user_mobilelogo

Dal Blog

26 February 2018
Tecnologia
Stavolta ho voluto aspettare almeno un mese di utilizzo prima di fare la recensione del nuovo telefo...
18581 Hits
23 January 2018
Fotografia
Tecnologia
La nuova frontiera della fotografia e del videomaking, da qualche anno ormai, sono i droni.Solitamen...
2798 Hits
17 January 2018
Fotografia
Dopo 6 anni di utilizzo ho pensionato la vecchia 5D Mark III.La vecchia Canon mi ha accompagnato per...
7719 Hits

Latest Events

No events

Article Index

Il vulcano di Santa Irene

Il nome dell'isola vulcanica di Santorini deriva da Santa Irene, martire del 304 a cui i Veneziani dedicarono la basilica di Perissa. In realtà, geograficamente, Santorini non esiste, esistono semmai Thira (pronuncia Fira), Thirasia, Nea Kameni, Palea Kameni e Aspronisi. Queste isolette formano un arcipelago, quella che in età minoica era un'isola a forma di C specchiata con al centro il primitivo cratere. Thira, l'isola più ad est, è la più grande delle isole del piccolo arcipelago e su di essa sorgono le città di Thira, Oia, Perissa e Kamari. In realtà ci sono molti altri piccoli centri, ma queste quattro sono le cittadine più grandi. Thirasia, posta a nord-ovest, è una piccola isola abitata per lo più da pescatori. Nea Kameni e Palea Kameni, posti al centro dell'arcipelago sono rispettivamente il nuovo e il vecchio cratere. Aspronisi, posto ad ovest è solo un enorme scoglio che in età minoca era collegato a Thirasia che a sua volta era collegata a Thira. Quello che abbiamo oggi è il risultato di una gigantesca eruzione che ha creato le divisioni tra Thira, Thirasia, Aspronisi e ha quasi cancellato Palea Kameni creando Nea Kameni.

Il traghetto attracca al porto di Thira e un pullmino ci porta a Perissa, al Princess Santorini Villa, il piccolo albergo che ci ospiterà per quattro notti. Decidiamo che la gita in barca la faremo il terzo giorno, quindi per i primi due noleggiamo gli scooter. Andiamo al rent vicino all'albergo per prenotali. Qui, a differenza di Paros, sono tutti nuovissimi, a me capita un Piaggio Liberty con solo 10.000 chilometri e dotato di ABS. Essendo tutti scooter 125cc è necessaria la patente A. In Italia, è sufficiente avere la patente B per poter guitare motocicli 125cc fino a 11kW, in Grecia, come nel resto d'Europa è necessario avere la patente A anche per i motocicli 125cc. Per questo noleggeremo anche due Quad in quanto non tutti hanno la patente A. Dopo aver prenotato gli scooter finiamo quel che resta del pomeriggio alla black beach, una spiaggia di sabbia nera di origine vulcanica. Nonostante le ore più calde del giorno siano passate già da tempo, la spiaggia continua ad emanare il calore assorbito in precedenza. Ero stato a Santorini con amici nell'agosto del 2005 e ricordavo bene questa cosa.

Ceniamo al vicino ristorante Apollon che si trova sul lungomare. I piatti sono abbondanti e di buona qualità, i piatti sono talmente abbondanti che consiglio di prenderne uno in due, sia di pesce che di carne. Finiamo la serata nel piccolo cortiletto interno dell'albergo dove alloggia un altro gruppo di ANM.

Il mattino seguente facciamo colazione nella vicina bakery, ritiriamo gli scooter e ci rechiamo alla Red Beach. Non ci rimarremo a lungo perchè il caldo è quasi insopportabile e poi vogliamo andare ad Oia per vedere il tramonto. Torniamo quindi in albergo abbastanza presto per farci una doccia, riprendiamo gli scooter in direzione Oia (si pronuncia Ia). La strada è abbastanza lunga e in scooter ci mettiamo quasi un'ora. Arriviamo al parcheggio del caratteristico paese arroccato sulla caldera per le 18:00 e ci rechiamo direttamente ad un minimarket a comprare birre e patatine. Siamo molto in anticipo ma i posti migliori per godersi lo spettacolo sono già presi, tranne un cornicione che è ancora libero. Mi ci fiondo e poco dopo arrivano gli altri. Poco a poco il piccolo paese si riempie quasi a diventare un teatro a cielo aperto: sul palco il mare e il sole che tramonta, in tribuna e in platea Oia con tutto il pubblico. Questa volta però non va tutto come dovrebbe, c'è molta foschia e il sole sparisce prima di toccare l'orizzonte. C'è chi applaude, chi fischia, chi bestemmia. Speriamo di rifarci tra due giorni quando saremo ancora qui per vedere "uno dei tramonti più belli del mondo". Ci spostiamo da Oia per la cena e andiamo a mangiare streetfood a Thira, la città capoluogo dell'isola, anch'essa arroccata sulla caldera. Il piccolo streetfood di Mc Daniel's ha una grandissima scelta di cose unte e il suo Pita Gyros è particolarmente buono. Dopo aver cenato ci facciamo un breve giretto per Thira e poi, parte del gruppo, me compreso, torna in albergo.

