescende. L'esplosione lanciò in aria 98km cubi di materiale e alcune rocce di quella esplosione catastrofica vennero trovate anche in Groenlandia. L'esplosione spazzò via parte dell'isola separando Thira da Thirasia e Thirasia da Aspronisi. Si aprirono dei varchi lunghi 4 chilometri. Fu uno degli eventi catastrofici più grandi che l'uomo ricordi. L'esplosione fu udita dall'Africa alla Scandinavia, dal Golfo Persico a Gibilterra. Segni di un gigantesco tsunami si possono vedere sulle coste di Creta. Nel 1967, nella parte a sud dell'isola vennero rinvenuti i resti quasi intatti di una antica città coperta dalle ceneri del vulcano, come a Pompei. La città è Akrotiri e tra i resti sono stati trovati dei bagni che presentavano un complesso sistema idraulico con tanto di scarico fognario, i resti sono appunto di età minoica, ben prima della nascita dell'Impero Romano, intorno al 1627 a.C.

Santorini è la principale candidata del mito di Atlantide. Secondo la leggenda, Atlantide scomparve in età minoica a causa di un cataclisma. Atlantide aveva come simblo il Toro, la sua tecnologia era molto avanzata per l'epoca, i suoi abitanti erano contro la guerra e abbandonarono la città prima della distruzione. Atlantide poggiava le sue fondamenta su terra nera, bianca e rossa.

Uno dei simboli maggiormente ricorrenti nelle rovine di Akrotiri è il toro, non furono trovati nè resti umani nè di armi; i complessi sitemi idraulici sono indice di una avanzata teconologia e gli strati di roccia ben visibili delle parteti a picco sul mare sono bianchi, neri e rossi.

La nostra gita prosegue sull'isola di Thirasia. È una piccola isoletta abitata per lo più da pescatori. C'é qualche ristorante in riva al mare e un ristorante in cima con una vista mozzafiato. Faccio il bagno in una delle acque più belle di tutta la vacanza. Sarà il fatto della mancanza di sabbia ma l'acqua è limpidissima, calda (a causa del vulcano), ricca di pesci e ricci di mare. Ci fermiamo meno di due ore per poi ripartire alla volta di Oia dove sbarchiamo per l'ultima volta.

Saliamo in paese a cavallo dei somari, esperienza già fatta nel 2005 e che volevo ripetere.

Siamo più fortunati e stavolta vediamo il tramonto fino alla fine, che spettacolo.

Dopo il tramonto abbiamo poco tempo per raggiungere il parcheggio dei bus e quindi ci facciamo trasportare dalla fiumana di gente che abbandona il piccolo paese.

La gita di una giornata è stata stancante e ormai siamo anche a fine ferie per cui la stanchezza si fa sentire di più. A cena ci sparpagliamo tutti, alcuni mangiano alla bakery, altri tornano al ristorante mentre Valerio ed io ci mangiamo un Hamburger in un bar vicino all'albergo, andiamo in stanza, facciamo gli ultimi conti di cassa comune e ce ne andiamo a dormire molto presto. Il traghetto che ci porterà ad Atene parte alle 6:45 per cui, non avendo il posto assegnato, dobbiamo essere in porto per le 6:00.


Ci siamo quasi

Il traghetto parte puntuale e noi cerchiamo un posto per stenderci e continuare a dormire. L'attraversata durerà circa nove ore e faremo scalo a Ios, Naxos e Paros. Ad ogni scalo poca gente scende e molta ne sale; il traghetto si riempie e i posti numerati cominciano ad essere occupati dai loro proprietari. A Paros, inaspettatamente, sale tantissima gente e siamo costretti ad abbandonare i confortevoli sedili per trovare un posto a sedere in giro per il traghetto.

Finalmente arriviamo a Pireo e come prima cosa passiamo in agenzia a farci rimborsare il biglietto del primo traghetto che avevamo perso a causa del forte vento.

Alloggiamo ancora all'Hotel Anemoni. Una bella doccia lava via tutta la stanchezza del viaggio in traghetto, riesco anche a dormre un po'.

