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Ci siamo quasi

Il traghetto parte puntuale e noi cerchiamo un posto per stenderci e continuare a dormire. L'attraversata durerà circa nove ore e faremo scalo a Ios, Naxos e Paros. Ad ogni scalo poca gente scende e molta ne sale; il traghetto si riempie e i posti numerati cominciano ad essere occupati dai loro proprietari. A Paros, inaspettatamente, sale tantissima gente e siamo costretti ad abbandonare i confortevoli sedili per trovare un posto a sedere in giro per il traghetto.

Finalmente arriviamo a Pireo e come prima cosa passiamo in agenzia a farci rimborsare il biglietto del primo traghetto che avevamo perso a causa del forte vento.

Alloggiamo ancora all'Hotel Anemoni. Una bella doccia lava via tutta la stanchezza del viaggio in traghetto, riesco anche a dormre un po'.

Verso sera prendiamo la metro che ci porta a Monastiraki e visto che l'Acropoli l'avevamo già visitata optiamo per un giretto "ad cazzum" per il centro fino a piazza Syntagma, dove ebbe luogo la manifestazione anti-austerity nel 2015. Capitiamo al palazzo del Parlamento giusto per il cambio della guardia che, a nostro avviso, risulta quasi imbarazzante nei confronti di quei poveri ragazzi vestiti con la divisa tradizionale che è a dir poco orrenda.

Ceniamo al ristorante Plaka, una schifezza immonda. Forse il peggio ristorante di tutta la vacanza. Si salvava, da quello che ho capito, solo l'agnello. Stufo di mangiare le solite cose mi sono incautamente avventurato nella scelta di una semplice pasta al pomodoro, illuso. Pure i gamberi grigliati sono arrivati per metà crudi e sapevano sinistramente di ammoniaca. Solito vino che serve più che altro a sverniciare l'auto e un servizio a dir poco fastidioso.

Ritorniamo molto presto in hotel, i quattro toscani che erano arrivati autonomamente hanno il volo molto presto e dovranno lasciare l'albergo di primo mattino. I saluti iniziano quindi questa sera.

Prima di salutarli però chiudiamo la cassa comune, Valerio si è dimostrato un cassiere eccellente.

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