Una delle cose che ricordo di quando venni a Santorini nel 2005 era una spiaggetta, all'interno della caldera, vicino ad Akrotiri. La mattina dopo, di buon'ora, sono partito alla ricerca della spiaggia, trovandola. Molto è cambiato in 11 anni. La lunga strada deserta ora passa attraverso resort di ogni tipo. Sulla spiaggia, che allora era deserta, ora c'é un dive center e un piccolo ristorante, ma per fortuna una cosa è rimasta invariata: la tranquillità. La spiaggia ora ha un nome e si chiama Caldera Beach. Prima di me si sono svegliati Valerio, Enrico e Margherita e sono andati fino a Thira per fare il trekk che unisce Oia con Thira. Io, insieme a Valentina, Annapaola e Stefano andiamo alla Caldera Beach. Ska, Margherita, Enrico e Valerio ci raggiungono un paio d'ore dopo. Tutti gli altri vanno alla Eros Beach che non conoscevo ma dalle foto che ho visto e dalla descrizione che mi hanno fatto deve essere davvero molto bella. Il bello di Caldera Beach è la tranquillità, la possibilità di mettersi all'ombra, un grande scoglio sommerso vicino a riva prima dell'abisso della caldera popolato da tantissimi pesci e polpi; alla fine della spiaggia ci sono degli scogli per tuffarsi. Tutto questo è rimasto invariato per fortuna.

La sera ceniamo ancora a Thira ma andiamo al ristorante Chef's Garden dove mangiamo abbastanza bene ma soprattutto veniamo trattati benissimo. Dopo cena andiamo a bere qualcosa in un pub di Thira con musica a manetta e pieno di gente.

Siamo quasi a fine vacanza ma ci manca una gita che giá feci nel 2005, un classico di Santorini: la gita in barca nella caldera. Al mattino, come prima cosa, riconsegnamo gli scooter. Al costo di 25€ a testa ci vengono a prendere col pullmino e ci trasferiamo al porto di Thira dove parte l'imbarcazione che ci porterà alle Hot Springs, sul Nea Kameni, a Thirasia e poi ad Oia. Ci accomodiamo sulla prua della barca e mentre salpiamo la nostra guida ci spiega appunto l'itinerario. Nicos, cosi si chiama la guida, parla almeno sette lingue fluentemente: greco, italiano, inglese, tedesco, spagnolo, francese e portoghese.

La prima meta è alle Hot Springs. Il vulcano è ancora attivo, in una piccola baia di Palea Kameni è possibile tuffarsi e nuotare nelle acque calde e ferrose. Avevo avvisato i ragazzi di portarsi dietro un costume da buttare in quanto le acque ferrose macchiano irrimediabilmente i tessuti e l'odore di ruggine rimane anche a distanza di anni. Il bagno è veloce e ci aspetta un piccolo trekk che ci porta sulla cima di Nea Kameni. Le condizioni meteo ci vengono in soccorso e il sole viene nascosto da alcune nuvole di passaggio, c'è anche un filo di vento a rendere la salita meno tosta rispetto al 2005 dove il caldo era infernale. Nea Kameni è il nuovo cratere attivo dell'isola. In verità i crateri sono diversi e alcuni sono fumanti. Scavando solo pochi centimetri sotto la superficie possiamo trovare la terra bollente. Arrivati in vetta, Nicos, ci spiega cosa avvenne a Santorini in età minoica.

