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Oltre i 7.000

Quando ti guardi attorno, in Ladakh, ti rendi subito conto che qui le condizioni climatiche sono estreme per gran parte dell'anno.

Da quando inizia a scendere la prima neve fino ai primi tepori di maggio il freddo la fa da padrone; quasi tutti gli alti passi chiudono e alcune zone rimangono totalmente isolate.

Il verde è presente solo nelle valli più basse di quota, per il resto i colori che la fanno da padrone sono il grigio delle vette più alte, il bianco dei ghiacciai e tutte le tonalità del marrone intervallate da pareti nere che contraddistinguono le friabili pareti montuose per lo più costituite da selce. Dove non ci sono rocce c'è terra e sabbia. Questo rende marroni le acque dei principali fiumi che solcano le vallate.

Nel caldo periodo monsonico non è affatto improbabile imbattersi in precipitazioni nevose in altissima quota; ci è successo scavalcando il passo del Khardung-La ad oltre 5.300 mentri di quota. A quelle altitudini i movimenti rallentano, manca l'ossigeno, ogni piccolo movimento richiede concentrazione e sforzo. I venti da caldi diventano freddi e la pioggia si trasforma in neve o in ghiaccio. Il verde delle basse vallate scompare con esse e tutto quello che si vede sono vette ancora più alte, pareti verticali che dai 5.500 metri salgono fino a superare i 7.000. In lontananza si intravedono i primi ghiacciai perenni a quote che al solo dirlo fa mancare il fiato e poi, di quando in quando spuntano dei massicci rocciosi che sembrano bucare il cielo: sono gli 8.000.

Scavalcando il passo del Khardung-La, da Leh, si scende alla valle di Nubra alla base della quale scorre lo Shyok River. Incredibile vedere come le sue sponde siano per lo più fatte di sabbia sottile, come quella del deserto e di quando in quando la valle si trasforma in una landa di dune di sabbia più o meno grandi.

La valle di Nubra, o Nubra Valley, separa due catene montuose: a sudovest si trova la catena transhimalayana mentre a nordest si erge l'altissima catena del Karakorum, la zona del mondo più ricoperta dai ghiacciai escluse le calotte polari. Se l'Himalaya è inospitale, la parte del gruppo del Karakorum lo è ancora di più, in esso si trovano quattro dei quattordi ottomila del mondo, tra cui il K2.

E' solo nei pressi del monastero di Diskit, vicino alla cittadina di Hunder, che si può trovare un pò di verde. Oltre il poco di verde della valle di Nubra solo sabbia, rocce e montagne sopra i 7.000 metri.

nubra

Sono montagne molto diverse da quelle a cui sono abituato, meno belle se vuoi ma molto più imponenti con un fascino indescrivibile.

Ci sono poi dei piccoli angoli di paradiso caratterizzati dai laghi di alta quota dal colore turchese. Lo Tso Kar ma soprattutto lo Tso Moriri ne sono un fulgido esempio. Il lago Tso Moriri si trova ad una quota di oltre 4.500 metri e le sue acque sono alimentate dalle sorgenti che nascono dai vicini ghiacciai. Tutta la zona è un parco naturale protetto. La strada che porta da Leh al lago è lunga e quasi completamente sterrata. Si scavalcano passi oltre i 5.000 metri e si alternano zone terribilmente ruvide ed inospitali ad armoniosi piccoli altipiani ricoperti da muschi e popolati dalle piccole Blue Sheep (pecore blu) e da marmotte ciccionissime.

In verità le blue sheep non sono nè pecore, nè tantomeno blu: sembra più una via di mezzo tra una pecora, una capra e uno stambecco; sono la dieta principale dei rarissimi leopardi delle nevi.

Anche se il trasferimento è di per se molto lungo, non è per nulla pesante in quanto il paesaggio che si attraversa è unico nel suo genere.

Arrivati allo Tso Moriri finalmente l'effetto "WOW!" che tanto mi aspettavo. E' veramente uno spettacolo incredibile.

tsomoriri

La notte la passiamo al piccolo villaggio di Karzok: 10 case in tutto con un piccolo e spartanissimo hotel; ah, e ovviamente la vicina caserma militare che non può mai mancare da queste parti.

Se camminare a certe altitudini è difficile, dormire lo è ancora di più. E' sempre una cosa sogettiva, alcuni di noi hanno dormito benissimo, altri sono proprio stati male. Personalmente ero stranchissimo e alle 9 di sera ero già a letto. Alle 3 del mattino mi sono svegliato e non c'è più stato verso di dormire. Ogni tanto, da sdraiato, faticavo a respirare ma nulla di insopportabile.

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