Verso sera prendiamo la metro che ci porta a Monastiraki e visto che l'Acropoli l'avevamo già visitata optiamo per un giretto "ad cazzum" per il centro fino a piazza Syntagma, dove ebbe luogo la manifestazione anti-austerity nel 2015. Capitiamo al palazzo del Parlamento giusto per il cambio della guardia che, a nostro avviso, risulta quasi imbarazzante nei confronti di quei poveri ragazzi vestiti con la divisa tradizionale che è a dir poco orrenda.

Ceniamo al ristorante Plaka, una schifezza immonda. Forse il peggio ristorante di tutta la vacanza. Si salvava, da quello che ho capito, solo l'agnello. Stufo di mangiare le solite cose mi sono incautamente avventurato nella scelta di una semplice pasta al pomodoro, illuso. Pure i gamberi grigliati sono arrivati per metà crudi e sapevano sinistramente di ammoniaca. Solito vino che serve più che altro a sverniciare l'auto e un servizio a dir poco fastidioso.

Ritorniamo molto presto in hotel, i quattro toscani che erano arrivati autonomamente hanno il volo molto presto e dovranno lasciare l'albergo di primo mattino. I saluti iniziano quindi questa sera.

Prima di salutarli però chiudiamo la cassa comune, Valerio si è dimostrato un cassiere eccellente.


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Il nostro volo decolla alle 12:40 (ora di Atene) per atterrare a Fiumicino alle 13:15 (ora di Roma).

Riprendiamo il bus X96 in direzione aeroporto e circa un'oretta dopo siamo alle partenze. Facciamo il check-in; per noi che dovremo prendere la coincidenza per Milano ci facciamo cambiare le carte d'imbarco. Ce le avevano fatte solo fino a Roma il che avrebbe voluto dire: riprendere i bagagli a Fiumicino e reimbarcarli facendo un altro security check. Con le nuove carte d'imbarco ce ne andiamo direttamente al gate. Il volo è puntuale ma arriva con 20 minuti di ritardo a Roma.

Qui salutiamo Maria Chiara, Chiara e Leo. Chiara è arrivata, mentre gli altri due dovranno guidare fino a Napoli.

La nostra coincidenza per Milano è di circa 5 ore, non ci passa più.

Quando finalmente imbarchiamo per Linate non mi sembra vero.

Incredibile! Anche a Linate ritroviamo i bagagli; con Fiumicino di mezzo, la probabilità che non arrivassero a destinazione era alta.

Dopo gli ultimi saluti di rito, mi dirigo all'uscita dell'aeroporto, mi attende la navetta che mi riporta in albergo dove avevo parcheggiato la macchina. Pago il parcheggio e in pochi minuti sono in autostrada. Mi lascio Milano alle spalle con un bel sole rosso che tramonta, ogni tanto lo ammiro dallo specchietto retrovisiore.

Arrivo ad Affi che è già buio ed entro nella A22.

Mi fermo solo per fare benzina, mangerò a casa anche se molto tardi.

Appena infilo le chiavi nella serratura sento Red (il mio gatto) che miagola, entro e mi segue fino in camera.

Butto tutto in terra e inizio a disfare gli zaini. Non posso rimandare a domani, perchè lavoro.

Mi faccio una doccia, mangio veloce e mi butto nel mio letto.

La pelle abbronzata contrasta con il candore delle lenzuola, Red si raggomitola in fondo al letto ed io mi addormento quasi subito. Sembra ieri che dovevo partire per il mio primo viaggio da coordinatore, le ansie per cercare gli alloggi, la prenotazione dei traghetti, il gruppo che cambia in continuazione, le telefonate di chi si sarebbe voluto iscrivere e quelle di chi si è iscritto poi in altri gruppi.

Tutto sommato, mi sembra sia andata bene e sono soddisfatto del lavoro fatto.

Mentre sto per essere rapito da Morfeo sto già pensando al prossimo viaggio, il sud-est asiatico potrebbe non essere una cattiva idea.

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