Santorini era quello che si definisce un porto naturale perfetto. Un immenso bacino circolare con un piccolo sbocco sul mare, al centro del bacino si trovava il vulcano. Il terreno che ricopre la camera magmatica sottomarina è ricco di silicio per cui la lava risulta essere poco fludia. La pressione nella camera magmatica aumentava anno dopo anno, come una gicantesca pentola a pressione. La pressione gonfiava il terreno a causa dell'assenza di sfoghi nella crosta terrestre. Ad un certo punto, la pressione si fece talmente elevata che il vulcano al centro del bacino eruttò in modo esplosivo e la calotta saltò via come un gigantesco tappo di sughero, tutta la pressione accumulata si esaurì e la camera magmatica collassò. Collassando creò una voragine con un raggio di 5 km. Tutta l'acqua del mare vi si riversò dentro esplodendo al contatto con la lava incandescende. L'esplosione lanciò in aria 98km cubi di materiale e alcune rocce di quella esplosione catastrofica vennero trovate anche in Groenlandia. L'esplosione spazzò via parte dell'isola separando Thira da Thirasia e Thirasia da Aspronisi. Si aprirono dei varchi lunghi 4 chilometri. Fu uno degli eventi catastrofici più grandi che l'uomo ricordi. L'esplosione fu udita dall'Africa alla Scandinavia, dal Golfo Persico a Gibilterra. Segni di un gigantesco tsunami si possono vedere sulle coste di Creta. Nel 1967, nella parte a sud dell'isola vennero rinvenuti i resti quasi intatti di una antica città coperta dalle ceneri del vulcano, come a Pompei. La città è Akrotiri e tra i resti sono stati trovati dei bagni che presentavano un complesso sistema idraulico con tanto di scarico fognario, i resti sono appunto di età minoica, ben prima della nascita dell'Impero Romano, intorno al 1627 a.C.

Santorini è la principale candidata del mito di Atlantide. Secondo la leggenda, Atlantide scomparve in età minoica a causa di un cataclisma. Atlantide aveva come simblo il Toro, la sua tecnologia era molto avanzata per l'epoca, i suoi abitanti erano contro la guerra e abbandonarono la città prima della distruzione. Atlantide poggiava le sue fondamenta su terra nera, bianca e rossa.

Uno dei simboli maggiormente ricorrenti nelle rovine di Akrotiri è il toro, non furono trovati nè resti umani nè di armi; i complessi sitemi idraulici sono indice di una avanzata teconologia e gli strati di roccia ben visibili delle parteti a picco sul mare sono bianchi, neri e rossi.

La nostra gita prosegue sull'isola di Thirasia. È una piccola isoletta abitata per lo più da pescatori. C'é qualche ristorante in riva al mare e un ristorante in cima con una vista mozzafiato. Faccio il bagno in una delle acque più belle di tutta la vacanza. Sarà il fatto della mancanza di sabbia ma l'acqua è limpidissima, calda (a causa del vulcano), ricca di pesci e ricci di mare. Ci fermiamo meno di due ore per poi ripartire alla volta di Oia dove sbarchiamo per l'ultima volta.

Saliamo in paese a cavallo dei somari, esperienza già fatta nel 2005 e che volevo ripetere.

Siamo più fortunati e stavolta vediamo il tramonto fino alla fine, che spettacolo.

Dopo il tramonto abbiamo poco tempo per raggiungere il parcheggio dei bus e quindi ci facciamo trasportare dalla fiumana di gente che abbandona il piccolo paese.

La gita di una giornata è stata stancante e ormai siamo anche a fine ferie per cui la stanchezza si fa sentire di più. A cena ci sparpagliamo tutti, alcuni mangiano alla bakery, altri tornano al ristorante mentre Valerio ed io ci mangiamo un Hamburger in un bar vicino all'albergo, andiamo in stanza, facciamo gli ultimi conti di cassa comune e ce ne andiamo a dormire molto presto. Il traghetto che ci porterà ad Atene parte alle 6:45 per cui, non avendo il posto assegnato, dobbiamo essere in porto per le 6:00.

Nel rispetto della direttiva 2009/136/CE ti informiamo che questo sito utilizza cookie propri tecnici e di terze parti per consentirti una migliore navigazione ed un corretto funzionamento delle pagine web.
Se proseguo nella navigazione, cliccando su un qualunque elemento posto all’esterno di questo banner, acconsento all’installazione dei cookies.

 

This site uses cookies. By continuing to browse the site, you are agreeing to our use of cookies.